Che poker di Messi al derby. Il Madrid con il fiatone, l’ Atletico si avvicina al preliminare. Il Valencia è terzo. Il Saragozza spera nella liga

La pulce si regala 50 gol in campionato e, saluta Guardiola. Non si fermano a Granada i merengues che, vengono graziati dall’ autogol di Cortes. Una rete di Jonas al 90′ mette il volo ai pipistrelli. Koke ed Adrian effettuano la remuntada sul Malaga e avvicinano i colchoneros a – 2 dalla champions. Un gol di Lafita nel finale tiene vive le speranze salvezza degli aragonesi.

Nella penultima giornata della Liga nonostante i giochi già chiusi per il titolo il Barcellona non si ferma e, demolisce con un sonoro 4-0 l’ Espanyol nel derby catalano. Gli azulgrana fanno sua la 191esima stracittadina, con il bilancio tutto a suo favore, tanto che ha vinto il doppio delle gare  , ben 106 contro le 44 degli avversari. I numeri parlano solo blaugrana visto che ,il Barca è una delle squadre più vincenti in Spagna ma, anche nel mondo. Ha proposto sempre i migliori giocatori ,non è mai retrocessa e , quasi sempre è stata nei piani alti della graduatoria a contendere il titolo. Differente il discorso per i rivali che, non sono mai riusciti a giocarsi uno scudetto e, l’unico trofeo che sono riusciti ad alzare è stata la coppa di Spagna, solo 4 volte.

Non stanno esaltando nella stagione in corso, sono fuori da ogni discorso di qualificazione a una competizione europea e,  sono crollati in questo rush finale, perdendo 4 delle ultime cinque uscite. E’ in ripresa,invece, il Barcellona che, dopo aver perso nel classico, ha rifilato due vittorie consecutive realizzando ben 11 reti e, subendone solo una. E’ l’ultima gara al camp nou per Pep Guardiola che, lascerà i campioni del mondo dopo 4 anni indimenticabili in cui ha vinto tutto, ben 13 trofei tra nazionali e internazionali. Per l’ultima partita casalinga il tecnico spagnolo da spazio a Montoya in difesa e, si inventa il centrocampo con gli innesti di Keita e Thiago Alcantara. Viene spostato in attacco Iniesta a supporto di Pedro e Messi. Turno di riposo per Fabregas,Valdes,Xavi e Alves. Assenti Pique e Sanchez. Pochettino,invece, deve rinunciare a Marquez,Sergio Garcia e Romaric. A sorpresa lascia in panchina Coutinho e Uche e, schiera in mediana Sanchez e Baena. Gli esterni di difesa sono Didac e Lopez. La punta centrale è Vazquez.

Impiegano 11 minuti i padroni di casa per portarsi avanti. Punizione a giro magistrale di Messi che, la infila al palo sinistro.La reazione ospite arriva con un calcio piazzato di Verdu, la palla esce di poco. La partita è fallosa e perde di spettacolarità sul fronte offensivo. I pericoli arrivano sulle palle da fermo. Al 32′ si fa vedere Iniesta sempre sul calcio di punizione, vola Alvarez. Nel tempo di recupero è la volta ancora del numero 10 argentino ma, questa volta la mira non è precisa e, la sfera finisce sull’ esterno della rete. Ad inizio ripresa partenza flebile degli uomini di Guardiola che, si presentano in avanti con Busquets, il tiro esce di poco a lato. Solo un invenzione della pulce accende la luce e porta al raddoppio. Messi scavalca Gomez che, tocca la palla con la mano involontariamente ma, per l’arbitro è rigore. Dal dischetto la pulce non sbaglia ,toccando prima il palo e ,poi, la rete. I biancoblu si svegliano solo al 68′ con Forlin, il suo tiro ad incrociare impegna severamente Pinto. Grande paura cinque minuti più tardi. Weiss salta Pinto con un pallonetto, ma Mascherano ci mette una pezza di testa deviando oltre la traversa. Un istante dopo micidiale contropiede dei padoni di casa, la sfera arriva a Messi che, sigla la sua tripletta personale con un bel rasoterra ad incrociare. Gli ospiti accusano il colpo e  affondano ancora. Al 77′ Busquets viene steso in area nettamente da Forlin e per l’arbitro è rigore. Dal dischetto Messi spiazza il portiere e firma il suo poker personale. E’ il gol numero 50 in liga e il 71esimo della stagione per l’argentino. A quattro minuti dal termine, su una ripartenza micidiale, la pulce fallisce la cinquina, concludendo fuori di poco, dopo uno scavetto su Alvarez. Velleitaria la replica dei periquitos con l’ex Inter Coutinho che, conclude tra le braccia di Pinto. Termina 4-0, un match dominato dal Barca che, liquida gli avversari, con il suo uomo simbolo, quel Messi che, ha superato un incredibile soglia di gol in una stagione. Alla sua ultima rete è corso ad abbracciare Guardiola, cosi come tutta la squadra. Per gli avversari è una brutta caduta, una sconfitta difficile da digerire.

Non sbaglia un colpo il Real Madrid che, espugna Granada per 2-1 con un po’ di fortuna.  I  merengues che, hanno festeggiato lo scudetto tra la folla del Plaza de Cibeles, si presentavano in Andalusia, dopo più di 30 anni e con un obiettivo ambizioso: raggiungere la quota dei  100 punti mai raggiunta da una società spagnola. Numeri pazzeschi, comunque, per il dream team di Mourinho che, ha superato il Real di Di Stefano del 1960 con le 168 reti stagionali. I blancos sono reduci da un filotto di 4 successi di fila e, non perdono da tanti mesi. Il granà del patron Pozzo lotta per la permanenza nel massimo campionato. Viaggia a cinque punti di vantaggio sul Real Saragozza terzultimo e cerca il bis dopo la vittoria interna con l’ Espanyol. Jose Mourinho regala una maglia da titolare a Sahin che, affianca Granero davanti alla difesa. A supporto di Benzema c’è un trio offensivo che ritrova Kaka. La coppia di centrali è inventata: giocano Varane e Carvalho. Assenti Arbeloa, Khedira,Ramos e Casillas. In porta c’è Adan. Restano a riposo Pepe, Higuain e Alonso. Abel Resino sceglie il rombo dove, trova spazio in attacco Ighalo, affiancato dietro sugli esterni da Benitez e Jara, con Martins in posizione di suggeritore.  Nel reparto difensivo c’è Cortes. Davanti al blocco difensivo a fare copertura sono incaricati Moises e Rico. Panchina per Nyom, Abel, Romero e Uche. 

Il Granada parte forte e si porta avanti al 4′ con Jara. L’ argentino ruba palla, si fa tutto il campo, supera Carvalho e la infila sotto le gambe di Adan. Traballa la difesa ospite che, rischia il bis. Ighalo ben servito in area sbatte contro la parata di Adan e il tacco di Marcelo. Il Real prova a reagire e lo fa con Ronaldo che, non centra la porta di testa. I campioni di Spagna fanno fatica a pungere e, continuano a soffrire. Al 20′ Benitez calcia un interno sinistro a giro velenoso su punizione, Adan è efficace. Solo un errore di Siqueira rischia di regalare il pari ai galattici che, non riescono ad impensierire Julio Cesar di testa con Ronaldo. Nella ripresa entrano in campo Xabi Alonso ed Higuain, fuori Kaka e Sahin. Ma la musica canta ancora andaluso, i capitolini sono in affanno. Al 47′ il nigeriano Ighalo conclude debolmente,poi, qualche minuto dopo Martins tira fuori con l’interno sinistro a giro, al limite dell’ area. Segnali di reazione del Real. Julio Cesar ci mette una pezza sul tiro cross di Xabi Alonso. Benzema , servito da un lancio lungo di Marcelo , esplode un destro potente, para l’estremo difensore . Al 60′ un difensore del Granada rischia di ingannare il suo portiere. Quattro minuti dopo dormita di Cortes che, regala la palla a Ronaldo, il quale si fa ipnotizzare da Julio Cesar. Il numero 25 osserva,poi, la rasoiata di Xabi Alonso di poco fuori. All’ 80′ Moises placca letteralmente Ronaldo e, per l’arbitro è rigore. L’ assegnazione è corretta.  Dal dischetto il portoghese non fallisce e, centra il suo 45esimo gol nella Liga.  I padroni di casa non demordono e si divorano il vantaggio con Ighalo che, prova il pallonetto in area su Adan ma, conclude male. Nel tempo di recupero Julio Cesar dice di no, dopo una mischia furibonda. Al 93′ su un cross rasoterra e radente di Benzema, si avventa Cortes che conclude nella propria porta, realizzando uno dei classici e sciagurati autogol. Nel finale un corner negato agli andalusi scatena una rissa. Tutto l’entourage biancorosso si avventa sul direttore di gara. Siqueira e Moises rimediano un cartellino rosso. Benitez lo rimedierà ben presto, a causa della bottiglietta lanciata verso l’arbitro. Una brutta sconfitta per i filipinos che, si vedono ridurre il distacco a due lunghezze dalla terzultima. Dieci minuti di follia che possono costare una stagione.  Tutto sarà deciso nell’ ultima gara contro il Rayo che, sarà affamato di punti. Il Real può,ora, chiudere in bellezza tra 7 giorni.

Dopo quasi un mese torna a vincere l’ Osasuna che, batte il Real Sociedad e, spera in un piazzamento Uefa. I rossoblu cancellano la pesante batosta di Valencia e, centrano la decima vittoria interna. I baschi che, avevano conquistato la salvezza qualche settimana fa, si fermano dopo il pari con l’ Atletico Madrid. Una vera e propria roccaforte il Reyno de Navarra per l’ Osasuna dove è caduto solo tre volte. In questo campo ne ha fatto le spese anche il Barcellona, battuto per 3-2. Entrambi gli allenatori cambiano metà della squadra. Nei padroni di casa si rivede in attacco Nino e, a centrocampo gioca Balde. L’ esterno sinistro sarà Satrustegui. Riposano Lamah e Loe. Gli ospiti si presentano in avanti con Ifran e, schierano sugli esterni Estrada e De la Bella. Solo panchina per Agirretxe, Griezmann e Illarramendi. La squadra di Pamplona impiega solo 14′ per passare in vantaggio con Balde. Rischia qualcosa e non riesce a chiudere il match. Alla fine ottiene i tre punti che, la tengono a galla per il sesto posto.

Con un turno in anticipo il Valencia consolida il terzo posto che, vale l’ accesso diretto alla champions, battendo solo nel finale il Villarreal. I pipistrelli sfruttano al meglio la gara interna e si ripetono al Mestalla, a distanza di una settimana. E’ la quarta vittoria consecutiva ottenuta tra le proprie mura. Dopo quasi un mese termina l’imbattibilità degli avversari che, si dovranno giocare la permanenza nella massima divisione all’ ultima giornata. Una stagione da incubo per il sottomarino giallo che, è stato eliminato in champions nella fase a gironi e, non è mai riuscito a staccarsi dalle zone calde. Anche i padroni di casa non hanno esaltato ma, almeno sono arrivati in semifinale di una competizione europea e, hanno confermato il minimo traguardo. Emery non può disporre del bomber Soldado e si affida ad Aduriz e Jonas in avanti. In mediana gioca a sorpresa Albelda. Diverse le assenze: Banega, Canales,Miguel e Mathieu. Lotina deve rinunciare al capitano Senna e al centrocampista Cani. Parte dalla panchina Nilmar. A sorpresa viene preferito in mediana Wakaso. Gara  in mano al Valencia che, rischia qualcosa dietro. All’ 87′ sfortunato Aduriz che, coglie il palo. Tre minuti dopo lo spagnolo serve Jonas che, trafigge l’incolpevole Lopez.

Non riesce più ad uscire dal tunnel il Rayo Vallecano che, subisce la quinta sconfitta consecutiva e, viene risucchiato pericolosamente in zona retrocessione. A gioire contro la piccola realtà di Madrid è il Siviglia che, si riprende dopo due ko di fila. Per gli andalusi resta viva qualche piccola speranza di centrare la qualificazione europea. Un incredibile caduta,invece, quella del fulmine che, aveva iniziato alla grande il campionato, riuscendo a impensierire le posizioni nobili della graduatoria. E’ riuscito ,negli ultimi mesi, a bruciarsi il grande margine di vantaggio che aveva dalle dirette concorrenti. Al contrario i sevillistas sono tornati nei piani alti, grazie a una convincente risalita nella seconda parte del torneo. Il tecnico Michel è rimasto nei suoi passi, senza sconvolgere la rosa ed è riuscito a dare fiducia al gruppo che, ha trovato la giusta sintonia. Assente lo squalificato Medel, davanti alla difesa si posiziona Deivid mentre, l’esterno destro è Coke. Le novità sono in attacco dove, scende in campo Baba che, viene preferito a Kanoute. Indisponibile Negredo. Sandoval rilancia dal primo minuto Delibasic e, tiene in panchina Tamudo. In avanti c’è Costa. Gara sottotono,poi, al 19′ l’ arbitro fischia il rigore per il Siviglia ma, Trochowski lo sbaglia. Al 31′ Baba sblocca il risultato ma, Diego Costa pareggia i conti su rigore. Prima del riposo Cala porta avanti di nuovo i Palanganas di testa. Nel secondo tempo Baba trova il raddoppio dopo un minuto e il Rayo crolla. Al 65′ fa festa anche Reyes ma, Diego Costa prova a dare qualche residua speranza ai suoi al 77′. La rete galvanizza il Rayo che, coglie la traversa con Michu. Due minuti dopoo  Kanoute serve la cinquina. Finisce 5-2, una brutta sconfitta per il Rayo che, prende una batosta dopo quella pesante con il Barcellona. Viene agganciato al penultimo posto dal Saragozza.

Non demorde il Saragozza che, rimette tutto in gioco per la zona retrocessione, dopo la fondamentale e vitale vittoria contro il Racing Santander. Gli aragonesi infilano il quarto risultato positivo e, dimostrano di crederci, anche perchè le gambe e la testa funzionano perfettamente da qualche mese, dopo un inizio di stagione travagliato. La fiducia all’ allenatore ha avuto i suoi frutti. C’è da dire,però, che di fronte avevano un avversario già retrocesso e, che non aveva nulla da dire alla liga. Non a caso hanno il peggior attacco e il peggior rendimento esterno. Nelle ultime 8 gare hanno racimolato solo due punti e, non vincono da diversi mesi. Jimenez e Cervera schierano lo stesso modulo che, prevede un attaccante e tre mediani alti alle spalle, più due davanti alla difesa. Nei padroni di casa la scelta in avanti ricade sul portoghese Postiga. Ancora panchina per la vecchia conoscenza italiana Lanzaro. Negli ospiti c’è Acosta sul fronte offensivo, preferito a Stuani. Parte dalla panchina Colsa. Per dieci minuti le squadre si studiano,poi, all’ improvviso Fernandez porta avanti il Racing. Un istante dopo Postiga agguanta il pari. I manos fanno fatica a rendersi pericolosi e, trovano la zampata vincente al 78′ con Lafita. Termina cosi 2-1, una gara poco spettacolare ma nervosa che, premia la squadra più affamata.

Aspettando la tanto attesa finale di Europa League a Bucarest contro i connazionali dell’ Atletico Madrid che manca da 35 anni, l’ Athletic Bilbao rischia di non partecipare il prossimo anno a nessun torneo internazionale. I baschi, infatti, vengono bloccati al San Mames sullo 0-0 dal Getafe e, ora possono sperare in un miracolo nel prossimo turno, per rientrare tra le prime sei. E’ crisi per i leoni che, venivano da due stop di fila. Un occasione buttata al vento, visto l’avversario abbordabile che, era già salvo e, aveva raccolto solo un punto in tre gare. Bielsa in vista dell’ impegno di coppa si è presentato con qualche novità, come gli innesti di Ramalho e Gabilondo. Panchina per Susaeta e Iraola mentre, assenti Muniain e Amorebieta. Plaza deve rinunciare a Jose Manuel, Alexis, Diego Castro e Guiza. In mediana gioca il marocchino Barrada, dietro Arroyo. I padroni di casa fanno la partita e sono sfortunati sulla traversa di Gabilondo al 77′. La poca precisione tiene il risultato sul pari.

Con una classifica molto ristretta, si fa avanti come pretendente a un posto in Europa il Maiorca che, batte di misura il Levante e lo aggancia al sesto posto. Incredibile la risalita dei maiorchini che, conquistano il quarto risultato utile, dove hanno subito solo una rete. Per i granotes, invece, continua l’andamento altalenante, una discontinuità che, ha fatto saltare quasi definitivamente il sogno champions. Un traguardo che, non è stato mai raggiunto ma, che sembrava consolidato nella prima parte del campionato. In tre giorni i rossoblu hanno mandato quasi all’ aria un intera stagione che, potrebbe non ripetersi più. Dobbiamo considerare,infatti, che i valenciani non hanno una rosa di grande livello ,non disponendo di grandi risorse finanziarie e, non hanno raggiunto ancora dieci anni di partecipazioni nella liga. Sono abituati alle prime posizioni gli avversari che, hanno raggiunto anche una finale,poi, persa. Non cambiano molto i due tecnici. Nei rossoneri Alfaro prende il posto di Hemed, nell rane,invece, manca Kone che è rimpiazzato dall ex Siena Ghezzal. Partono forte gli ospiti che, non riescono a pungere con la giusta cattiveria. Bravo il Maiorca a colpire al 55′ con Pina. Il match non regala grandi emozioni anche se il Levante ci prova fino in fondo ma, non riesce a trovare la via del gol.

Se la gioca fino all’ ultima giornata lo Sporting Gijon che, piega per 2-1 il Betis Siviglia e, resta in corsa per la salvezza. Gli asturiani si lasciano alle spalle la cocente sconfitta patita con il Villarreal e, raccolgono il nono punto in 4 gare. Per gli ospiti uno stop previsto, visto che hanno già centrato la salvezza. Si presentavano alla sfida ,galvanizzati dal successo nel derby con il Siviglia. Bastano 13 minuti al Gijon per portarsi avanti con Sangoy su rigore. Al termine del primo tempo Molina pareggia i conti. Dopo dieci minuti della ripresa ancora l’ argentino Sangoy trova il raddoppio e la sua doppietta personale. I biancoverdi reagiscono solo con Molina, lo Sporting amministra ma, non riesce a sferrare il colpo del ko. Ora solo tre punti li divide dal quartultimo posto.

Nonostante la testa rivolta alla finale di Europa League contro il Bilbao in Romania, l’ Atletico Madrid torna a vincere battendo per 2-1 il Malaga e, si porta a sole due lunghezze dal posto champions. I colchoneros non si risparmiano e, si presentano alla sfida con la migliore formazione. Gli unici a riposare sono Koke e Arda Turan. Al loro posto giocano Salvio e Tiago. Inamovibile Falcao che, sarà supportato da Diego. L’ Atletico chiude il cammino interno con sole tre sconfitte. Le acciughe,invece, sono una grande sorpresa del calcio iberico, non essendo mai stati tra i primi quattro. Al secondo anno dello sceicco Al Thani, i biancoblu sono vicini a centrare una storica  qualificazione in coppa dei campioni, nonostante la sconfitta. Dopo essere stati leggermente fuori tra i primi sei, negli ultimi mesi il Malaga si è migliorato un po’ anche esternamente ed ha occupato per poche giornate la terza piazza. Pellegrini non può disporre di Toulalan, Mathijsen, Maresca, Baptista e Buonanotte. A centrocampo gioca Joaquin ed Eliseu, con Cazorla più arretrato a fare cerniera davanti alla difesa. Confermato Rondon come punta centrale. Non c’è un padrone vero e proprio, con le due compagni che si equilibrano. Al 38′ il Malaga passa a sorpresa con Eliseu. L’ Atletico inizia l’ assedio ma non riesce a pungere. Al 69′, però, Koke trova il pari. La rete carica i colchoneros che, effettuano il sorpasso con Adrian al 79′. Il finale è nervoso e fioccano le ammonizioni. Non succede più nulla. Tutto si deciderà per il quarto posto tra una settimana.

           Squadra                 PG  V   N    P    reti             Punti

1.

Real Madrid

37

31

4

2

117:31

97

2.

Barcellona

37

28

6

3

112:27

90

3.

Valencia

37

17

10

10

59:43

61

4.

Malaga

37

16

7

14

53:53

55

5.

Atl. Madrid

37

14

11

12

52:46

53

6.

Levante

37

15

7

15

51:50

52

7.

Maiorca

37

14

10

13

41:42

52

8.

Osasuna

37

12

15

10

40:59

51

9.

Siviglia

37

13

10

14

47:46

49

10.

Ath. Bilbao

37

12

13

12

49:49

49

11.

Getafe

37

12

11

14

40:49

47

12.

Betis

37

13

7

17

45:54

46

13.

Espanyol

37

12

9

16

45:55

45

14.

Real Sociedad

37

11

11

15

45:52

44

15.

Granada

37

12

6

19

35:55

42

16.

Villarreal

37

9

14

14

39:52

41

17.

Vallecano

37

12

4

21

52:73

40

18.

Saragozza

37

11

7

19

34:61

40

19.

Gijon

37

10

7

20

42:68

37

20.

Santander

37

4

15

18

26:59

27

Osasuna – Real Sociedad   1-0

Valencia – Villarreal   1-0

Siviglia– Rayo Vallecano     5-2

Saragozza – Racing Santander      2-1

Ath. Bilbao – Getafe        0-0

Maiorca – Levante      1-0

Granada –  Real Madrid      1-2

Gijon – Betis  2-1

Barcellona – Espanyol  4-0

Atl. Madrid – Malaga  2-1

Armin Sefiu

19 maggio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook