La Roma non guarisce

La Roma non guarisce

Di nuiturbeovo a Verona la Roma appena dopo l’ultima trasferta contro l’Hellas. Stavolta tocca al Chievo allenato da Maran che in conferenza stampa prepartita dimostra di non temere la Roma nonostante riconosca ai giallorossi una qualità di squadra di primo livello.

Grave infortunio- Dimostra subito il Chievo di volersela giocare e di non subire la sudditanza psicologica di una Roma che sembra aggressiva ma che lascia varchi sulle fasce che mettono in difficoltà i giallorossi. Pellissier e Paloschi giocano in linea con i due centrali difensivi romanisti sul filo del fuorigioco in attesa di un passo falso di Manolas & Co.

Subito al 5’ Keita lancia Nainggolan il quale passa a Gervinho che si allunga sulla fascia destra crossando in area per un arrembante Iturbe che calcia al volo alto di pochissimo. Dopo tre minuti è il Chievo che si fa pericoloso con Pellissier che va a cercare con determinazione una palla sporca e si ritrova a tu per tu con De Sanctis che rimane in piedi e salva la porta.

Al 16’ l’episodio dell’infortunio di Mattiello. Il ragazzo del ’95 entra in scivolata in simultanea con Nainggolan leggermente in ritardo rispetto al romanista ed ha la peggio uscendo in barella tra le lacrime. Trasportato in ospedale riporta la frattura scomposta di tibia e perone.

Roma lenta e poco concreta con un Chievo che cerca di colpire in contropiede.

Il primo tempo si chiude con Gervinho che punta uno contro uno il difensore del Chievo fino sul fondo riuscendo a calciare in diagonale una palla che fa la barba al palo.

Roma piatta e mediocre, poco concreta e senza cambi di marcia. I tre reparti distanti troppi metri senza che nessuno si muova senza palla e nessun centrocampista a rimorchio del portatore di palla che riesca a dare maggiori opportunità di gioco.

Assenza di idee- Il secondo tempo inizia con un Chievo ben messo in campo con linee strette e pressing aggressivo. Al 57’ dopo la prima buona azione dei giallorossi da parte del duo Totti – Paredes, la Roma rischia lo svantaggio con Birsa che sfiora il gol di con una palla calciata di sinistro che finisce quasi a lambire il palo alla destra di De Sanctis. Garcia sceglie il doppio cambio, dentro Ljajic e Verde per Totti e Paredes e la Roma diventa a trazione anteriore. Ma è il Chievo che attacca con una serie di azioni pericolose, la migliore delle quali vede Schelotto crossare troppo lungo per Paloschi solo in area di rigore avversaria.

La salvezza della Roma di oggi è solo quella di avere incontrato un avversario di modesti mezzi che ha però cercato, con le armi a sua disposizione, di impensierire i giallorossi. Assenza di gioco e di idee, queste le caratteristiche di una Roma che sembra sparita e non serve mettere insieme frazioni di gioco o secondi tempi per tentare di ricordare che una volta questa era una squadra brillante ed incisiva. E’ una squadra senza memoria, prevedibile e non competitiva con giocatori fermi, statici che buttano la palla avanti e non fraseggiano consegnandosi in questo modo all’avversario.

Finisce una partita imbarazzante e finisce con il solito pareggio che ormai è diventato una malattia cronica.

Meritano 2duerighe:

 Mattiello: un grandissimo augurio a questo ragazzo di diciannove anni che   bene si stava comportando. Speriamo di rivederlo presto con gli scarpini ai piedi.

 La Roma: difficile trovare un solo colpevole. La Roma come entità: squadra, allenatore e dirigenza. Servirebbe un po’ di autocritica ed una assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori di questa commedia tragicomica.

Tabellino

Chievo – Roma 0-0

Chievo (4-4-2): Bizzarri, Zukanovic, Cesar, Dainelli, Mattiello (19’ Birsa), Hetemaj, Radovanovic, Izco, Schelotto, Pellissier (83’ Botta), Paloschi (65’ Meggiorini) All.: Maran.

Roma (4-3-3): De Sanctis, Florenzi, Manolas, Torosidis, Astori, Cole, Keita, Paredes (61’ Verde), Nainggolan, Iturbe (80’ Pjanic), Gervinho, Totti (60’ Ljajic). All: Garcia.

Ammoniti: 37’ Dainelli, 52’ Cesar, 79’ Hetemaj, 88’ Birsa (C). 39’ Florenzi, 41’ Nainggolan (R).

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo

Flavia Cataldi

8 marzo 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook