La Roma canta sotto la pioggia

La Roma canta sotto la pioggia

ljajicAtmosfera gelida a Rotterdam ma non centra la pioggia. Ordine pubblico organizzato nei minimi particolari per evitare scontri tra tifoserie. Ottantatrè tifosi romanisti giunti da Amsterdam in aereo vengono dirottati dall’aeroporto al garage della caserma in attesa di essere condotti in pullman allo stadio. Retata delle forze dell’ordine in un pub dove tifosi olandesi stavano organizzando un raid al porto vecchio dove erano riuniti altri tifosi romanisti. Insomma nemmeno le birre ed i cori riescono a sciogliere il gelo della tensione prepartita.

“Serve un po’ di follia” dice Garcia in conferenza stampa e ci crede davvero al punto da lasciare fuori Nainggolan per un 4-2-3-1 che vede Keita e De Rossi mediani ed il contestato Pjanic in grado di spaziare in veste di trequartista.

Occasioni mancate – Inizia il Feeynoord, ma dopo cinque minuti la Roma prova a dare un po’ di ritmo alla partita e dopo nove minuti è di Torosidis il primo tiro nello specchio della porta.

Gli olandesi riescono a sviluppare il gioco sulle fasce ed al 14’ arriva il primo pericolo per i giallorossi, Karsdrop crossa in campo aperto e Toornstra non arriva per un soffio.

La prima palla gol per la Roma arriva al 15’, Al Ahmadi perde un contrasto con Pjanic che aspetta l’arrivo di Totti il quale, con Vermeer fuori dai pali, inventa un pallonetto dei suoi che per poco non entra in rete. Due minuti dopo un fallo su Holebas da l’opportunità sempre al capitano giallorosso di battere una punizione su tocco di Pjanic: palo e stizza di Totti.

La Roma si convince dei propri mezzi e cambia passo, più aggressiva con i suoi attaccanti sempre in movimento: al 30’ passaggio filtrante di Totti per Gervinho che si allunga troppo la palla e due minuti dopo, al 32’, tacco sempre di Totti per Ljajic, il serbo si inserisce in area ma scivola sul campo bagnato.

Al 38’ il primo episodio di razzismo: mentre Gervinho si appresta a battere un fallo laterale a sinistra dell’aerea di rigore del Feyenord dagli spalti arriva una banana gonfiabile. L’arbitro Turpin ferma il gioco per un minuto ed impone, come vuole il regolamento UEFA, l’annuncio di warning da parte dello speaker dello stadio.

Dopo un’altra occasione da gol sprecata da De Rossi arriva il vantaggio della Roma. Cross di Torosidis dalla destra e Ljajic insacca con un piatto al volo dal limite dell’area piccola.

Razzismo, no grazie- Il secondo tempo inizia subito con un brivido: Yanga-Mbiwa valuta malissimo la posizione di Boulahrouz che, fortunatamente, è in posizione di offside. Al 51’ Gervinho non chiude un ottimo passaggio di Totti e spreca così il raddoppio.

Al 54’ l’episodio clou della partita, Te Vrede, subentrato all’infortunato Kazim-Richards si prende un cartellino rosso, per la verità un po’ eccessivo, dall’arbitro per un inutile fallo da tergo su Manolas e finisce negli spogliatoi. Il popolo del Feyenoord, resosi già colpevole di inciviltà per i noti danneggiamenti perpetrati ai monumenti di Roma, reitera il suo insulso comportamento con un ripetuto lancio di oggetti in campo.

Il pignolo Turpin decide di sospendere per dieci minuti la partita.

Si riprende con una Roma deconcentrata che al primo assalto di Manu, entrato al posto di Boulahrouz, di esterno mette in rete il pareggio a due passi da Skorupski. Errore di Manolas che rinvia un pallone verso Totti ma non si riallinea con un lontano Yanga-Mbiwa.

Ma la Roma risponde subito con Torosidis che spinge sulla fascia destra e pennella una palla al centro dell’area per Gervinho che appoggia in rete per il raddoppio.

Sempre Torosidis, cinque minuti dopo, passa una splendida palla per Gervinho che in mezzo a tre avversari passa a Ljajic che si allunga troppo la palla e spreca il colpo del ko.

E’ un momento difficile per i giallorossi che non riescono a gestire la partita, il Feyenoord prende coraggio e chiude la Roma nella sua area.

La partita si chiude tra mischie e calci d’angolo con un Clasi che distribuisce una miriade di palloni che arrivano sempre in area con una difesa, quella giallorossa, in affanno.

E’ la Roma dai due volti: quello del primo tempo con i giallorossi che dopo una prima fase di studio impongono il ritmo, inventano, creano occasioni e vanno negli spogliatoi con un vantaggio stretto; il volto del secondo tempo è quello deconcentrato dell’inizio ma che tiene e reagisce. E con una difesa da registrare per le sue innumerevoli imprecisioni che potrebbero costarle care in vista della sfida, lunedì prossimo con la prima della classe.

Meritano 2duerighe:

Torosidis: il greco è maturato nel suo ruolo e merita la conferma  per il resto della stagione. E’ l’uomo onnipresente della serata. Presente in fase difensiva e regista dei due gol della Roma.

Te Vrede: non la prende mai. Conclude la sua spenta partecipazione lasciando la squadra in 10 per un fallo inutile su Manolas forse sanzionato troppo rigidamente dall’arbitro. Inutile.

Tabellino

Feyenord – Roma 1-2

Feyenoord (4-3-3): Vermeer, Nelom, Kongolo, Van Beek, Boulahrouz, (56’ Manu),  Clasie, Toornstra, El Ahmadi, Vilhena (84’ Vilhena), Kazim-Richards (41’ Te Vrede). All.: Rutten.

Roma (4-3-2-1): Skorupski, Manolas, Torosidis, Yanga-Mbiwa, Holebas, Keita, De Rossi, Pjanic, Liajic, Gervinho, Totti. All: Garcia.

Ammoniti: 17’ Boulahrouz (F), 31’ Torosidis (R), 41’ Clasie (F), 45’+3’ Pjanic (R), 88’ Paredes (R).

Espulsi: 54’ Te Vrede (F), 59’ Mulder (F)

Marcatori: 45’+2’ Ljajic (R), 57’ Manu (F), 60’ Gervinho (R).

Arbitro: Turpin (Francia)

Flavia Cataldi

27 febbraio 2015

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