City brutto pari, vola l’ Arsenal. Non si fanno male Chelsea e Tottenham nel derby

Un gol di Yaya Toure salva il City dalla sconfitta e permette l’aggancio momentaneo sull’ United. Allungano al terzo posto i gunners, approfittando dello 0-0 tra blues e spurs. Cade ancora il Liverpool con l’ultima in classifica.

Nella trentesima giornata della Premier passo falso del Manchester City che non va oltre l’1-1 sul campo dello Stoke. Ora lo United può allungare. Settima vittoria di fila del ritrovato Arsenal che piega per 3-0 l’ Aston Villa. Fisce 0-0 il derby londinese tra Chelsea e Tottenham. Incredibile tonfo interno del Liverpool che cade contro il Wigan per 2-1,non basta Suarez. In fondo vince anche il Bolton che batte in casa 2-1 il Blackburn. Torna a vincere in Galles l’ Everton per 2-0. Ancora una sconfitta per il Wolverhampton che cade con il Norwich (2-1). Il Sunderland si sbarazza del QPR, espulso Cisse, con un secco 3-1.

Vincere per mettere pressione allo United impegnato lunedi con il Fulham. Questo è l’obiettivo del Manchester City che va a fare visita allo Stoke. I citizens vogliono continuare a fare un altro passo in avanti per tenere alto il sogno scudetto,dopo la sofferta vittoria con il Chelsea nel turno infrasettimanale. Attenzione,però, ai biancorossi che hanno fermato qualche giorno fa il Tottenham e hanno conteso la coppa d’Inghilterra ai padroni di casa l’anno scorso,battuti solo di misura. Dopo circa vent’ anni lo Stoke tornava in premier mentre il City ottenne la promozione dieci anni fa. Con l’avvento dello sceicco Al Mubarak sta cambiando l’aria in casa del City e il periodo buio lungo più di 30 anni è acqua passata. Nelle ultime 3 uscite il Manchester non ha mai vinto contro i padroni di casa. Mancini sceglie Balotelli e Dzeko in attacco. Saranno assistiti da Silva,Nasri e Yaya Toure. Per Aguero non c’è nemmeno la panchina. Assenti Kompany e Lescott. Sulla panchina si accomoda invece Tevez. Tra le fila dello Stoke c’è Crouch in attacco. Begovic preferito ancora a Sorensen in porta.

Il City fa fatica a carburare, incessante il pressing dello Stoke. Troppa lenta e farraginosa la manovra dei sky blues. Il primo tiro in porta arriva con Yaya Toure, il suo interno destro a giro è bloccato da Begovic. Al 28′ ci prova Dzeko di testa ma la palla è debole e centrale.Il primo brivido lo regalano i padroni di casa. Su un corner di Etherington, Barry devia leggermente e Zabaleta salva sulla linea. L’ultimo tiro è di Balotelli, la sua conclusione di interno destro è parata da Begovic. Nella ripresa gli ospiti partono forte e si divorno il vantaggio con Dzeko a tu per tu con il portiere. Entra nello Stoke Pennant. Al primo vero affondo lo Stoke fa male. Crouch stoppa e conclude dalla distanza sotto l’incrocio. Mancini toglie uno spento Silva e inserisce Johnson,poi farà entrare Tevez. Il più pericoloso è Yaya Toure ma il suo tiro non impensierisce Begovic. L’ivoriano non perdona tre minuti dopo quando scarica un collo destro violento,deviato da Shawcross che finisce in rete. Il tecnico Pulis tenta la carta Palacios, Mancini riponde inserendo Milner. Non succede più nulla, se non un tiro per parte fuori dallo specchio della porta. Finisce 1-1, il City aggancia lo United provvisoriamente e perde ulteriore terreno.

E’ in splendida forma l’ Arsenal che ha incamerato 6 vittorie consecutive e si è impadronita della terza posizione. Riceve in casa un Aston Villa riposato e affondato nelle parti basse della graduatoria,con un distacco ancora accettabile.I gunners hanno una ghiotta chance di allungare sugli altri due club londinesi che hanno pareggiato tra di loro. Eppure si sfidano il terzo e il quinto club per successi calcistici. Dalla fondazione della premier nel 1992 non sono mai retrocesse. Hanno trascorso più di novant’ anni nella massima divisione inglese. E’ incredibile vedere l’ Arsenal disputare ininterrottamente la premier per ben 90 anni a differenza dell’ Aston che milita in continuazione nel massimo campionato da più di vent’anni. In campo internazionale una coppa dei campioni per gli ospiti, vinta solo da 4 club inglesi, e una coppa delle coppe per i padroni di casa. I gunners hanno disputato tutte le competizioni UEFA arrivando in tutte le finali. L’unica grande delusione europea per il Villa è stata la sconfitta nella coppa intercontinentale. Negli ultimi anni l’ Arsenal è sempre stata tra le prime posizioni al contrario dell’ Aston che ha rischiato anche la retrocessione e, non vive il fascino dello scudetto dal 1993. Ha vinto solo due coppe di lega inglese.

Tra le due compagini solo l’ Arsenal ha vinto lo scudetto dalla sua costituzione. Hanno lottato in due occasioni per il titolo. Ha sempre vinto l’ Arsenal che ha imposto un distacco di 7 punti nel 1931 e 4 punti nel 1933. Come è successo in altre stagioni i due club lottano per due obiettivi diversi. L’ Arsenal come detto vuole iniziare la fuga dal terzo posto mentre il Villa vuole incrementare il distacco dalla zona calda. Tutto sommato non va male fuori casa l’ Aston che ha perso solo tre volte mentre l’ Arsenal nel suo stadio è caduto in due occasioni. Negli ultimi 19 precedenti sono molto avanti i gunners. Due mesi fa passò il quarto turno l’ Arsenal battendo i villans per 3-2 nella Fa Cup. A dare una mano al Villa verso la risalita è venuto Robbie Keane che, ha segnato tre reti,ma poi è dovuto ripartire per America nei Los Angeles Galaxy.

Wenger preferisce affiancare Gervinho a Van Persie e, come cerniera davanti alla difesa, gioca Song insieme ad Arteta. McLeish punta su Agbonlahor e gli affianca Heskey. Subito grande occasione per gli ospiti con Albrighton che spara alto davanti al portiere. Un istante dopo Walcott tira addosso a Given. Al 16′ Gibbs porta avanti i padroni di casa con un diagonale non irresistibile. Al 25′ Walcott raddoppia con un destro potente. Ora il Villa è sulle gambe e rischia la goleada. Prima Van Persie, tiro alto al volo,poi, Arteta impegna con i pugni il portiere, sfiorando il tris. Il centravanti olandese dei gunners, si ritrova nel finale un pallone davanti la porta e, a colpo sicuro, si vede deviare la palla in angolo da Warnock. Nella ripresa l’ Arsenal amministra e non riesce a inquadrare la porta. Il primo squillo arriva con Rosicky,il suo bolide viene respinto con la mano da Given. Entrano negli ultimi venti minuti Ramsey e Andre Santos. Si fa vedere Arteta al 73′,il suo tiro esce di poco alto da posizione defilata. Due minuti dopo Ramsey spara un rasoterra fuori di poco. Il primo tiro ospite lo effettua Weimann,la sua conclusione è deviata e facile preda di Szczesny. Al 93′ Arteta scarica un bolide imprendibile per Given. Finisce 3-0, l’ Arsenal si porta a +3 dal Tottenham e a +8 dal Chelsea. Per il Villa sono 8 i punti dalla terzultima.

In attesa di volare per Lisbona, dove affronterà il Benfica nei quarti di coppa dei campioni , il Chelsea è atteso nel derby di Londra con il Tottenham per giocarsi un posto nella prossima champions,visto il distacco di cinque punti tra le due compagini. Stanno meglio in queso periodo i blues che hanno assorbito in positivo il cambio di panchina, caduti solamente con la capolista City. Dopo una prima parte di campionato eccezionale e in corsa per lo scudetto, il Tottenham si è spento incamerando una serie di risultati negativi partiti, soprattutto, dalla sconfitta con i cugini dell’ Arsenal che, hanno fatto perdere il terzo posto. Inoltre, nelle 19 sfide allo Stamford Bridge gli ospiti non hanno mai vinto.  Le due compagini condividono il maggior numero di trofei internazionali conquistati da una squadra londinese. Il Tottenham ha vissuto continuamente la premier dieci anni in più rispetto al Chelsea. A livello di trionfi sono nettamente in vantaggio i padroni di casa che, da quando hanno rimesso piede nel massimo campionato inglese, senza più retrocedere, hanno vinto ben 16 titoli tra quelli nazionali e internazionali cioè il doppio del Tottenham. Nel ventunesimo secolo il Chelsea è arrivato molto spesso nelle fasi finali della Champions,perdendo sfortunatamente una finale mentre,il Tottenham è arrivato fino ai quarti. Sono state tante le finali nazionali tra le due compagini,tutte appannaggio degli ospiti. Nel 1967 il Tottenham sconfisse i cugini per 2-1 nella finale di coppa d’Inghilterra. Con lo stesso risultato, ma dopo i tempi supplementari si imposero nel 2008 gli spurs. Li accomuna la vittoria della coppa delle coppe. Cinque anni fa fini con un pari spettacolare l’ andata dei quarti di Fa Cup. Si affronteranno tra meno di un mese nella semifinale della coppa d’ Inghilterra.

L’ allenatore italiano Di Matteo rivoluziona la sua squadra cambiando metà della formazione scesa a Manchester contro il City. Dal primo minuto si rivede la coppia Sturridge e Drogba,sulla mediana c’è Essien, in difesa ritorna Terry e come esterno da fiduciaa a Bosingwa. Redknapp ritrova in difesa Gallas e affianca Adebayor a Van der Vaart. A centrocampo gioca titolare Sandro. Restano a riposo Saha e Kranjcar. L’inizio di gara è prudente e sono avare le emozioni. Alla mezz’ora la prima conclusione di Bale,finisce sopra la traversa. Mette i brividi Van der Vaart che su cross di Cole, serve il suo portiere di testa rischiando. Al 42′ ci riprova ancora una volta Bale che si accentra di nuovo ma spara alto. Nel tempo di recupero trema la porta dei blues. Su un cross di Modric, Van der Vaart,tutto solo, spara su Cech,sulla ribattuta Adebayor manda alto di testa. Più accesa la ripresa. Subito i padroni di casa con Sturridge che, servito  di testa da Drogba, lascia partire un missile  che finisce sul fondo. Immediata la risposta ospite con Walker,il suo tiro potente finisce di poco fuori.Di Matteo toglie Bosingwa e inserisce Luiz. Spinge il Chelsea che, coglie il palo con una punizione di Mata. Il tecnico italiano decide di dare maggiore verve offensiva e tenta il jolly Torres al posto di Essien. Ma è il Tottenham a mettere paura. Adebayor entra in area e salta Cech,la sua conclusione è salvata in scivolata da Cahill. Un istante dopo Bale colpisce la traversa di testa,sugli sviluppi di un corner. La reazione dei blues è un tiro debole di Lampard. Nel finale rovente continua a insistere il Tottenham che,prima manda a lato con Modric e poi ,scalda i guanti a Cech con una punizione velenosa di Bale. Finisce cosi a reti inviolate, gli ospiti restano a +5 dai padroni di casa ma,intanto, l’ Arsenal si allontana.

Dopo quasi 30 anni torna a giocarsi un match in Galles tra lo Swansea e l’ Everton. Una debuttante, alla terza apparizione in premier, contro il club con il maggior numero di partecipazioni al massimo campionato inglese e, l’unico a non essere mai retrocesso oltre il secondo livello della Lega stessa. I Toffees sono scesi in seconda divisione solo 4 volte e giocano ininterrottamente in premier da più di 50 anni. Per non dimenticare che sono membro fondatore della Premier oltre a far nascere il pallone nei suoi particolari: lo stadio, i numeri di maglia etc. Adirittura i padroni di casa sono due punti sopra in campionato. Vengono da tre vittorie di fila,tra cui quella prestigiosa con il City. Per i blues due stop di fila contro alcune big ma, un imbattibilità durata un mese. Attenzione ai bianconeri piegati tra le proprie mura solo due volte. All’ andata l’ Everton si impose per 1-0.  Rodgers ritrova in difesa Williams e conferma la squadra anti Fulham con Routledge e Sinclair sugli esterni e punta centrale Graham. Moyes non può contare su Drenthe, fa riposare Heitinga e Fellaini ma, può disporre di Gibson,inserito in mediana. Jelavic preferito a Stracqualursi. La gara è vivace con occasioni da entrambe le parti. Si sblocca nella ripresa con Baines al 56′ e viene chiusa da Jelavic al 76′. Con il 2-0 i Toffees scavalcano proprio lo Swansea, agganciando il Sunderland.

Passati più di 15 anni si torna a disputare un match tra Sunderland e QPR. E’ la prima in assoluto nel nuovo stadio dei gatti neri, lo Stadium of Light. Nella prima parte del novecento i biancoblu versavano in cattive acque retrocedendo in terza divisione ma, incredibilmente vinsero l’unico titolo da una categoria inferiore.Non venne accettata nella prima divisione. In quei tempi gli ospiti dominavano la scena nazionale conquistando ben 6 scudetti e restando nel massimo campionato per più di 60 anni consecutivi. Nella seconda parte inizia il declino del Sunderland che retrocede anche in terza divisione e riesce ad alzare solo un trofeo,perdendo due finali. Sono più di 70 anni che non combatte per lo scudetto. Il QPR ,invece, inizia a disputare per la prima volta la prima divisione, subendo delle ricadute brevi. Riuscirono a contendere lo scudetto al Liverpool nel 1976 ma, si arresero solo alla fine. Oggi invece torna dopo un lungo digiuno in Premier grazie all’ acquisto della coppia di Formula uno Ecclestone-Briatore che lascia l’intero pacchetto delle azioni al magnate Fernandes. Sta lottando aspramente nella bagarre che si è venuta a formare e, lo ha dimostrato recuperando due gol al Liverpool settimana scorsa. Dopo tanti alti e bassi il Sunderland si è consolidato da cinque anni in Premier, difendendo con i denti la permanenza nella massima serie. Quest’ anno si sta comportando egregiamente con un distacco di 12 punti dalla zona calda. Entrambi i club hanno cambiato allenatore. Nel Sunderland è arrivato O’Neill a fine 2011 che, perde per il match interno Bardsley e Larsson ma ritrova O’Shea. In attacco viene preferito Sessegnon con Bendtner. Nel QPR risiede in panchina Hughes da gennaio ma la sua panchina traballa da qualche settimana e, non si fermano le critiche nei suoi confronti. Il tecnico gallese sostiuisce l’assente Traore con Taiwo. Sulla mediana preferisce Mackie e conferma la coppia offensiva Zamora e Cisse. Gli ospiti giocano meglio ma, vanno sotto con la rete di Bendtner al 41′. Rischiano il raddoppio con una traversa di Garner e ,restano in dieci per il rosso a Cisse al 55′. In superiorità numerica i padroni di casa dilagano con McClean e Sessegnon. Inutile il gol della bandiera di Vaughan. Con il 3-1, il QPR viene agganciato al terzultimo posto dal Wigan.

Hanno avuto lo stesso cammino nelle ultime 4 uscite ma Norwich e Wolverhampton si affrontano con due stati d’animo diversi ,visto il distacco di 14 punti che li separa. Gli ospiti dopo aver rischiato di fallire ,salvati dall’ intervento del Consiglio Comunale cittadino, sono tornati solo 8 anni fa in Premier, dopo aver vissuto il suo massimo splendore fino agli anni ’70,diventando anche campione d’ Inghilterra. In quel periodo il Norwich non c’era ,perchè ha messo piede per la prima volta nel massimo campionato nel 1972 alzando lo stesso numero di coppe di lega inglese come il Wolverhampton. All’ andata fini 2-2 il match. Sarà un impresa per gli ospiti affermarsi visto il peggiore rendimento in trasferta e la poca sterilità offensiva. Poi lasciamo perdere il reparto offensivo che non regge la forza d’urto degli avversari, come dimostra le 12 reti subite nelle ultime tre uscite. Nonostante l’esonero dell’ allenatore non è migliorata la situazione e per l’inglese Connor è già aria di esonero. Inoltre deve fare a meno di diverse assenze per questa gara, tra cui Zubar e Davis ma può contare su Fletcher e Doyle in attacco con Jarvis e Kightly sugli esterni. Lambert recupera Lappin in difesa e inserisce dall’ inizio di nuovo la coppia Jackson e Holt. Ritorna a centrocampo Hoolahan. Inizia con il piede giusto il Norwich che sfiora il vantaggio, va sotto con Jarvis ma, rimonta subito con Holt che, poi ribalta il match al 45′ su rigore. Nella ripresa i Canaries subiscono poco e vincono 2-1,rifilando il quarto stop di fila al Wolverhampton che rimane ancora in gioco ma, la salvezza si fa dura.

Persa ormai ogni speranza di raggiungere il quarto posto, il Liverpool cerca di onorare il match interno con il Wigan. Come di sua abitudine i reds riescono ad esprimersi al meglio nelle gare secche che valgono un trofeo. Non a caso hanno già vinto la coppa di lega inglese e devono superare l’ostacolo Everton, per raggiungere la finale di Fa Cup. Il fatto che non vince lo scudetto da vent’ anni dimostra che il Liverpool incappa spesso nella superficialità che, la rende vulnerabile con chiunque,aumentando il divario in classifica. In casa sono una vera roccaforte,dove hanno subito solo uno stop nel campionato in corso. Insomma si affrotano il club più titolato a livello internazionale e la matricola,che è approdata per la prima volta in prima divisione solo 7 anni fa,senza mai retrocedere. I reds sono quasi cinquant’ anni che non scendo nelle categorie inferiori. Nei precedenti nessuna vittoria per gli ospiti. I coccium, che galleggiano in ultima posizione, non vincono da più di un mese mentre, i padroni di casa hanno subito tre brusche fermate nelle ultime 4 uscite. Dalglish schiera Kuyt al fianco di Suarez,perde in mediana Adam sostituito da Henrique. Martinez si affida agli stessi uomini che ,hanno pareggiato con il West Bromwich. Davanti gioca Di Santo con Maloney e subito dietro Moses. Gara spenta per 25 minuti,poi, gli ospiti si guadagnano un penalty, trasformato da Maloney. Il Liverpool reagisce ad inizio ripresa con Suarez che trova il pari. E’ solo un illusione perchè gli ospiti vanno di nuovo in vantaggio con Caldwell al 63′, sfruttando un ritmo di gara lento. Il Wigan difende con ordine e porta a casa tre punti che, permettono l’aggancio sul QPR.

Aspettando di ricevere notizie buone sulle condizioni di Muamba,colpito da un arresto cardiaco,il Bolton torna in campo contro il Blackburn, dopo la gara sospesa con l’ Aston Villa. Le due compagini sono di nuovo in lotta per la salvezza,dopo essere stati protagonisti nella prima meta del novecento. Solo il Blackburn è stato campione d’ Inghilterra e nel ventunesimo secolo ha vinto la coppa di lega per la prima volta, non vinta dai trotters. Li accomuna solo la vittoria della Fa Cup.  C’è equilibrio nei precedenti al Reebok Stadium.Si presentano meglio i rovers che vengono da due vittorie di fila mentre, il Bolton ha interrotto il trend negativo di 4 sconfitte consecutive con il successo sul QPR. Coyle schiera una formazione offensiva con i tre davanti Petrov, N’Gog e Miyaichi. Steve Keane conferma l’undici che ha fermato il Sunderland. Olsson e Formica i mediani alti a sostegno di Yakubu e Hoilett. Molo convincente la partenza del Bolton che passa per due volte con Wheater al 29′ e 35′. Riapre il match Nzozi al 56′. I padroni di casa sciupano e rischiano il pari. Finisce 2-1,seconda vittoria di fila per il Bolton che, rientra nella bagarre per la salvezza.

              Squadra                PG   V    N    P   Reti                  Punti

1.

Manchester Utd

29

22

4

3

73:27

70

2.

Manchester City

30

22

4

4

72:22

70

3.

Arsenal

30

18

4

8

61:39

58

4.

Tottenham

30

16

7

7

53:35

55

5.

Chelsea

30

14

8

8

49:34

50

6.

Newcastle

29

13

8

8

41:41

47

7.

Liverpool

30

11

9

10

36:31

42

8.

Sunderland

30

11

7

12

39:34

40

9.

Everton

30

11

7

12

30:32

40

10.

Swansea

30

10

9

11

34:36

39

11.

Norwich

30

10

9

11

41:47

39

12.

Stoke

30

10

8

12

29:41

38

13.

Fulham

29

9

9

11

37:40

36

14.

West Bromwich

29

10

6

13

35:38

36

15.

Aston Villa

29

7

12

10

31:38

33

16.

Blackburn

30

7

7

16

43:62

28

17.

Bolton

29

8

2

19

33:58

26

18.

QPR

30

6

7

17

33:53

25

19.

Wigan

30

5

10

15

27:55

25

20.

Wolverhampton

30

5

7

18

31:65

22

Chelsea – Tottenham     0-0

Swansea – Everton   0-2

Sunderland – QPR    3-1

Norwich – Wolverhampton    2-1

Liverpool –  Wigan   1-2

Bolton – Blackburn    2-1

Arsenal –  Aston Villa    3-0

Stoke – Manchester City     1-1

West Bromwich – Newcastle   25/3

Manchester United – Fulham   26/3

Armin Sefiu

30 marzo 2012

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