Il Milan riparte, 2-0 al Cesena

Il Milan riparte, 2-0 al Cesena

bonaventura.milan.cesena.2014.2015.356x237Finisce 2-0 la sfida tra Milan e Cesena, valida per la ventiquattresima giornata di Serie A. Un gol di Bonaventura a metà primo tempo e un rigore di Pazzini nel finale regalano a Inzaghi quei tre punti che mancavano dalla sfida interna contro il Parma. Per il Cesena, invece, continua il tabù Milano: a San Siro, su 12 precedenti, i bianconeri non hanno mai vinto. Non solo: non segnano alla Scala del Calcio da 730’ (ultima rete quella di Garlini all’80’ di Milan-Cesena 1-1, nella Serie B 1980/81).

Rossoneri rivitalizzati dal nuovo modulo operato dal tecnico rossonero, che per l’occasione schiera un cangiante 4-4-3, con Bocchetti e Rami centrali di difesa e Antonelli e Bonera a fluidificare sulle fasce, il trio De Jong-Poli-Montolivo a centrocampo e Bonaventura a supporto di Menez e Destro.

Gol annullato a Poli, poi Bonaventura – Il Milan mostra fin dalle prime battute un piglio diverso. Le fasce spingono fino a ridosso dell’area di rigore avversaria, mentre Bonaventura e Menez fanno da collante tra il centrocampo rustico e la punta di diamante Destro. Passano solamente due minuti e i rossoneri insaccano la palla in rete con Poli, che si fionda cinicamente su una respinta corta di Leali. Il centrocampista rossonero esulta sotto la curva, senza accorgersi però della mano alzata dell’arbitro ad indicare il fuorigioco. Il pubblico rossonero non ci sta, ma dalle immagini si vede che il gol è irregolare (Destro, in offside, ostacola la visuale di Leali). Il Milan non si piange addosso e continua a spingere, pur lasciando qualche spazio di troppo a Defrel e Brienza, abilissimi a partire in contropiede. Il gol del vantaggio è nell’aria e al 22’ arriva con Bonaventura, bravo a trovare l’angolino dai 20 metri. Questa volta nessuna mano alzata può togliere la gioia del gol ai tifosi rossoneri.
Nei restanti minuti di gioco, i rossoneri mantengono il pallino del gioco, senza però rendersi più pericolosi. Anzi, rischiano addirittura di subire il pareggio a una manciata di secondi dalla fine del primo tempo. Abbiati, nell’occasione, è strepitoso su De Feuidis.

Chiude Pazzini su rigore – A inizio secondo tempo il Milan sfiora subito il gol del raddoppio: Menez punta l’uomo, arriva in fondo e mette al centro per Bonaventura, che dal limite dell’area piccola colpisce al volo e centra il palo. Ci si aspetterebbe il 2-0 da un momento all’altro, e invece quello a cui si assiste durante tutto il secondo tempo è un gioco sterile, finalizzato a mantenere il risultato. L’Ingresso di Pazzini al posto di uno spento Destro non dà alcun valore aggiunto. Menez ci prova da lontano, ma le sue conclusioni sono sempre fuori misura. Il gioco latita ma i minuti passano, e la barca viene condotta lentamente in porto. Il rigore di Pazzini nel finale (fallo di Carbonero su Antonelli) rappresenta la gettata delle ancore. Il Milan esce dall’apnea. Il mare è ancora in tempesta, ma una boccata di ossigeno è proprio quello che serviva.

Meritano 2duerighe:

Bonaventura: la sua partita è un mix perfetto di qualità e quantità. La rete del vantaggio è tanto bella quanto importante. Nel secondo tempo è sfortunato a trovare il palo dopo la straripante azione di Menez.

Destro: non si vede praticamente mai. Vero è che i cross sono arrivati con il contagocce, ma i suoi movimenti non sono certamente dei più efficaci.

Tabellino:

Milan-Cesena 2-0 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 23′ Bonaventura, 44′ s.t. Pazzini (rig.).

Milan (4-3-1-2): Abbiati; Bonera, Rami, Bocchetti, Antonelli; Poli, De Jong, Montolivo (35′ s.t. Van Ginkel); Bonaventura; Menez (41′ s.t. Cerci), Destro (19′ s.t. Pazzini). (Gori, Donnarumma, Alex, De Santis, Felicioli, Essien, Muntari, Suso, Honda). All. Inzaghi.

Cesena (4-3-1-2): Leali; Nica (21′ s.t. Capelli), Volta, Lucchini, Renzetti; Giorgi, De Feudis (30′ s.t. Carbonero), Ze Eduardo (42′ Mudingayi); Brienza; Defrel, Djuric. (Agliardi, Bressan, Rodriguez, Krajnc, Magnusson, Succi, Dalmonte). All. Di Carlo.

Arbitro: Tommasi.

Giuseppe Ferrara (inviato al “Meazza”)
22 febbraio 2015

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