Worst tricks – Prodezze da dimenticare (febbraio)

Worst tricks – Prodezze da dimenticare (febbraio)

“Nigel Pearson – al ‘Walker Stadium’ – con le sue stesse mani”. Se il worst trick del mese fosse stato l’episodio incriminato di una partita a Cluedo, la formulazione dell’accusa vincente sarebbe stata proprio questa. Unica, fondamentale differenza: il gesto privo di atto compiuto. Nessun assassinio in fin dei conti. Ciononostante, in un mondo del calcio (e non solo) assuefatto alla violenza, Sir Pearson, senza ricorrere a costumi neri e fascianti o a innovative armi di distruzione di massa, è ancora in grado di lasciare stupefatti con la semplice, atavica e intramontabile mossa dello strangolamento. James McArthur, centrocampista ventisettenne, è colui il quale ne ha fatto le spese. È l’8 febbraio ed è in corso Leicester City-Crystal Palace. I padroni di casa, sempre più ultimi in classifica, sono sotto di un gol nello scontro con una diretta concorrente per la salvezza. Il pallone rotola dalle parti del tecnico dei “Foxes”, mentre McArthur, per evitare la rimessa, finisce con lo scontrarsi con l’allenatore a bordo campo: è la scintilla che fa scattare il “raptus”. Pearson si avventa sul mediano e cinge il collo del malcapitato nella sua presa. Pochi secondi di follia, prima di rinsavire e passare a un più comune strattone. La maglia di un esterrefatto McArthur si allunga ripetutamente, intanto che gli occhi furenti (con un riflesso di disperazione rabbiosa) del tecnico del Leicester sembrano quasi voler esclamare: “Diamine, ragazzo! Era una sfida decisiva e la stiamo perdendo! Non so cosa sto facendo, ma comprenderai, per quanto tu sia mio avversario, che l’amarezza è troppo grande per non sfogarla con qualcuno!”. Forse non esattamente, ma in fondo nessuno saprà mai cosa si agitasse nei meandri della psiche dell’aggressore in quei momenti. Il vincitore del Worst tricks del mese dichiarerà di aver reagito a una certa frase a lui indirizzata dal calciatore. Quel che è sicuro è che, disgraziatamente, i biancoblu continuano a stazionare all’ultimo posto e nessuno sa chi potrà essere il nuovo bersaglio dell’ira funesta del loro tecnico. La Premier è avvisata: è inutile nascondersi, Nigel Pearson vi troverà. E ha sete di giustizia privata.

Mattia Coletti
20 febbraio 2015

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