Rooney porta in vetta lo United. Battuta d’ arresto del City. Si riprendono i blues. E’ crisi reds e spurs. Arsenal in extremis

Una doppietta del numero 10 inglese regala il primato ai red devils che, scavalcano i citizens. La squadra di Mancini cade con la neopromossa Swansea. Buona la prima dell’ italiano Di Matteo sulla panchina del Chelsea che si impone di misura sullo Stoke. Terza sconfitta di fila per il Liverpool e il Tottenham, battuti dal Sunderland ed Everton. I gunners volano, battendo il Newcastle, con un gol di Vermaelen nel finale.

Deve dimenticare subito il ko di Lisbona il Manchester City che va a fare visita alla matricola Swansea. Di fronte una squadra inglese e una gallese.  Il Liberty Stadium è una roccaforte per i Swans che, sono caduti solo due volte. All’ andata i citizens si imposero con un roboante 4-0. Entrambe vengono da due vittorie convincenti. Andamento altalente in trasferta dei sky blues che, hanno perso due delle ultime quattro sfide. Roberto Mancini è privo della coppia di centrali difensivi Lescott e Kompany. Al loro posto giocano Savic e Kolo Toure. In attacco confermato Balotelli unica punta, a supporto agiranno Toure,Nasri e Silva. Solo panchina per Aguero e Dzeko. Turno di riposo per Johnson e Kolarov. Rodgers deve fare a meno solo dello squalificato Dyer, al suo posto gioca Routledge. 

 

Partenza fulminea dei Jacks che, ottengono un penalty dubbio per fallo di Hart su Routledge. Dal dischetto Sinclair sbaglia il rigore, tirando debole e non troppo angolato. Manovra molto confusionaria dei citizens che, sono senza idee e non riescono a offendere con i loro uomini migliori. Ci prova in due occasioni Balotelli ma la sua mira finisce fuori dallo specchio della porta. Buona pressione dello Swansea che, non si limita a difendersi. Il tiro di Graham al 29′ finisce sul fondo. Mancini decide di togliere Barry e inserisce Aguero. Nel finale super Mario tenta la scivolata su corner, Vorm mette in angolo. Si va al riposo sullo 0-0.  Nella ripresa il City cambia volto e mette alle corde i padroni di casa. Subito Aguero in attacco, il suo tiro forzato termina fuori. Sugli esterni arrivano le sofferenze. Al 51′ cross di Rangel, Kolo Toure va in affanno e mette in angolo svirgolando. Al 56′ Clichy viene bloccato in tempo in area da Rangel. Insistono gli ospiti con Nasri, il suo diagonale è facile preda di Vorm. Grandi proteste due minuti dopo su un intervento dubbio ai danni di Balotelli in area. Sembra esserci il rigore, scattano le proteste. Man mano sale di tono e pericolosità il City. Al 69′ diagonale di Richards, arriva in due tempi Vorm che, si ripeterà sul tiro a giro di Balotelli. Attenzione ai padroni di casa che tolgono Graham e inseriscono Moore. E’ proprio il numero 19 a sbloccare il match all’ 83′. Lo Swansea ruba palla, gran cross di Routledge e inzuccata vincente di Moore. Mancini si gioca le ultime possibilità con Johnson, esce dal campo De Jong. La reazione è veemente. Gran botta di Kolo Toure, Vorm mette in angolo. Esce anche Silva, mai in partita, ed entra Dzeko. All’ 89′ Richards incorna di testa su un uscita a vuoto di Vorm, ma per l’arbitro è fuorigioco giusto. Al 92′ ultima emozione con Dzeko, il suo colpo di testa, su cross di Balotelli è toccato con la mano da Vorm. Vince lo Swansea 1-0 e fa perdere la vetta della classifica al City, ora secondo a un solo punto dallo United. 

Seconda partita interna per il Manchester United che, deve lasciarsi alle spalle la cocente sconfitta in Europa League con il Bilbao e, deve riprendere la marcia trionfale contro il West Bromwich in Premier. Un avversario quasi sempre battuto tra le mura amiche con tre successi e due pareggi. I baggies devono essere presi con le pinze dai red devils, visto che hanno battuto settimana scorsa il Chelsea. Una squadra, quella biancoblu che, viene da tre vittorie di fila come lo squadrone di Sir Alex Ferguson. Entrambe sono nate nel 1878 ma vengono da due trascorsi opposti. I Throstles hanno vissuto il loro maggiore albore fino alla fine degli anni ’60, conquistando tutti i maggiori trofei nazionali. E’ iniziato poi l’incredibile dominio dei diavoli rossi, capaci di vincere dalla metà del novecento ben 55 trofei, tra quelli nazionali e internazionali. Fino ad allora solo cinque affermazioni nel Regno Unito e, nessuna in Europa. Insomma il club dei record contro una società maggiormente presente in Premier League e, che si è persa negli ultimi quarant’ anni non vincendo più nulla e, facendo fronte a concenti retrocessioni. Da segnalare che ha vinto solo una volta lo scudetto. Anche quest’ anno lotta per la salvezza ma, ha un ampio vantaggio sulle zone calde.

Il ct dei red devils sceglie un attacco pesante con il trio Rooney,Hernandez e Wellbeck, e lascia sulla fascia Young. A centrocampo ritorna Scholes al fianco di Carrick, mentre in panchina risiede Giggs. Indisponibile il portoghese Nani. Due novità per Roy Hodgson, che rimpiazza Reid e Thomas con Tamas e Brunt nel classico 4-5-1. Partono con il freno a mano i padroni di casa che rischiano. Al 5′ cross di Ridgewell e Andrews manda la palla fuori. Due minuti dopo gran destro di Morrison alto. La prima fiammata dei diavoli è con Rooney, il suo tiro finisce alto. Gli ospiti non sono intimiditi ,anzi ,sono sempre insidiosi. Al 17′ punizione centrale di Andrews, De Gea mette in angolo. Nel finale sale in cattedra la squadra di casa. Hernandez spara a lato di pochissimo, Rooney arriva in spaccata su cross di Young ma non riesce a dare la giusta direzione. E’ il preludio al gol che arriva al 35′. Tiro di Hernadez e zampata vincente di Wayne.

Sulle ali dell’ entusiasmo i diavoli rossi provano a chiudere il match. Al 54′ gran lavoro di Rooney che serve Hernandez sul secondo palo, stop e tiro sul palo. I padroni di casa sembrano aver trovato la giustà velocità di gioco per far male ai baggies. Al 59′ altra grande opportunità per la squadra di Ferguson. Scholes serve Wellbeck sul secondo palo, Foster va a vuoto ma, il numero 19 spara incredibilmente a lato. Paul tenta la giocata personale, facile preda di Foster. Intanto l’ Albion resta in dieci per il rosso di Olsson, fuori per doppia ammonizione. Ora la gara inizia in discesa per lo United. Prima Young scalda i guanti a Foster,poi, viene atterrato in area da Andrews e si guadagna il penalty. Dal dischetto Ronney non fallisce, spiazzando il portiere.Doppietta personale per la punta inglese che, sale a quota 20 gol in campionato. Iniziano una carambola di sostituzioni, fa l’ingresso in campo anche il futuro juventino Pogba classe ’93. L’ ultima fiammata è un diagonale di Long deviato in angolo da De Gea. Finisce 2-0, il Manchester United rifila la quarta vittoria e sale in vetta alla classifica. 

Dopo la vittoria nel replay di Fa Cup con il Birmingham City e, il passaggio del turno, il Chelsea cerca di raddrizzare il cammino in campionato dove ha vinto solo tre gare nelle ultime dodici uscite in Premier. Inoltre la zona Champions sta, man mano allotanandosi visto il distacco di tre punti dall’ Arsenal. Poi si penserà al ritorno di Champions League, mercoledi allo Stamford Bridge con il Napoli, per ribaltare il 3-1 dell’ andata. In casa arriva uno Stoke in crescita, due vittorie consecutive, dopo il black-out contraddistinto da quattro sconfitte di fila. I potters sono tornati alla ribalta dopo più di 20 anni. A partire dagli anni ’90 è iniziata la grande ascesa dei blues che, non sono più scesi in seconda divisione, affermandosi alla grande in campo nazionale con ben 16 trofei conquistati. Tutto è iniziato con la vittoria della coppa d’ Inghilterra e si è chiusa con il double, campionato e coppa, nel 2010. I biancorossi hanno vinto solo la coppa di lega inglese nel 1972, proprio contro i pensioners, imponendosi per 2-1. Il Chelsea, tra le mura amiche, ha sempre vinto contro lo Stoke. Il neo ct Di Matteo recupera Terry al centro della difesa, dopo l’operazione al ginocchio. L’ allenatore italiano attua un ampio turn-over. Partono dalla panchina Mata,Sturridge e David Luiz. Meireles gioca come schermo davanti alla difesa e in mediana spazio a Mikel,Ramires e Lampard. A supporto di Drogba gioca Kalou. Pulis si affida al trinidadiano Jones e Fuller. I due daranno manforte a Walters. Crouch parte dalla panchina. Diao gioca in coppia con Whitehead in mediana. Dovranno fare molta attenzione i padroni di casa alle rimesse laterali pericolose di Shotton,specialista nel “throw-in” come Delap che, resta in panchina.

Buon avvio dei blues. Le palle inattive mettono in grave difficoltà gli ospiti. Prima Begovic e Shawcross rischiano l’ autogol, mandando la palla alta, poi, Ivanovic sfiora la traversa su corner. Il Chelsea insiste. Al 9′ gran botta da fuori di Cahill e Begovic si supera in angolo. Buona circolazione palla dei padroni di casa ad allargare le difese avversarie, Stoke tutto arroccato nella propria metà campo. Al 15′ cross di Kalou e girata di testa fuori di Ramires. La prima fiammata dei potters rischia di far male. Walters va via a Terry, forse con un fallo,punta Cahill ma conclude a lato. Al 25′ gli ospiti restano in dieci per il rosso a Fuller,brutta entrata su Ivanovic. Ancora sugli sviluppi di un calcio d’angolo rischiano i biancorossi. Al 31′ Terry colpisce la traversa di testa,forse trattenuto. Buona azione sull’ asse Lampard-Ivanovic, assist morbido dell’ inglese, colpo di testa del difensore serbo, Begovic abbranca in presa. A sorpresa esce Meireles ed entra Mata. Continua il forcing del Chelsea in superiorità numerica. Cross di Ramires, Shawcross respinge sui piedi di Ivanovic che, si coordina e lascia partire un destro potentissimo, traversa e palla sul fondo. Sfortunati i padroni di casa. L’ ultima offensiva è di Lampard, il tiro centrale è facile preda dell’ estremo difensore ospite. Finisce 0-0 il primo tempo, un risultato che ha messo in evidenza i problemi in attacco del Chelsea, con la difesa la più pericolsa in fase offensiva.

Si torna in campo con una sostituzione. Esce clamorosamente uno dei migliori, Ivanovic e, al suo posto c’è David Luiz. Inizia la pressione del Chelsea. La prima conclusione è di Lampard, blocca Begovic. Tony Pulis rinforza la retroguardia con Upson e Palacios. I blues calano di intensità, permettendo allo Stoke di assestarsi dietro la linea di palla. Quando la squadra di Di Matteo arriva in porta manca di cattiveria.Al 57′ il tiro di Luiz è debole e non impensierisce la retroguardia biancorossa. Ci prova poi Terry, il suo tiro si spegne sul fondo. Si gioca in una sola porta. Gran intervento di Begovic su una punizione a giro di Drogba. Intanto entra Sturridge al posto di Kalou. Finalmente i blues sbloccano il risultato. Mata mette una bella palla filtrante per Drogba, l’ivoriano controlla il pallone, scarta il portiere e appoggia in rete a porta vuota. Un minuto dopo destro velenoso di Lampard, respinge con affanno il portiere bosniaco. Il gol ha caricato il Chelsea, scombussolando i piani dello Stoke. Nonostante l’uomo in meno, i potters vanno vicini alla rete con Wilkinson, il suo tiro da centrocampo non esce di molto, Cech era fuori dai pali. All’ 82′ Jerome va via a Cahill,il suo destro esce fuori di un metro. Arriva il primo squillo di Sturridge,il suo sinistro si spegne sul fondo. Nel finale il Chelsea controlla e sfiora il raddoppio. Mata colpisce il palo ,con un bel sinistro a giro tagliato,poi, Sturridge corregge in rete ma in posizione irregolare. All’ 89′ il Chelsea va in contropiede, Drogba lancia Sturridge che, si accentra e conclude con il sinistro, palla di poco fuori. Finisce 1-0, il Chelsea resta a -3 dall’ Arsenal. 

Dimenticare subito l’ amarezza dell’ eliminazione dalla Champions League contro il Milan e, riprendere la corsa per un posto nell’ Europa che conta. E’ l’obiettivo dell’ Arsenal che, non può sbagliare contro il Newcastle ,dopo l’aggancio al quarto posto del Chelsea. E’ una partita impegnativa per i gunners nel Monday Night. Le gazze non attraversano un buon momento ma, sono in sesta posizione e ancora in lotta per il quarto posto. Solo cinque punti li dividono. Due club vincenti in Regno Unito ed Europa. Una Coppa delle Fiere a testa più la Coppa delle Coppe per i padroni di casa. Sempre una protagonista in Premier i biancorossi, mentre alti e bassi. con retrocessioni nella seconda divisione per i Toon. Nei precedenti solo 4 sconfitte per l’ Arsenal e 11 vittorie. L’ anno scorso gli ospiti vinsero di misura. Manca la coppa di lega inglese al Newcastle. In tre occasioni si affrontarono in una finale di Fa Cup. Nel 1932 e 1952 vinsero gli ospiti per 2-1 e 1-0, nel 1998 si imposero i padroni di casa per 2-0.  Wenger ritrova Arteta dopo l’ infortunio e, lo posiziona in mediana con Song e Rosicky. Davanti il giovane Oxlade-Chamberlaine giocherà a supporto di Van Persie. Pardew effettua solo un cambio rispetto al pari con il Sunderland: in attacco c’è Ben Arfa al posto di Cisse. 

Primi dieci minuti di studio poi si scatenano le punte dei due club. Al 14′ Ben Arfa converge e poi chiude con il sinistro sul primo palo per il vantaggio ospite. Non passa un minuto che l’ Arsenal pareggia. Accelerazione di Walcott che crossa,Van Persie con il sinistro batte Krul indisturbato. E’ il gol numero 26 in premier per l’olandese. Dopo un inizio intenso, calano i ritmi. Prima fiammata di Ba che ci prova con il sinistro, devia in angolo Szczesny. Partita molto tirata con occasioni a sprazzi, ottima la prestazione di Coloccini per i magpies. Ci prova nel finale Gutierrez, il suo tiro al volo è deviato in angolo da Koscielny. L’ ultima chance è di Walcott ma il suo destro è debole. Più viva la ripresa. E’ subito Rosicky con un colpo di testa, si distende bene Krul. Il Newcastle non riesce ad uscire dalla propria metà campo e subisce i gunners. Ci prova anche Oxlade-Chamberlain, il suo destro dal limite esce oltre la traversa. Si invola Arteta che crossa e trova Van Persie, il suo destro è centrale. L’ olandese ci prova 4 minuti dopo, su un lancio in profondità di Rosicky, si supera Krul. Quando parte in velocità la squadra di casa mette sempre i brividi. Su una triangolazione tra Walcott e Rosicky, il ceco manda a lato in posizione favorevole. Intanto entrano Gervinho e Ramsey nei biancorossi per dare maggiore spinta. Nella ripresa non sembrano proprio essere entrati in campo le gazze che, soffrono molto ma resistono ancora.  Al 79′ gran pasticcio in difesa, la palla viene servita a Van Persie ma il suo tiro è deviato da un esemplare Coloccini. Altra ghiotta occasione capita sui piedi di Gervinho all’ 83′. Su un calcio di punzione, la palla attraversa tutta l’area, arriva l’ivoriano che conclude a lato da pochi passi. Due minuti dopo Simpson salva sulla linea un colpo di testa di Vermaelen. Sono le palle inattive a creare grandi grattacapi in questo finale. Al 90′ ancora Vermaelen schiaccia di testa, vola l’estremo difensore ospite. Nel quinto minuto di recupero il difensore belga porta in paradiso i suoi con un gol in spaccata, dopo un cross di Walcott. Finisce 2-1, l’ Arsenal si conferma la quarta forza del campionato. Stacca di 3 punti il Chelsea e si porta a una sola lunghezza dal Tottenham.

Cancellare il doppio ko per consolidare il terzo posto, messo in discussione dalle altre due squadre londinesi. E’ l’obiettivo del Tottenham che deve riscattarsi con l’ Everton. Non una partita semplice per gli spurs che, trovano i toffees in un buon momento di forma, in cui non perdono da due mesi. E’ un match di prestigio tra due squadre, le più vincenti nel campionato d’ Oltremanica. I blues rappresentano la nascita del concetto di calcio, in tutti i suoi componenti, come lo stadio, le magliette numerate, le reti e , soprattutto, è membro fondatore della Premier. I lilywhites nascono solo quattro anni dopo i royal blue. I padroni di casa hanno il maggior numero di partecipazioni in Premier, è l’unico club a non essere retrocesso oltre il secondo livello. Ma il particolare più allucinante è il fatto di avere avuto un giocatore capaca di segnare 60 reti in un campionato. I biancoblu hanno raggiunto il record i 115 gol segnati e sono stati i primi a conquistare il double nel ventesimo secolo. Manca nel palmares dei padroni di casa la coppa di lega inglese. In campo europeo 1 coppa delle coppe a testa, e due coppe Uefa per glu spurs. Nell’ unica occasione in cui si sono contesi lo scudetto vinse l’ Everton con 6 punti di distacco nel 1963. Nei precedenti sono in vantaggio gli ospiti con 7 vittorie contro le 3 dei padroni di casa. Ben nove i pareggi. Moyes non può contare su Pienaar e da spazio in avanti a Jelavic. Redknapp recupera Bale e perde Lennon. Come spalla di Adebayor c’è Defoe. Solo panchina per Van der Vaart e Saha. Meglio i padroni di casa che, passano al 22′ con Jelavic. Inizia un vero assedio dei lilywhites che, devono arrendersi contro un inesauribile Howard. Finisce 1-0, terza sconfitta per il Tottenham che rischia di vedersi scappare la promozione diretta in Champions.

Dimenticare i due ko per avvicinarsi in zona Europa. E’ l’imperativo del Liverpool che è ospite del Sunderland. Un match insidioso per i reds che, devono ritrovare le certezze per battere i gatti neri, castigatori della capolista City e, in grado di eliminare l’ Arsenal in coppa. Insomma un avversario da prendere con le pinze che fa del suo stadio un punto di forza,battuto 4 volte. Tutte e due arrivano da un momento difficile con due sconfitte e un pareggio.Di fronte due storie contrapposte. I padroni di casa iniziano il loro massimo albore dalla sua fondazione con sei titoli nazionali,coppa e supercoppa d’ Inghilterra. Poi solo cocenti delusioni con alti e bassi rappresentati dalla permanenza nella massima serie e retrocessioni.Dagli anni ’60 arriva la grande ascesa degli ospiti che, si impongono anche in campo internazionale con vittorie di Champions League, ben cinque e, coppa Uefa. Negli scontri diretti sorridono i scousers con 7 vittorie contro le 2 dei mackems. In due campionati, nel 1901 e 1923, si impose il Liverpool prima con un distacco di 2 punti e poi con 6 punti. Nel 1992, nella finale di fa cup,  vinsero ancora i reds per 2-0. O’ Neill ha molte defezioni. Sono assenti gli squalificati Sessegnon e Cattermole e l’infortunato Richardson. In attacco c’è Campbell tandem di Bendtner. Dalglish non può contare in difesa su Skrtel e lancia come esterno sinistro avanzato Bellamy. Resta in panchina Gerrard. Partita molto combattuta con occasioni da ambo le parti. Decide il match il gol di Bendtner che, ribatte in rete un palo colpito da Campbell al 56′. Nel finale resiste il muro biancorossonero che porta a casa una vittoria preziosa, contro un altro avversario prestigioso. Non basta ai reds neanche l’ingresso del capitano per evitare la sconfitta che, chiude forse definitivamente ogni speranza d’ Europa.

Si affrontano per la prima volta al Reebok Stadium Bolton e QPR. 17 anni fa l’ultimo incontro in premier si disputò al Burnden Park, poi ci fu la realizzazione dell’ attuale nuovo stadio. Per gli ospiti un lungo purgatorio nelle serie inferiori,poi l’ascesa nella premier. I padroni di casa,invece, sono diversi anni che, disputano il massimo campionato inglese e, hanno saputo rialzarsi presto dopo qualche retrocessione. Nel palmares 5 trofei per il Bolton e uno solo per il QPR. Ora due punti li dividono in fondo alla classifica. Entrambe vengono da un periodo negativo. I trotters hanno 4 sconfitte di fila, gli hoops hanno interrotto le tre sconfitte con il pareggio interno con l’ Everton. All’ andata i bianchi si imposero con un pesante 4-0. Coyle torna al modulo a tre punte con l’innesto di Petrov e, l’arretramento in difesa di Ream. Mark Hughes recupera l’ ex Lazio Cissé e Diakité e si affida alle spinte di Wright-Phillips e Barton. Assente Taarabt. Solo panchina per Taiwo. Partono meglio gli ospiti che, colpiscono la traversa al 18′ con Zamora. Slocca il risultato Pratley al 37′, che batte di testa Kenny. Ad inizio ripresa arriva il pari dell’ ex Lazio Cisse che, sfrutta al meglio l’ assist di Wright-Phillips. Sono sempre i Rangers a insistere di più ma, all’ 86′ arriva la beffa con il gol di Klasnic che, regala i tre punti ai padroni di casa. Con il 2-1 il Bolton scavalca il QPR e può ancora sperare. Ora la panchina del ct ospite Hughes, inizia a traballare.

Al Molineux Stadium va in scena un vero e proprio spareggio tra Wolverhampton e Balckburn. Due club prestigiosi che hanno vissuto alti e bassi. Nella prima parte del novecento le maggiori  soddisfazioni per le due squadre con la conquista di campionato e coppa. Entrambe hanno vinto tre scudetti, il più recente fu per i rovers nel 1995. Dopo la seconda metà del novecento iniziò il declino fino alla terza divisione. Gli ospiti risalirono in premier negli anni ’90,per l’oro vecchio si dovette attendere il ventunesimo secolo. Solo in un occasione si affrontarono per un trofeo nazionale. Era il 1960 quando i padroni di casa si imposero con un secco 3-0 nella coppa d’ Inghilterra. Oggi è ritornato il momento buio con le due compagini appaiate in fondo alla graduatoria. Stanno peggio gli arancioneri che, devono cancellare la pesante debacle con il Fulham. I rovers hanno il peggior rendimento esterno e, non hanno mai perso con i lupi. Connor è molto prudente. Gioca con l’unica punta Fletcher, in mediana Edwards e spinte laterali affidate a Doyle e Jarvis. Assente in difesa Berra. Steve Keane conferma Yakubu in attacco e lascia a riposo Petrovic. Sulla trequarti c’è Hoilett. Gli ospiti rischiano poco e trovano il gol al 43′ con Hoilett. Nella ripresa è ancora il numero  23 a chiudere definitivamente il match al 69′. Il Wolverhampton resta inguaiato in classifica. Esce dalla zona calda il Blackburn.

Sfida tra presente e passato al Villa Park tra Aston Villa e Fulham. Da una parte una delle squadre più vecchie, la quinta più titolata nel Regno Unito che, si è ripresa negli ultimi anni dopo, un periodo difficile. Dall’ altra il ritorno nella massima divisione inglese con il raggiungimento di una finale europea,poi, persa a discapito di una compagine spagnola. Un ascesa entusiasmante grazie agli investimenti del miliardario presidente egiziano Al-Fayed. Nei precedenti ,assoluto dominio dei villans che, non hanno mai perso contro i cottagers. Il contestato McLeish conferma Agbonlahor punta centrale e sulla trequarti Ireland, mentre è tornato in USA Keane. Martin Jol deve rinunciare a  Hughes e schiera Kelly esterno destro.A centrocampo si affida all’ americano Dempsey. Ricordiamo che, i bianconeri vengono da tre vittorie di fila mentre, i bordeauxceleste non vincono da più di un mese. Dominio dei padroni di casa nel primo tempo ma si va al riposo sullo 0-0. Nella ripresa gli ospiti rischiano il colpaccio con il palo di Duff ma, nel finale Wimann regala i tre punti all’ Aston Villa che, abbandona la zona calda.

Si incontrano per la prima volta nella massima divisione, al Carrow Road, Norwich e Wigan. Mentre i canaries sono abituati al massimo palcoscenico nazionale con 21 partecipazioni, il Wigan ha fatto la sua ascesa solo nel ventunesimo secolo con l’avvento alla presidenza del miliardario Whelan. La sfida è decisiva più per i Coccium che, occupano l’ultimo posto ma, i Yellows vogliono riscattare le due sconfitte nel proprio stadio dove, hanno perso quattro volte. All’ andata fini in parità. Lambert cambia molto nel reparto offensivo con gli innesti di Jackson e Hoolahan e rinventa tutto il centrocampo.Come esterno sinistro viene preferito Drury. Martinez punta davanti su Moses e Rodallega,lasciando fuori Sammon e Di Santo. Subito in vantaggio il Norwich con Hoolahan al 10′. Il Wigan sfiora in pari con Boyce che, coglie la traversa al 37′. Nella ripresa arriva il pari di Moses al 68′. Finisce 1-1, un punto stretto ai Chochion che, restano ultimi.

              Squadra                PG   V    N    P   Reti                  Punti

1.

Manchester Utd

28

21

4

3

68:27

67

2.

Manchester City

28

21

3

4

69:20

66

3.

Tottenham

28

16

5

7

52:34

53

4.

Arsenal

28

16

4

8

57:39

52

5.

Chelsea

28

14

7

7

48:32

49

6.

Newcastle

28

12

8

8

40:41

44

7.

Liverpool

27

10

9

8

30:26

39

8.

Sunderland

28

10

7

11

36:31

37

9.

Everton

27

10

7

10

28:28

37

10.

Fulham

28

9

9

10

37:37

36

11.

Swansea

28

9

9

10

31:34

36

12.

Norwich

28

9

9

10

39:45

36

13.

Stoke

28

10

6

12

27:39

36

14.

West Bromwich

28

10

5

13

34:37

35

15.

Aston Villa

28

7

12

9

31:35

33

16.

Blackburn

28

6

7

15

40:60

25

17.

Bolton

28

7

2

19

31:57

23

18.

QPR

28

5

7

16

29:48

22

19.

Wolves

28

5

7

16

30:58

22

20.

Wigan

28

4

9

15

24:53

21

Bolton – QPR    2-1

Wolves – Blackburn    0-2

Sunderland – Liverpool   1-0

Chelsea – Stoke   1-0

Aston Villa –  Fulham    1-0

Everton – Tottenham    1-0

Manchester United – West Bromwich    2-0

Swansea – Manchester City   1-0

Norwich  – Wigan  1-1

Arsenal – Newcastle    2-1

Armin Sefiu

13 marzo 2012

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