Vittorie da brividi per Real e Barca. Cade il Valencia, rinasce il Levante

I merengues passano con il Rayo ma, vengono graziati da gravi errori del fulmine. Non visto un pugno di Ramos. Due errori arbitrali condannano l’ Atletico Madrid, piegato dalla pulce nel finale. Show a Villarreal. In zona Champions c’è il Levante. Continua la risalita del Siviglia.

Non si fermano le due big della liga. Il Real Madrid soffre molto nel derby con il Rayo Vallecano ma, riesce a uscire con i tre punti ,grazie a una magia di Cristiano Ronaldo. La classe di Messi regala il successo con i denti al Barca che, espugna il Vicente Calderon per 2-1, infliggendo il primo ko a Simeone. Continua il momento no del Valencia, fermato in casa da un Siviglia rinato (1-2). Torna con il bottino pieno, dopo molti mesi, la matricola Levante che espugna la Catalogna per 2-1. Goleada del Malaga, dello sceicco Al Thani, al fanalino Saragozza. Gol e spettacolo a Villarreal, finisce 2-2 con il Bilbao.

 

Passato il turno con una bella prestazione ai danni della Lazio, l’ Atletico Madrid, fresco di qualificazione agli ottavi di Europa League, ospita la leggenda del calcio del Barcellona. Di fronte la seconda e la terza squadra più blasonata in Spagna per titoli nazionali (scudetti), la prima e la quarta per trofei nazionali (coppa di Spagna e supercoppa di Spagna). Come non dimenticare i 6 giocatori, 3 a testa, che furono campioni d’ Europa nel 1964 con la Spagna, come Adelardo,Enrique Collar,Felciano Rivilla, Perde, Fusté,Fernando Olivella per, poi, trovare altri tre campioni d’ Europa nel Barca del 2008 (Puyol,Iniesta,Xavi) e uno nell’ Atletico Madrid del 2004 (Nikolaidis). In campo internazionale 17 trofei per il Barca e 4 per l’ Atletico. Nella bacheca dei colchoneros manca la coppa dei campioni , persa nel 1974 contro il Bayern Monaco dopo essere stata ripetuta per via dell’ 1-1 dopo i tempi supplementari, e la coppa delle fiere. Ha vinto, invece, la coppa intercontinentale sostituendo i bavaresi . Si laureò ,cosi, campione del mondo senza aver vinto il trofeo continentale, entrando nella storia. Solamente il Corinthians, come gli spagnoli, è riuscito a raggiungere il trofeo più importante,  senza aver vinto la coppa del proprio continente, cioè quella Libertadores.

Negli ottavi di coppa del re del 2009 il Barcellona stellare si impose in entrambe le partite. Come non scordare le finali del 1926 vinto dai blaugrana per 3-2 e quella del 1996, quando un gol di Pantelic nei tempi supplementari regalò il nono trofeo ai biancorossi. Grandi battaglie si sono susseguite anche nella supercoppa di Spagna con tre successi per gli azulgrana (1991,1992 e 1996) mentre, l’unica gloria per i padroni di casa fu nel 1985 quando il 3-1 interno, venne difeso con le unghie al camp nou,perso 1-0. Stesso risultato anche nella liga, dove i culés hanno primeggiato in tre occasioni infilando un distacco di 8 punti nel 1974 e dieci nel 1985 e 1991. I successi per il Madrid furono più sudati. Grande suspence, fascino, un tira e molla fino all’ ultima giornata si verificò nel 1973, in cui l’ Atletico la spuntò con due punti di differenza mentre, nel 1977 solo un punto divise le due compagini. Un trofeo di minor importanza, la coppa della liga, durata solo quattro anni per restrizione di tempo, saturazione e pressione dei club, ideata per fruttare denaro ai club, offrendo la possibilità ai vincitori di ottenere un posto in Coppa Uefa, venne vinta in due occasioni dal barca e persa, invece contro Valladolid e Real Madrid dall’ Atletico. Il Barcellona è l’unica squadra in Spagna ad aver centrato il treble oltre che, il double più di una volta. I colchoneros sono riusciti a raggiungere il double nel 1996.

Tornando al titolo nazionale, lo scudetto, il Barcellona è campione in carica, l’ Atletico non vince da 16 anni. Nel ventunesimo secolo gli unici titoli alzati sono avvenuti fuori dal continente iberico con la conquista dell’ Europa League e supercoppa Uefa. Dopo il tracollo tecnico e societario, dovuto in parte alle vicende giudiziarie del presidente che, culminò con la retrocessione nella seconda divisione, si alzarono subito tornando alla ribalta con il nuovo patron Cerezo. Per i blaugrana la nuova era è stata una periodo di grandi record come le tre coppe dei campioni, i 5 scudetti, le 5 supercoppe, i 2 intercontinentali, il record di punti nella liga e di sconfitte in un campionato, il triplete. Quest’ anno è rimasto da portare a casa la coppa del re e forse la coppa dei campioni, per lo scudetto tutto è nelle mani del Real. Al Vicente Calderon sono in vanataggio i biancorossi con 5 successi contro i 3 del Barca, 2 i pareggi. L’ anno scorso Messi e Piqué piegarono l’ Atletico in gol con Garcia. Nel febbraio del 2010 fini 2-1 per i padroni di casa grazie alle reti di Forlan e Simao, inutile il gol di Ibrahimovic. Solo nel 2004 fini in parità. 

Nel nuovo anno l’ Atletico non ha mai perso da quando è arrivato Simeone. Dopo aver fatto riposare qualche giocatore in coppa il ct argentino spera, di avere risposte dalla sua squadra che è in crescita. Gli ospiti devono cancellare il ko di Osasuna e riprendere la strada lasciata al camp nou domenica scorsa, nel roboante 5-1 rifilato a un altra grande come il Valencia. Il cholo Simeone deve fare a meno di Diego e, rispetto all’ impegno di coppa cambia modulo e si affida al classico 4-4-2. Dentro Arda Turan, Tiago e soprattutto Falcao. Guardiola si inventa Mascherano centrale difensivo, sposta Fabregas in avanti e ritorna Xavi a centrocampo. Panchina per Pedro e Pique. Il Barca fa possesso palla, i colchoneros rispondono con ordine. Al 2′ tiro da fuori di Xavi deviato. L’ Atletico Madrid si difende con 11 uomini dietro la metà campo. A confronto due filosofie di gioco diametralmente opposte. Tanta pressione da entrambe le parti. I blaugrana faticano a trovare spazi. Primo vero intervento di Courtois arriva al 20′, gran parata sul tiro a giro di Xavi. Il catenaccio di Simeone sta portando i suoi frutti. I padroni di casa provano a far male in contropiede, al 32′ tempestiva uscita di Valdes su Falcao. Al 36′ Messi attira su di se 3 uomini, serve Fabregas sulla sinistra che, defilato crossa al centro, sul secondo palo sbuca Dani Alves e infila l’ 1-0. Poco spettacolo e molto tatticismo, soprattutto nel Madrid. Cinque ammonizioni a fine primo tempo.

Inizio di ripresa con il botto. Al 48′ corner per l’ Atletico, Busquets e Dani Alves si disturbano nello stacco aereo e finiscono col servire Falcao che, incredibilmente, viene perso da Puyol dentro l’area piccola e trafigge Valdes. Ennesima frittata del Barcellona in difesa. Al 58′ episodio chiave. Il guardalinee alza la bandierina a Falcao, lanciato a rete, dal replay il colombiano era in posizione regolare e sarebbe stato a tu per tu con Valdes. Grande generosità degli uomini di Simeone che, corrono su ogni pallone, primi fra tutti gli attaccanti. Al 67′ Dani Alves mette un bellissimo cross tagliato per Sanchez che, di testa, non riesce a insaccare da posizione favorevole. Un minuto dopo Falcao non riesce a superare con un tocco sotto Valdes. Guardiola decide di cambiare qualcosa, fuori un nervoso Dani Alves e dentro Cuenca. Tra un ammonizione e l’altra, il Barcellona fatica enormemente a creare occasioni da rete. Esce anche Fabregas, entra Pedro. All’ 81′ l’ Atletico Madrid protesta su un gol di Messi ma, è tutto regolare. I colchoneros, convinti che la punizione fosse di seconda, si posizionano in barriera ma ,Messi sorprende tutti e, infila la porta di Courtois con un sinistro chirurgico. Ultimo cambio per gli ospiti: entra Pique al posto di Sanchez. Primo cambio per Simeone: fuori Arda Turan e dentro Silvio. Nel finale i padroni di casa poco fortunati con la terna arbitrale. Sugli sviluppi di una punizione, Busquets interviene in maniera scomposta con un braccio mentre, Valdes esce decisivo sul destro di Juanfran. Finisce 2-1 per gli azulgrana e, arriva immediata la risposta al Real, tornato a +10 sui rivali.

Torna a giocarsi dopo una lunga astinenza, 10 anni, il derby di Madrid tra Rayo Vallecano e Real Madrid al teresa rivero. E’ la sfida tra la grande storia della capitale spagnola e un piccolo quartiere,il Vallecas nei dintorni di Madrid. E’ sempre stato un match su due livelli opposti, con il Rayo a combattere per la permanenza nella massima serie e, il Real quasi sempre ai massimi livelli in Spagna ma anche in Europa. Possiamo citare il record di titoli nazionali vinti (31) e il primato di vittorie in coppa dei campioni (9). E’ una delle tre squadre ad aver sempre partecipato nella massima divisione spagnola. I numeri parlano chiaro anche nei scontri diretti con 4 vittorie delle merengues e nessuna sconfitta. Nel 2002 fini 2-3, l’anno scorso i blancos umiliarono i biancorossi con un pesante 6-2. Il Real ha perso solo una gara fuori e ha collezionato ben 11 vittorie. Per il fulmine 6 sconfitte in casa. Gli ospiti vogliono continuare a mettere un altro mattone verso il titolo e, nonostante il pareggio subito all’ ultimo minuto in coppa con il Cska Mosca, sono pronti a dettare legge nella liga, con la sua media strepitosa di 3 gol a partita. Per i padroni di casa c’è la speranza di fermare finalmente i merengues, vista la buona condizione fisica (3 vittorie di fila) e la roboante vittoria con il Levante 5-3 nell’ ultimo turno. Sarà comunque un’ impresa.

Il ct Sandoval lascia in panchina Lass e Tamudo con il solo Costa unica punta. Mourinho deve fare a meno dell’ infortunato Benzema, al suo posto Higuain. Sulla trequarti agiranno Ozil,Kaka e Ronaldo, torna titolare Khedira, preferito a Granero. IL Real soffre l’intraprendenza del Rayo. Al 13′ sugli sviluppi di un punizione, Pulido prende il tempo a Sergio Ramos, ma la sua incornata si perde di poco sopra la traversa. Al 18′ fiammata di Higuain. L’ attaccante parte sul filo del fuorigioco, puna la porta palla al piede, ma è bravo Joel, in uscita, nel costringerlo ad allargarsi, poi Arribas lo chiude in corner. Intanto l’arbitro non vede una gomitata di Ramos su Costa e, ammonisce incredibilmente l’attaccante. Al 24′ punzione di Ozil, Joel interviene in uscita e allontana con i pugni. Al 26′ tiro dalla distanza di Ronaldo, il pallone sfiora di poco la traversa. Al 39′ trema la porta dei merengues. Armenteros lancia Piti, che salta secco Arbeloa, e conclude di potenza da posizione defilata; il pallone colpisce il palo interno ma, incredibilmente, rimbalza fuori. Il Real è in bambola. Al 41′ lancio lungo per Michu, che controlla davanti a Casillas: Sergio Ramos riesce a chiudere e, spazzando il pallone,lo fa carambolare sulla gamba di Armenteros, che devia di poco a lato. Il primo tempo si chiude sullo 0-0. Meglio i padroni di casa, ospiti in grande sofferenza.

Inizio di ripresa brutto, fatto di lanci lunghi molto imprecisi. Al primo vero affondo al 54′, il Real passa con una magia di CR7. Sugli sviluppi del corner, Khedira non riesce a concludere, il pallone schizza tra i piedi di C. Ronaldo che lo rincorre e, spalle alla porta, trova un angolo incredibile con un colpo di tacco che, si infila sul fondo della rete. I padroni di casa sembrano aver accusato il colpo. Il Real insiste. Al 63′ sassata violentissima del portoghese , su calcio di punizione, Joel respinge con i pugni. Al 72′ errore di Pulido.  Marcelo mette un cross basso per C. Ronaldo che, non riesce a trovare la coordinazione. Un minuto dopo il Fulmine si divora il pari. Sergio Ramos perde palla in mezzo alla propria area sulla pressione di Armenteros, che tocca poi per l’accorrente Michu: c’è tutto il tempo e lo spazio per battere Casillas, ma il giocatore del Rayo spara malamente sopra la traversa. Due minuti dopo bomba da lontano di Tito, Casillas vola sulla sinistra e toglie il pallone dall’ angolino. Parata strepitosa. Dopo Kaka esce anche Higuain, entra il baby Callejon. Ultimo ingresso è per Granero, al posto di Marcelo. Nel finale il ct del Vallecano butta nella mischia Tamudo. I blancos sempre pericolosi sulle palle inattive. All’ 85′ punzione di C.Ronaldo, il portiere vede la palla all’ ultimo e, riesce a distendersi con un gran colpo di reni. All’ 89′ i padroni di casa rimangono in dieci per l’espulsione di Michu. Cartellino rosso eccessivo per l’intervento da dietro su Khedira. Il Rayo non molla nonostante l’inferiorità numerica. Al 90′ tiro di Lass, deviato in corner. Sul seguente calcio d’angolo  Armenteros liscia malamente il pallone sulla riga di porta poi, C.Ronaldo conclude alle stelle su contropiede. Finisce 1-0 per il Real che, mantiene il distacco consistente dal Barca. Per il fulmine gravi errori sottoporta e una sconfitta nel derby che fa molto male, non per la classifica, tranquilla, ma per il risultato bugiardo.

Dimenticata la lezione di calcio del camp nou e, qualificata in Europa League agli ottavi dopo il successo sullo Stoke, il Valencia ospita al maestalla un Siviglia galvanizzato dal successo interno che, gli mancava da diversi mesi. Due grandi club venuti alla ribalta nell’ ultimo secolo dove, hanno espresso il loro potenziale anche in Europa. Per i pipistrelli dopo i successi di coppa delle coppe,coppa delle fiere e supercoppa Uefa negli anni che vanno dal 1960 al 1980 , sono arrivati nel ventunesimo secolo la prima coppa Uefa e la seconda supercoppa Uefa. Grandi delusioni sono state le due finali di Champions League perse nel 2000 e 2001. Per i palanganas solamente con l’avvento di José Maria del Nido, famoso per la sua gestione economica durante la crisi, sono arrivate soddisfazioni anche in Europa. Due coppe Uefa e una supercoppa Uefa il bottino dei sevillistas. L’ unica amara sconfitta fu la supercoppa europea del 2007. In campo nazionale 2 campionati e una coppa di Spagna mentre, per gli ospiti 2 coppe di Spagna. L’ unico trofeo che manca nel palmares degli andalusi è il campionato nazionale. Il Valencia cerca di risollevarsi in campionato per consolidare il quarto posto e, punta a mettere a segno il suo ottavo successo nel proprio stadio, dove ha perso due volte. Per il Siviglia solo una vittoria in trasferta e, la speranza di raggiungere incredibilmente l’ Europa, nonostante il trend negativo. Per farlo bisogna migliorare il cammino fuori casa. I precedenti sono a favore del Valencia con 7 vittorie contro le 4 dei biancorossi. Combattutissime le sfide di coppa del re. Quest’ anno negli ottavi passarono i Xotos con la vittoria in casa, fondamentale, per 1-0. Nel 2009 ,nei quarti , i nervionenses ribaltarono il 3-2 dell’ andata vincendo in casa per 2-1. Un gol di Rakitic nel marzo 2011 piegò i taronges. Nel 2009 Mata ed Hernandez misero ko i rojiblancos. 

Emery cambia ben 7 giocatori rispetto alla coppa e rilancia dal primo minuto il bomber Soldado, con tutto il reparto offensivo di giovedi a risiedere in panchina, spazio anche a Feghouli. Michel da ancora fiducia al duo d’ attacco Negredo e Kanoute, con il debutto di Reyes a centrocampo. Le due squadre si studiano e provano a colpire di sorpresa. Al 25′ il Valencia passa con Costa, subito la risposta degli andalusi. Al 36′ Jesus Navas calcia un corner e, trova la testa vincente di Medel. Al 70′ Navas regala la vittoria alla sua squadra. Il Siviglia cancella il periodo buio e, rifila la seconda vittoria consecutiva. Per il Valencia secondo ko e terzo posto a rischio.

Al Benito Villamarin di Siviglia, il Betis di Pepe Mel cerca il tris contro il Getafe, in calo nelle ultime giornate. In trasferta gli azulones vengono da un buon trend positivo, fatto di tre vittorie negli ultimi cinque incontri. Stesso cammino dei biancoverdi in casa. I padroni di casa sono in vantaggio leggermente negli scontri diretti con due vittorie contro una degli ospiti. Negli ottavi di coppa del re il Betis ribaltò la sconfitta dell’ andata in casa ,vincendo fuori 3-1. Nel 2009 fini 2-2, poi, gli anni prima una vittoria a testa per entrambi. Mel e Plaza confermano lo stesso modulo, nel Betis solo panchina per il paraguaiano Santa Cruz, gioca Molina. Negli ospiti c’è Guiza. Partita poco spettacolare, si decide tutto nel secondo tempo. Apre le marcature Molina per i padroni di casa al 50′ e pareggio immediato degli ospiti, su autogol sfortunato di Dorado. Un punto perso per i los béticos, sorridono i loz azulones.

Sfida da dentro o fuori allo stadio el sardinero. Santander e Gijon si giocano una buona fetta della salvezza dopo le ultime cinque uscite infelici. Il Racing si affida alle mura amiche per cancellare il pesante ko di Madrid, il Gijon cerca la scossa dopo il buon pareggio con l’Atletico ma ,sarà molto dura viste le otto sconfitte esterne. E’ la sfida tra la penultima e terzultima.Non ha mai vinto lo Sporting in casa del Santander. Modulo a rombo per Gonzalez e Clemente, spazio alle due certezze Stuani e Barral. Torna in campo Munitis. Primo tempo dominato dal Racing che, coglie anche un palo con Bernardo al 30′, il suo colpo di testa sbatte sul legno. Nell’ unica azione pericolosa dello Sporting, arriva clamorosamente il vantaggio di Barral al 42′. Nella ripresa il Gijon prova a chiudere il match ma, i padroni di casa riacciuffano il pareggio con Stuani su rigore al 74′. Nel finale incandescente non succede più nulla. Finisce 1-1 che, paralizza la classifica di entrambe le compagini.

Dimenticare Bilbao per rilanciarsi subito nell’ Europa che conta. E’ l’obiettivo di Pellegrini che può riscattarsi subito con il fanalino di coda Saragozza. I numeri parlano chiaro. Alla rosaleda sono arrivate 7 vittorie e solo 2 sconfitte contro una delle peggiori squadre in trasferta nella liga. Una sola vittoria per Manolo Jimenez. Attenzione ai manos che sono stati capaci di vincere nel nuovo anno in Catalogna. E’ ormai finito quel periodo di luce per gli ospiti,protagonisti fino ai primi anni 2000 di gloriose vittorie in coppa; ora sembra iniziare un nuovo ciclo per le acciughe dopo l’avvento dello sceicco Al Thani. La gara è nelle loro mani visto che i boquerones non sbagliano un colpo con le piccole. Negli scontri diretti una vittoria in più per i biancoblu. Pellegrini tiene a riposo Maresca e da spazio a Recio. Sugli esterni agiranno Cazorla ed Isco per l’unica punta Rondon. Van Nistelrooy ancora in panchina. Jimenez manda in campo subito Minero, il portoghese Postiga riposa. Il vantaggio di Lafita al 23′ è un illusione per gli ospiti, agganciati al 45′ dal colpo di testa di Fernandez. Nella ripresa le acciughe dilagano con l’autogol di Da Silva (67′), Demichelis (77′), Isco (79′) e Rondon (88′). Finisce 5-1 per il Malaga che, si impadronisce del sesto posto. Sempre più grave la situazione del Saragozza.

Inedita sfida champions al Cornellà-El Prat tra Espanyol e Levante. Da una parte la squadra di Martinez vera sorpresa nella liga ma in caduta libera da diversi mesi. I catalani ,invece,non vincono da quasi un mese e nell’ ultimo turno casalingo hanno perso incredibilmente con l’ultima in classifica. A gennaio è arrivato dall’ Inter Coutinho per rafforzare una squadra in piena lotta per un posto nella massima competizione europea. I rossoblu proveranno a rimediare i danni, dopo aver subito nove reti in due partite, per riprendersi quel quarto posto consolidato fino a poche settimane fa. Sarà un impresa ardua vista l’ identità di gioco persa, inotre, c’è da sfatare il tabu catalano mai battuto nella storia. L’ anno scorso l’ Espanyol vinse 2-1. Solo un punto divide le due compagini. L’unico trofeo vinto dai periquitos è stata la coppa di Spagna, 4 volte. Nessun successo per i granotes. Nell’ Espanyol ancora panchina per Fonte, confermato l’ex Inter Coutinho. Torna in campo nel Levante dal primo minuto l’ex Siena, Ghezzal. Passano in vantaggio gli ospiti con Valdo, servito da Barkero. Nel secondo tempo, al 74′ arriva il pareggio di Uche che, di testa trafigge Munua. All’ 88′ Suarez regala i tre punti al Levante. La squadra di Martinez torna a vincere , dopo una lunga crisi e sale al quarto posto solitario. Per i catalani nulla è perduto, i giochi sono ancora aperti. 

All’ indomani dell’ importante vittoria in Europa League contro il Lokomotiv, l’ Athletic Bilbao di Bielsa, fresca di qualificazione agli ottavi nella competizione europea,  va in scena nell’ ora di pranzo al madrigal di Villarreal. Un avversario ostico, soprattutto tra le mura amiche, dove ha perso solo una partita. E anche negli scontri diretti c’è dominio assoluto con otto vittorie all’ attivo e una sola vittoria dei baschi. L’ anno scorso fini 4-1 con reti di Nilmar,Cazorla, Rossi e Montero, inutile il vantaggio iniziale di Llorente. I leoni non vincono contro il sottomarino giallo dal 2004, allora decise un gol di Garcia. L’ ultimo pareggio nel 2003 , fu 1-1. Per i canarini sembra passato il momento negativo con il cambio di panchina e la precedente eliminazione dalla Champions League. Quest’ anno c’è da salvare una stagione drastica e, la partita interna potrebbe dare la giusta carica emotiva ai padroni di casa, dopo il pesante ko con il Maiorca di settimana scorsa. Per il Bilbao c’è da difendere il quarto posto. Molina fa partire dalla panchina il rientrante Nilmar e da spazio  al debutto di Martinuccio come spalla di Ruben. In difesa c’è Zapata. Nel Bilabo fuori Amorebieta e Muniain. In attacco c’è solo Toquero. Parte con il piede giusto il Villarreal che, passa al 10′ con Senna. Nella ripresa Llorente pareggia i conti al 62′. Susaeta, quattro minuti dopo compie il sorpasso ma, i canarini trovano il guizzo vincente con Nilmar al 68′. Finisce 2-2, un punto stretto ai padroni di casa sempre in bilico. Per il Bilbao sorpasso del Levante e aggancio di Malaga ed Osasuna.

Li dividono solo 3 punti, è la prima partita nella liga tra i due club, Osasuna e Granada tornano ad affrontarsi dopo l’ 1-1 dell’ andata. E’ una gara significativa per i rojillos che, devono dimenticare il ko di Siviglia e riprendere la marcia verso l’ Europa, lasciata ancora più aperta dopo la bella vittoria sul Barcellona due settimane fa. In casa c’è un rendimento buono, con due sconfitte al passivo, tutte nel nuovo anno. I los filipinos proveranno a mettere il loro primo segno x in trasferta e, le tre vittorie negli ultimi quattro incontri potranno essere una buona medicina. Mendilibar e Gonzalez si presentano con tre giocatori in mediana e vertice alto rappresentato, rispettvamente , da Lekic ed Uche. Si decide tutto nel primo tempo. Un colpo di testa di Nekounam porta avanti gli andalusi al 26′, Lekic raddoppia al 29′ e gol della speranza di Rico al 31′. Subito dopo Lamah coglie il palo per i padroni di casa. Termina 2-1 per i rossoblu che, entrano prepotentemente in corsa per la Champions. Per la squadra di Pozzo, resta a +4 il distacco dalle zone calde.

Hanno avuto lo stesso andamento nelle ultime sfide, si giocano punti importanti per la permanenza nella liga, un solo punto li divide nella zona calda della classifica. Real Sociedad e Maiorca tornano in campo dopo due poker. I rossoneri hanno piegato senza tanti problemi il Villarreal, i baschi sono caduti male a Granada. Ora allo stadio Anoeta il ct Montanier cerca il tris interno per provare ad allungare ancora in fondo. Attenzione alla squadra di Pamplona che,pare essersi ripresa molto bene. C’è da dire che si sfideranno due vecchie glorie del calcio iberico che hanno vinto in totale 3 coppe di Spagna e 2 supercoppe di Spagna. I precedenti sorridono ai baschi che sono imposti in 6 occasioni contro le 3 degli ospiti. Quest’ anno si sono affrontati negli ottavi di coppa del re e hanno avuto la meglio i rossoneri conquistando il pass per i quarti con un pesante 6-1. In campionato il Maiorca non vince dal 2003 in terra biancoblu. Caparros spera nei gol di Casadesus ed Hemed. Montanier rimane stabile con il trio offensivo. Partita molto tirata e nervosa risolta dal gol di Agirretxe al 79′. L’ 1-0 fa respirare i baschi che, hanno fatto un altro passo avanti importante. Per il Maiorca continua l’altalena di risultati.

           Squadra                 PG  V   N    P    reti             Punti

1.

Real Madrid

24

21

1

2

80:21

64

2.

Barcellona

24

16

6

2

70:18

54

3.

Valencia

24

11

7

6

37:29

40

4.

Levante

24

10

5

9

34:35

35

5.

Ath. Bilbao

24

8

10

6

39:32

34

6.

Malaga

24

10

4

10

33:36

34

7.

Osasuna

24

8

10

6

28:38

34

8.

Espanyol

24

9

6

9

27:29

33

9.

Atl. Madrid

24

8

8

8

33:30

32

10.

Siviglia

24

8

8

8

26:27

32

11.

Vallecano

24

9

4

11

32:36

31

12.

Betis

24

9

3

12

28:32

30

13.

Real Sociedad

24

8

6

10

27:34

30

14.

Getafe

24

7

8

9

24:31

29

15.

Maiorca

24

7

7

10

23:29

28

16.

Granada

24

8

4

12

22:34

28

17.

Villarreal

24

6

9

9

25:36

27

18.

Santander

24

4

12

8

19:31

24

19.

Gijon

24

5

6

13

22:45

21

20.

Saragozza

24

3

6

15

19:45

15

Santander – Gijon    1-1

Betis – Getafe    1-1

Malaga – Saragozza   5-1

Espanyol – Levante    1-2

Villarreal – Ath. Bilbao  2-2

Vallecano – Real Madrid   0-1

Valencia – Siviglia   1-2

Real Sociedad – Maiorca    1-0

Osasuna – Granada   2-1

Atl. Madrid – Barcellona    1-2

Armin Sefiu

27 febbraio 2012

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