Milano senza padroni, Milan – Inter finisce 1-1

Milano senza padroni, Milan – Inter finisce 1-1

milan-inter bandiereTermina 1-1 il “derby della Madonnina” numero 213 della storia. Tra Inzaghi e Mancini (alla prima panchina del suo nuovo corso nerazzurro) a vincere è la paura, che imbriglia le squadre in un torpore tattico la cui conseguenza ineluttabile è un pari che non giova a nessuno. Confermati i limiti mostrati da Milan e Inter durante questa prima parte di stagione.

Menez, gol d’autore – Il valore degli interpreti è profondamente diverso da quello dei protagonisti dei derby che andavano in scena negli anni passati, ma il gol che sblocca la gara vale quelli dei vari Shevchenko, Adriano e Ibrahimovic. È il 23’, il Milan non ha mai tirato in porta, l’Inter invece ha ancora negli occhi l’occasione fallita da Icardi a tu per tu con Diego Lopez: El Shaarawy si defila sulla sinistra, mette in mezzo, e Menez si inventa un piatto al volo che entra di diritto tra i gol più belli della storia del derby di Milano.

Obi trova il pareggio, poi due traverse – Il pareggio di Obi (16′ della ripresa) è inferiore dal punto di vista estetico, ma non da quello sostanziale: cross, ribattuta corta di Zapata, dormita di Essien, e rasoterra vincente del nigeriano. La festa con capriola del giovane esterno nerazzurro è tutta un programma. Proprio lui che, di questo derby, era l’uomo meno atteso. Un sintomo, forse, della pochezza tecnica, quantomeno nel confronto con le rose degli anni duemila, in cui sono inesorabilmente precitate le due squadre di Milano.
Dopo il gol del pareggio arriva una traversa per parte: prima El Shaarawy spreca la più clamorosa delle occasioni a due passi da Handanovic; poi Icardi si rende protagonista di una bella girata al volo, da centro area, che sfiora l’incrocio dei pali.
L’ultimo brivido arriva su tiro deviato di Bonaventura nel recupero (94’). Il derby è senza un padrone, ma è vinto dalle occasioni perdute.

Meritano duerighe

Menez: la rete con cui illumina la gara è da antologia del calcio e vale da solo il prezzo del biglietto. Non sarà Sheva o Ibra, ma il suo valore è comunque alto. Se solo fosse un po’ più continuo…
Torres: lo spagnolo sgomita ma non incide. Conferma la sua estraneità al gioco targato Inzaghi. Da uno come lui ci si aspetta sempre e comunque il guizzo del fuoriclasse. Ma con questo Torres si aspetta invano.

Tabellino

Milan (4-2-3-1): Diego Lopez; Rami, Mexes, Zapata, De Sciglio; Essien, Muntari (dal 30’ s.t. Poli); Bonaventura, Menez, El Shaarawy; Torres (dal 28’ s.t. Honda) (Agazzi, Abbiati, Saponara, Pazzini, Albertazzi, Montolivo, Niang, Van Ginkel, Armero, Zaccardo). All. Inzaghi.

Inter (4-3-3): Handanovic; Nagatomo, Ranocchia, Juan Jesus, Dodò; Guarin, Kuzmanovic, Obi (dal 28’ s.t. Hernanes); Palacio, Icardi (dal 44’ s.t. Osvaldo), Kovacic (dal 49’ s.t. M’Vila) (Carrizo, Berni, Andreolli, Campagnaro, Vidic, D’Ambrosio, Khrin, Donkor, Bonazzoli). All. Mancini.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata

Note: spettatori 79173, incasso 3.324.594,44 euro. Ammoniti: Mexes, Obi, Bonaventura, Juan Jesus per gioco scorretto. Recuperi: 1’ p.t.; 4’ s.t.

Giuseppe Ferrara
23 novembre 2014

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