17esima di serie A: una giornata di rigore

Juve e Milan in testa a braccetto, segue l’Udinese, tonfa la Lazio e Inter, Roma e Napoli cominciano a farsi vedere negli specchietti.
Finalmente si sblocca Totti.

Tutti in campo per la diciassettesima giornata del campionato che vede decretare 7 rigori, che risultano essere decisivi. Ci eravamo lasciati con Juventus e Milan entrambe al primo posto della classifica e anche dopo la prima giornata del 2012 la situazione resta invariata.

Le due favorite alla vittoria finale continuano a marciare a braccetto a suon di vittorie. La squadra di Conte vince di misura allo stadio Via del Mare di Lecce grazie al decimo gol di Matri (entrato dopo poco più di venti minuti al posto dell’infortunato Quagliarella). La Juve ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. La prestazione della capolista infatti non è stata molto positiva come in altre circostanze. I salentini, vivi sotto il profilo dell’impegno, sono apparsi poco incisivi in fase offensiva e di pericoli per Buffon ne sono arrivati davvero pochi se non una punizione di Giacomazzi e un tiro dal limite dell’area di Di Michele; troppo poco per infastidire la corazzata bianconera. Ritmo molto lento anche nella ripresa dove la Juve ha pensato solo di conservare il vantaggio senza andare a cercare il raddoppio che avrebbe chiuso la partita. Vittoria comunque importante per la Juventus che conserva il primo posto in classifica, l’imbattibilità e la porta inviolata (sono 350 minuti che i bianconeri non subiscono gol). L’altra capolista, il Milan, vince 2-0 sul difficile campo dell’Atalatna. Migliore in campo senza dubbio è stato l’attaccante svedese Zlatan Ibrahimovic che prima su un discusso calcio di rigore ha segnato il suo dodicesimo gol in campionato, poi nel secondo tempo, ha fornito l’assist a Boateng nell’azione del raddoppio. Va detto che i bergamaschi non hanno affatto demeritato lottando alla pari contro i campioni d’Italia. Da segnalare una buona prestazione di Cigarini e di Schellotto ma il livello tecnico superiore dei rossoneri, una prestazione magistrale di Thiago Silva che ha fermato una decina di attacchi dei padroni di casa e forse anche certe decisioni sbagliate dell’arbitro Rizzoli, hanno determinato chiaramente il risultato a favore del Milan: la squadra di Allegri ora può prepararsi al meglio in vista del derby contro l’Inter le prossimo turno. Sarà una grande sfida. Vince in scioltezza l’Udinese che allo stadio Friuli batte 4-1 il Cesena. Ancora una volta protagonista Antonio Di Natale autore di una bella doppietta e capocannoniere insieme a Denis e a Ibrahimovic. Di Asamoah (complice Antonioli) e Basta le altre reti dei friulani, mentre il gol della bandiera degli emiliani è stato segnato da Eder. Nel dopo partita il tecnico dei bianconeri Guidolin non ha voluto parlare di scudetto ma, se continua così, la sua squadra dirà certamente la sua. Continua la rimonta dell’Inter che a San Siro nell’anticipo del sabato sera strapazza 5-0 il Parma. Gara dominata dalla squadra di Ranieri brava a creare numerose occasioni da gol e a chiudere la sfida già nel primo tempo. Decisiva la doppietta del Principe Milito; di Pazzini, Motta e Faraoni (al suo primo gol in serie A) le altre reti. I nerazzurri si avvicinano alla Lazio ora distante solo un punto; la rincorsa alle alte posizioni continua. Dopo i due pareggi casalinghi consecutivi con Udinese e Chievo, la Lazio sprofonda a Siena. I toscani vincono con un secco 4-0 e mettono in crisi i biancoazzurri. Partita senza storia, con i ragazzi di Sannino che spadroneggiano contro una squadra immobile in mezzo al campo; in grande spolvero i due attaccanti senesi Calaiò e Destro entrambi autori di una doppietta. La squadra di Reja non è mai entrata in campo, si è fatta schiacciare nella propria metà campo e non ha praticamente mai tirato in porta; ancora non pervenuto l’attaccante francese Cissè che continua a deludere e a non segnare ormai da mesi. A fine gara scatta la contestazione dei tifosi biancoazzurri presenti allo stadio e soprattutto qualche scintilla tra giocatori e allenatore. Tempi duri per la Lazio che ora vede sempre più vicine Inter a –1 e Roma e Napoli a –3. Dopo sette mesi torna al gol Francesco Totti che, grazie a due calci di rigore trasformati impeccabilmente, regala la terza vittoria consecutiva alla Roma e si scusa con i tifosi giallorossi per il ritardo nelle realizzazioni con una simpatica maglia mostrata proprio ai suoi supporters. La squadra di Luis Enrique vince 2-0 contro il Chievo. I giallorossi, privi dell’infortunato Osvaldo, si affidano al proprio capitano per creare pericoli alla retroguardia della squadra veneta. Possesso palla, azioni in velocità e pressing a tutto campo, questa la caratteristica principale del gioco dell’allenatore spagnolo e anche ieri tutto ha girato alla perfezione tra i capitolini. Spicca la buona prestazione di Bojan e la sontuosa partita di Daniele De Rossi sempre più vicino a firmare il tanto sospirato dai tifosi rinnovo del contratto. Con i tre punti conquistati la Roma si avvicina alle zone alte ad otto punti dal terzo posto dell’Udinese. Tutto può ancora succedere. Preziosa vittoria 3-0 della Fiorentina che espugna il Silvio Piola di Novara. I toscani vincono con un netto 3-0 grazie alla doppietta di Jovetic e al gol di Motolivo. La formazione di Delio Rossi è apparsa molto più in palla di quella piemontese e il risultato rispecchia perfettamente l’andamento della partita. Si complica la posizione dell’allenatore dei piemontesi Tesser che ora nelle prossime partite si gioca la panchina. Il Bologna inizia l’anno con tre importantissimi punti conquistati meritatamente contro un Catania privo di idee e molto nervoso (5 ammoniti e un espulso tra i ragazzi di Montella). Di Cherubin e Di Vaio le reti rossoblu. Ottimo risultato anche in vista della difficile trasferta di Napoli della settimana prossima. Un Cagliari davvero ispirato supera 3-0 il Genoa sul prato del Sant’Elia e nella prima gara del 2012 fa il pieno di buone notizie: raggiunge i liguri a quota 21 punti in classifica, segna tre goal, interrompendo un digiuno offensivo che durava dallo scorso 4 dicembre, centra il secondo successo casalingo dopo quello conquistato ai danni del Novara lo scorso 17 settembre e permette a Davide Ballardini di battere la sua ex squadra, il Genoa appunto, che al termine dello scorso campionato gli aveva dato il benservito senza troppi problemi. L’avventura di Pasquale Marino sulla panchina del Grifone, invece, inizia nel peggiore dei modi, così come quella di Alberto Gilardino, a dimostrazione che il lavoro che attende il successore di Malesani alla guida dei rossoblu è irto di difficoltà. Il Napoli riparte alla grande e tiene il ritmo di Roma e Inter, le due squadre lanciate alla rincorsa (quantomeno) del terzo posto valido per la Champions. I partenopei avevano chiuso il 2011 con i sei gol al Genoa e apre il 2012 con una splendida prestazione, soprattutto nel secondo tempo, e le reti splendide dei suoi giocatori più offensivi: Cavani, Pandev e Hamsik. I rosanero perdono in casa contro una squadra allergica al Renzo Barbera (non vinceva da quasi 50 anni su quel campo) rendendo evidente quanto aveva fatto capire anche Bortolo Mutti in conferenza stampa: questa squadra non ha più di un tempo di autonomia dal punto di vista fisico. Nella prima frazione i siciliani giocano con un buon ritmo e fanno soffrire la retroguardia del Napoli nonostante i tanti assenti. Budan e Miccoli, supportati dal nuovo acquisto Vazquez, si disimpegnano egregiamente contro la retroguardia azzurra e per sfortuna e un pizzico d’imprecisione sotto porta non arrivano al vantaggio. L’unico gol della prima frazione finisce per essere quello di Pandev, imbeccato al centro da Gargano a sua volta lanciato in profondità da uno splendido Cavani. L’ex del Palermo in apertura di ripresa mette il suo sigillo con un destro a giro imprendibile per Benussi, non esulta e raccoglie gli applausi del suo primo pubblico italiano. A questo punto la squadra di Mutti è già sparita dal campo e i centrocampisti del Napoli possono gestire e regalare grandi colpi. Il terzo gol, quello di Hamsik, è frutto di un assist di Inler davvero notevole. Il discorso si chiude lì, l’unica fiammata del Palermo nel secondo tempo e il gol di testa di Miccoli nel recupero, bello quanto inutile ai fini del risultato.

di Gabriele Serraglia

9 gennaio 2012

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