Un treno per Monaco

Un treno per Monaco

Mehdi-BenatiaLa telenovela Benatia volge finalmente al termine: il difensore ha firmato un contratto che lo legherà al Bayern Monaco fino al 2019 ed al marocchino andranno 4 milioni a stagione.

I rapporti tra Benatia e la società giallorossa si erano inclinati già a fine campionato quando l’ex Udinese, dopo l’adeguamento di contratto offerto a Pjanic, non vide soddisfatte le sue richieste (lo stipendio del marocchino era di 1,25 milioni di euro, Benatia ne voleva 3). L’estate passa in fretta e le richieste per il centrale della Roma, dopo la sua dichirazione stampa dove strizzava l’occhio a vari club blasonati, cominciano ad arrivare da vari club ma Sabatini prende tempo e propone a Benatia un ritocco allo stipendio che però non si avvicina tanto ai 3 milioni richiesti dal giocatore. A pochi giorni dalla fine del calciomercato il tira e molla tra la dirigenza giallorossa e Benatia si conclude: il Bayern Monaco versa 30 milioni nelle casse del club di patron Pallotta (26+4 di bonus), Benatia vola in Baviera e a Roma arriva il greco Manolas per 15 milioni (13+2 di bonus).

Roma è una piazza calda ed in pochi hanno digerito il comportamento di Benatia, fioccano le prime domande, emergono i dissapori ma quanto perde effettivamente la Roma con la cessione di Benatia?

Dal punto di vista prettamente economico (forse è quello che interessa meno al tifoso ma il mercato delle società spesso e volentieri è dettato anche dalle grandi cessioni), Sabatini mette a segno l’ennesimo colpo da fuori classe infatti Benatia fu acquistato dall’Udinese per 13,5 milioni di euro anche se nell’affare vennero inserite le comproprietà di Nico Lopez e Verre, per un totale di 17 milioni e ad un anno di distanza la Roma ne incassa quasi il doppio.

Passando al calcio vero e proprio, in questo momento la cessione di Benatia è una grave perdita per lo scacchiere di Garcia, arrivato a Roma il marocchino ha impiegato poco tempo a far dimenticare alla tifoseria romanista il trasferimento del giovane e talentuoso Marquinhos al Psg.

Una stagione perfetta la sua, 33 presenze e 5 reti con un rendimento sopra ogni aspettativa, così bene da convincere Guardiola ad approfittare dell’assist fornito proprio da Benatia in conferenza stampa a fine stagione dove dichiarava che è il sogno di ogni giocatore indossare la maglia di una squadra importante come quella bavarese. A 27 anni il treno non passa tanto spesso per un giocatore e se la destinazione è Monaco, alla corte di Pep Guardiola, è difficile dire di no a meno che sulle spalle non porti il numero dieci e ti chiami Francesco Totti ma questa è un altra storia. Probabilmente il fattore ingaggio in questa circostanza non è stato fondamentale (importante si ma non fondamentale), l’opportunità di giocare con uno dei club più forti in circolazione la differenza la fa eccome nonostante i frutti del progetto Roma targato USA.

La Roma sul campo ci perde eccome ma i bronci e i dubbi si avevano anche alla partenza di Marquinhos. Nella capitale arriva il ventitrenne greco Manolas ed il fatto che il suo nome fosse sul listino spesa di vari club quali Juventus e Arsenal non da garanzie certe ma inquadra lo spessore del giocatore. Non ha esperienza nel campionato italiano come l’aveva Benatia ma ha vinto due campionati di Grecia, sicuramente più facile della nostra Serie A, vinti da titolare e perno fondamentale della difesa con 49 presenze in due stagioni e 4 reti all’attivo, parliamo sempre di un classe ’91.

Per quanto riguarda il calcio internazionale ha già collezionato 13 presenze con la nazionale ellenica ed un mondiale senza contare l’esperienza maturata in Champions League con la maglia dell’Olympiakos. La Roma perde un grande campione ma un giocatore scontento in casa è meglio non averlo e per Benatia sarebbe stato comunque difficile ripetere un anno al livello della scorsa stagione quindi da una parte c’era una società con poche scelte sul da farsi e dall’altra un giocatore con, probabilmente, tanta paura di perdere quel “treno” e di non ripetersi.

Lorenzo Bruno

28 agosto 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook