Esclusiva: intervista a Mario Turi, ex allenatore della Juve Stabia Primavera

Esclusiva: intervista a Mario Turi, ex allenatore della Juve Stabia Primavera

marioturiIl ruolo dell’allenatore nel calcio, a livello giovanile, assume grande importanza nella formazione di potenziali e futuri campioni. Tra i tecnici più preparati dell’ultima stagione, c’è sicuramente Mario Turi, che dal prossimo anno non guiderà più i ragazzi della Juve Stabia Primavera. “2duerighe” lo ha incontrato ed intervistato in esclusiva.

1) Mario, quando hai incominciato ad allenare e quando sei approdato alla Juve Stabia?

R) Ho incominciato prestissimo a 18 anni con la scuola calcio “Rovignano.” In seguito ho allenato il Gragnano junior, fino a far parte dello staff del Gragnano in eccellenza e poi in serie D. Alla Juve Stabia, ho allenato invece dai “Giovanissimi” alla “Primavera”.

2) Il prossimo anno non sarai più sulla panchina della Juve Stabia Primavera, immagino a malincuore, essendo uno stabiese purosangue…

R) Lasci0 la Juve Stabia solo per motivi personali, ma sono e resterò sempre un tifosissimo delle “vespe.” Mi piacerebbe tornare allo stadio in curva dove non sono potuto andare negli ultimi sei anni.

3) I tuoi  momenti più belli confezionati con il sodalizio stabiese. Ricordi qualche episodio?

R) Fra quelli più belli c’è sicuramente la vittoria con la Juventus nell’ultimo torneo internazionale di Viareggio, anche perchè è il punto più alto raggiunto come collettivo. Fortissima è stata poi la mia emozione, quando ho visto debuttare in prima squadra e in campionato i miei ragazzi della Primavera.”

4) …E quelli più brutti…

R) Il momento più brutto è stato vivere all’interno della società stabiese l’ultima tragica stagione, che ha sancito la retrocessione della Juve Stabia in Lega Pro.

5) Spesso nelle scuole calcio vediamo tecnici che nell’allenamento per ragazzi  ( il mio riferimento va ai soggetti di 13 – 15 anni) adottano metodi di preparazione molto simili a quelli delle prime squadre. Non credi che questo sia molto pericoloso per la crescita soprattutto fisica  dei giovani?

R) Chiaramente è un metodo sbagliato e l’errore è più grande quando a commetterlo sono proprio le scuole calcio che non si affidano a tecnici qualificati, ma solo a persone con tanta passione. Ogni età invece ha le sue peculiarità ed ogni allenatore dovrebbe eseguire un’unità didattica adeguata alla fascia d’età. E come se ad un ragazzo delle scuole medie proponessimo il programma di un corso universitario.

6) Quali sono, secondo te, i requisiti essenziali che fanno grande un allenatore a livello giovanile?

R) L’allenatore del settore giovanile non deve allenare per gloria personale, ma essenzialmente per il solo piacere di trasmettere le proprie conoscenze ai ragazzi, osservando e correggendo.

7) Le squadre italiane spesso per vincere si affidano a molti calciatori stranieri, concedendo poco spazio ai tanti giovani del vivaio…

R) Il ricorso ai giovani stranieri, secondo me, rispecchia la mentalità italiana. Vogliamo tutto e subito. Non sappiamo aspettare e soprattutto abbiamo paura di sbagliare. Siamo in un certo senso un popolo orgoglioso e insicuro.

8) Nonostante questo, ci sono  giovani interessanti che presto potremo  vedere alla ribalta e in serie A?

R) Si. Tra i giovani interessanti ci sono Cerri, attaccante, classe ’96 del Parma, Bonazzoli del  ’97 scuola Inter, Maostur e Taffer del Milan, classe 98, ma ce ne sono veramente tanti, basta il coraggio di farli giocare e non andare a prendere  giocatori stranieri che sono solo pronti fisicamente, ma di cui in realtà non si conosce la vera età.

9) Il tuo futuro…

R)  Per ora andrò a studiare  gli allenamenti di qualche allenatore importante. Poi si vedrà…

 

intervista esclusiva di Luigi Rubino

6 agosto 2014

 

 

 

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook