Mondiale Club: Barca da sogno. Santos, l’incubo è finito

Tramortiti i brasiliani per 4-0. I catalani sono un capolavoro!
Valdes, Dani Alves, Piqué, Puyol, Abidal, Xavi, Busquets, Iniesta, Thiago, Fabregas, Messi.  Segnatevi questi nomi. Fate copia e incolla. Stampate il tutto. Incorniciate ed esponete in bella vista perché un’opera d’arte va sempre valorizzata. L’autore si chiama Pep Guardiola. L’originale del capolavoro sarà esposto al Camp Nou di Barcellona dalle prossime settimane.
Non esistono aggettivi né altre parole per descrivere quello che è diventato il Barca degli ultimi anni: spettacolare, vincente, armonioso, imbarazzante, stratosferico, imbattibile, stupendo. La finale del Mondiale per club andata in scena in Giappone ha decretato ancora una volta, per quanto ce ne fosse bisogno, che questa è ancora, e chissà per quanto tempo, la squadra in assoluto più forte del mondo. Scivoloni a parte in campionato, che andrebbero studiati come soggetti di storia sportiva per la loro eccezionalità, questa formazione dimostra sempre di più che non c’è modo di affrontarla, senza fare figuracce, se non si dispone di un gioco corale almeno di poco inferiore, perché al pari non ne esiste. Non c’è verso di fare alcunché di buono se si pensa di scalfirla con individualità singole, siano esse i vari Neymar, Ganso o Elano. Il risultato parla chiaro: 4 a 0. Messi, extraterrestre; Xavi fenomenale e compassato come sempre; Iniesta ottimo direttore d’orchestra; Puyol un muro insuperabile. E poi tutti gli altri, senza dimenticare gli infortunati Villa e Sanchez e soprattutto il fatto che questa squadra può permettersi di schierare piccoli fenomeni “fatti in casa” come Pedro, Alcantara e Fontas, che addirittura sostituisce un mito come Puyol, seppure per soli 5 minuti. La cronaca della partita è quasi superflua. Nel primo tempo il Barca è già in vantaggio per 3 reti a zero, con un possesso palla imbarazzante: 75% o giù di lì per i catalani con il Santos spettatore non pagante. Messi, Xavi e Fabregas chiudono la pratica in 45 minuti e da lì in poi è solo attesa. La partita si trasforma in un’amichevole per il Barcellona, con ritmi bassissimi quando tiene palla, più veloci durante le ripartenze del Santos. Un paio di occasioni per Neymar, una valanga di opportunità per i Blaugrana, due pali…e poi ancora Messi, che salta Rafael e cala il poker. La partita è tutta qui. Santos o Al Saad non fa differenza, il Barca sembra conoscere solo la vittoria per 4-0.
Messi mette le mani sul suo terzo Pallone d’Oro consecutivo (sarebbe un furto non darglielo!) e porta in alto una squadra che, probabilmente, è la più forte di tutti i tempi: nel frattempo vince il Toyota Awards, ovvero il titolo di “mvp” della competizione. Giusto per non perdere l’abitudine…

FORMAZIONI
Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piqué, Puyol, Abidal; Xavi, Busquets, Iniesta; Messi, Thiago, Fabregas.
In panchina: Pinto, Alexis, Mascherano, Keita, Pedro, Jonathan, Maxwell, Adriano, Fontas, Cuenca, Oier. All. Guardiola.

Santos(4-3-1-2): Rafael; Danilo, Edu Dracena, Bruno Rodrigo, Leo; Durval, Henrique, Arouca; Ganso; Borges, Neymar.
In panchina: Aranha, Elano, Bruno Aguiar, A. Carvalho, Vinicius, F. Anderson, Ibson, Alan Kardec, Renteria, Parà, Diogo, Vladimir. All.: Ramalho.

RETI: Messi 17′, Xavi 24′, Fabregas 45′, Messi 82′

di Luca Bolli

18 dicembre 2011

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