Ricordando Di Bartolomei: 20 anni senza Agostino

Ricordando Di Bartolomei: 20 anni senza Agostino

 

Agostino Di BartolomeiSono troppo giovane per aver visto Agostino Di Bartolomei calcare i campi di calcio e difendere, con la fascia da capitano ben stretta al braccio, i colori della sua Roma, probabilmente la Roma più forte di tutti i tempi; non ero ancora nato quando “Ago”, con tutta il suo carattere e la sua grinta ,guidava i giallorossi di Liedholm alla vittoria del secondo scudetto nella storia del club e né tantomeno quando il Liverpool, a distanza di duemila anni dal sacco di Roma dei barbari di Alarico, espugnò nuovamente l’Urbe eterna sconfiggendo l’armata giallorossa agli amari rigori in finale della  Coppa dei Campioni. Non ho potuto udire la Sud accendersi di pura emozione e cantare a squarciagola «Oooh Agostino! Ago-Ago-Ago- Agostino, gol!» ogni qual volta il capitano si piazzava davanti al pallone pronto a scagliare in rete una punizione delle sue, potenza e classe in un unico gesto. Potrei certo raccontare del suo trasferimento al Milan, con quella esultanza rabbiosa di un amante tradito proprio dopo una rete contro la sua Roma, e di quella storica serie B conquistata con la Salernitana prima dell’addio al calcio. Potrei raccontare di quella maledetta notte del 30 Maggio di 20 anni fa quando Di Bartolomei si puntò una pistola alla testa e premette il grilletto uccidendosi nella sua villa di San Marco di Castellabate, vittima dell’indifferenza di un mondo che l’aveva lasciato ai margini e dimenticato troppo presto. Potrei ricordare uno dei tanti aneddoti tramandati dalla storia sportiva, come quando Agostino si stupiva di fronte a chi gli chiedeva un autografo sorprendendosi che qualcuno volesse la sua firma, in fondo lui era pagato per divertirsi, come amava ripetere nelle interviste, ma al di là di tutto questo, quello che ricordo invece perfettamente su Agostino Di Bartolomei è quando, ancora piccolo, vidi per la prima volta il suo volto in televisione e chiesi a mio padre, seduto accanto a me prima di una partita della Roma, chi fosse, e lui ,guardandomi sorpreso, mi rispose con la semplicità della passione “Come chi è? E’Ago “.

 Damiano Rossi (Roma)                                                                                                                                                           

 30 Maggio 2014

 

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