La Juventus rimane in testa

di Gabriele Serraglia

La squadra di Conte  si è comportata da “Grande con le Grandi”, mentre qualche punto è stato lasciato qua e là contro le cosiddette medio-piccole. I bianconeri hanno ancora tanto da lavorare, soprattutto in fase difensiva, e devono trovare continuità di risultati. Gli altri bianconeri, quelli dell’Udinese, sono una piacevole sorpresa, vista la campagna cessioni estiva, al momento compensata da un modo di giocare talmente ben orchestrato che mette a proprio agio anche i nuovi arrivati. Certo, se Di Natale dovesse accusare un calo di forma, per Guidolin sarebbero guai. La Lazio ha cominciato ad ingranare dalla vittoria ottenuta nel derby contro la Roma ed il suo ruolino di marcia fuori casa è da grande squadra. Le amnesie difensive sui calci piazzati potrebbero però costar caro contro squadre più ciniche sotto porta.

Il Milan, nonostante le vittorie ottenute dopo la pausa delle Nazionali, dà ancora l’impressione di avere un centrocampo lento ed una difesa distratta. Per molti rimane ancora la favorita per la vittoria finale, ma la Champions League potrebbe togliere qualche energia preziosa. Altra grande sorpresa è il Catania di Montella, le cui scelte tattiche lo stanno ripagando della scarsa fiducia datagli ai tempi della Roma. La sua è una squadra quadrata e con un’idea precisa di gioco, capace di insidiare le avversarie sia in casa che fuori. A pari punti coi siciliani troviamo il Napoli, formazione capace di alternare prestazioni da 10 e lode e da 5 in pagella. Da questo punto di vista, Mazzarri dovrebbe essere più onesto nell’ammettere i demeriti dei suoi ragazzi che, naturalmente, non possono sempre correre a mille all’ora. Urge trovare un rimedio prima che i punti persi in campionato diventino troppi. Il Siena di Sannino, allenatore alla prima esperienza in serie A, è un’altra di quelle squadre capace di strappare applausi per l’atteggiamento dimostrato sul campo e che ha dato del filo da torcere a tante squadre, sia in casa che in trasferta. Una cosa che non riesce invece al Palermo del debuttante Mangia, tanto asfaltatore in casa quanto poco concreto in trasferta. Certo, senza certe pedine dello scorso anno, sembra difficile fare meglio, ma queste attenuanti Zamparini non le prende proprio in considerazione. Il Cagliari, invece, ha decisamente frenato dopo l’ottimo avvio. Alcuni dicono che l’atteggiamento sia troppo volto a prendere pochi gol, e i fatti danno loro ragione. Però siamo quasi certi che un centravanti più sveglio di Nené e Larrivey avrebbe potuto portare qualche punto in più. Riguardo alla Fiorentina, i giocatori sono dalla parte di Mihajlovic, al contrario dei tifosi. Gli infortuni di Jovetic l’anno scorso e di Gilardino quest’anno sono sicuramente delle assenze importanti in una rosa del genere; però non si vede ancora un’idea di gioco vera e propria e questa potrebbe essere una delle ragioni delle contestazioni. Il Genoa non ha ancora una formazione tipo, tuttavia Malesani riesce a sfruttare al meglio gli uomini più in forma del momento. Anche in casa ligure, servirebbe un centravanti più prolifico, capace di finalizzare le azioni ben costruite da Palacio e compagni. Il Parma è la tipica squadra che deve trovare continuità: Giovinco è nell’anno del salto di qualità e, tutto sommato, la rosa a disposizione non è messa male per salvarsi. I gol di Paletta e Lucarelli, però, non illudano: i due difensori centrali, dietro, hanno ancora amnesie determinanti, anche perchè poco supportati dal centrocampo. Poco più sotto, troviamo la Roma, compagine che non ha ancora svolto due partite di fila con gli stessi giocatori. L’idea di gioco appare buona (anche se tanti movimenti sono ancora da metabolizzare, visti anche i tanti volti nuovi) e l’ambiente dà fiducia a Luis Enrique, il quale deve però stare molto più attento alla fase di contenimento, effettivamente poco curata. In zona, troviamo anche il Bologna, rigenerato dall’arrivo di Pioli, il quale ha avuto il notevole merito di uscire dai bassifondi, grazie anche ad un atteggiamento molto più offensivo. Dell’Atalanta, nonostante l’ultima sconfitta, non si può non parlare bene, vista la reazione avuta sul campo alla vicenda del calcioscommesse che l’ha penalizzata di 6 punti, immediatamente recuperati. Ottimo mercato: Denis, Moralez, Schelotto e Cigarini sono stati acquisti fondamentali. A pari punti coi bergamaschi, troviamo il Chievo Verona, partito bene e capace di ingabbiare le grandi con sagacia tattica. I risultati contro le dirette avversarie faticano tuttavia ad arrivare, anche perchè l’attacco è poco pungente. Poco sopra la zona retrocessione, notiamo qualcosa di anomalo, ovvero il nome dell’Inter, la quale paga la pessima gestione del rapporto con Gasperini ed il mercato poco volto all’acquisto di giovani capaci di far rifiatare i tanti veterani fuori condizione. Il Novara è una neopromossa e non ci si può aspettare chissà quale miracolo da dei ragazzi che si affacciano in A per la prima volta. Per rmanerci, Tesser deve assolutamente porre un freno ai tanti gol subiti. In penultima posizione c’è il Lecce allenato da Di Francesco, forse penalizzato dall’assenza di Di Michele, ma è un’attenuante non sufficiente. Contro i campioni d’Italia ha addirittura messo a segno 3 gol in 45 minuti, prendendone però uno in più nel solo secondo tempo, segno che il suo lavoro non è ben svolto. Fanalino di coda, un po’ a sorpresa per alcuni, il Cesena. Che dire? Vista la rosa a disposizione, il siluramento di Giampaolo era inevitabile. Resta da vedere se il suo sostituto riuscirà a limare le lacune finora mostrate e se saprà ridare splendore a certi giocatori, le cui prestazioni sono state senz’altro al di sotto delle aspettative.

 

31 ottobre 2011

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