Triplete Novara: bye bye Gasp?

di Luca Bolli

Inter: 1 punto in 3 giornate!

Un brutto sogno. Un incubo. Una maledizione che non vuole vedere realizzarsi la prima vittoria interista in campionato. Questo potrebbero pensare i molti tifosi interisti dopo la trasferta allo stadio “Piola” di Novara. Invece è tutto vero! Dopo nemmeno un anno e mezzo dalla trionfale cavalcata nero-azzurra del triplete targato Mourinho–Milito, l’Internazionale Milano (giusto per identificarla in un epoca diversa dall’Inter vincente) si vede rifilare 3 sonore sberle da una squadra non certo devastante…ma, certamente, più squadra. Il Novara, forte di un collettivo amalgamato, coeso e disciplinato, sbanca la 4° giornata di campionato col risultato più sorprendente che ci si potesse aspettare (nonostante debbano giocare tutte le altre big del torneo): 3 a 1 agli ex campioni d’Europa, nonché campioni del mondo in carica!

 

Una partita per certi versi mai in discussione…ma nel senso opposto a quello che ci si aspetterebbe: l’Inter, per quanto squadra di grandi campioni e individualità di primissimo ordine, non sembra mai brillare per incisività e anzi, in alcuni frangenti del primo tempo, sembra addirittura giocare con delle remore nei confronti del neo-promosso Novara. Dal canto suo la “squadretta” di mister Tesser (non ce ne vogliano i tifosi piemontesi) spinge ogni volta che ne ha l’occasione e mette in serio pericolo la porta di Julio Cesar a più riprese fin quando, al minuto 37, Meggiorini infila la rete interista e fa esplodere il Silvio Piola. A questo punto, tutta la tensione interista (e del suo allenatore) viene a galla: fuori Forlan – uno che era additato per il pallone d’oro – e Castaignos – sbandierato come acquistone anticipato dell’Inter. Dentro Pazzini e Obi. Venti minuti dopo dentro Zarate per un irriconoscibile Sneijder, lontano parente del Wesley degli scorsi anni. Il copione non cambia e nemmeno l’atteggiamento dell’ingeneroso Novara, il quale, immemore del gap tecnico, non lascia spazio e idee al più blasonato squadrone lombardo. Lucio, dopo il “porcellum” contro la Roma, rimedia un altro giallo e, poco dopo, è la volta di Ranocchia: il rosso in area, per trattenuta su Morimoto, è inevitabile e, sul conseguente calcio di rigore, Rigoni stende le residue speranze interiste per agguantare un misero punticino in terra piemontese. 2-0 Novara e stadio in delirio. Cambiasso risolleva le speranze interiste con una giocata fortuita ad un minuto dalla fine, ma ci pensa ancora Rigoni, a tempo oramai scaduto, a mettere lo storico risultato al sicuro. È ancora il funambolico Morimoto ad innescare l’azione e a servire Giorgi che, da dentro l’area, calcia a botta sicura, ma addosso a Julio Cesar: sulla respinta Rigoni firma la sua indimenticabile serata da protagonista schiantando l’Inter – e le residue speranze “gasperiniane” –  con la personale doppietta. 3-1 senza appello.

Il destino del tecnico interista è ormai appeso ad un filo. Massimo Moratti, presidente dell’Inter, si dice intenzionato a riflettere a freddo sulla questione allenatore e a prendere decisioni solo dopo un’attenta riflessione. La sensazione è che, come accaduto nell’anno passato, troppi siano stati gli errori di valutazione e che si stia cercando in corsa di trovare una via di fuga per una situazione davvero difficile: fin quando i tifosi, fin troppo ben abituati negli ultimi anni, sopporteranno questa situazione?

L’impressione è che una bella prestazione con il Bologna, sabato, potrebbe non bastare. All’allenatore serve – ammesso che ci arrivi – una bella vittoria convincente…altrimenti, Gasperini, potrebbe vantare il non invidiabile primato di tecnico interista mai vittorioso!

 

21 settembre 2011

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