Tutto in 5 minuti: gran finale Cagliari -Samp, finisce 2-2

Tutto in 5 minuti: gran finale Cagliari -Samp, finisce 2-2

cagliarisampdoriaUn finale pazzesco che vale l’intera partita. Pareva dovesse essere il secondo capitolo di un romanzo da incubo per la Sampdoria, sconfitta ancora una volta, in sette giorni, da quei due colori che tanto dolore le avevano provocato contro il Genoa. Sembrava potesse essere una nuova conferma per il Cagliari, reduce dal pareggio di lusso in quel di Firenze coi viola di Montella e ad un passo da tre punti tutto sommato agevoli. La meravigliosa imprevedibilità del pallone regala 5 minuti conclusivi da cardiopalma. Dall’1-0 al 2-2. La Samp si salva dal baratro con una zampata d’orgoglio; il Cagliari, incredulo per la girandola di goal in zona Cesarini, più che agguantare un punto, ne perde clamorosamente due. Ma è opportuno partire dall’inizio.

Sul tappeto verde del “Nereo Rocco”, neutro di Trieste, il Cagliari di Lopez affronta la Samp di Delio Rossi per l’anticipo pomeridiano della quarta di campionato. Poche le sorprese nelle scelte dei due allenatori. Nessuna rivoluzione in casa blucerchiata dopo la disfatta del derby. Da segnalare, tuttavia, l’innesto del giovane Wszolek (classe ‘92), all’esordio nella massima serie in sostituzione dell’infortunato Eder. Questo, con tutti gli effettivi, il 3-5-2 proposto dal tecnico emiliano: Da Costa; Gastaldello, Palombo, Costa; De Silvestri, Obiang, Krstičić, Bjarnason, Gavazzi; Wszolek, Gabbiadini. Per il Cagliari, l’unico dubbio riguardante la coppia offensiva si risolve nell’esclusione di Ibarbo a beneficio di Pinilla, torre per Sau all’estremità del consueto 4-3-1-2: Agazzi; Perico, Astori, Rossettini, Murru; Nainggolan, Conti, Ekdal; Cossu; Pinilla, Sau. A dirigere l’incontro, Marco Di Bello.

Passano appena 38 secondi ed è subito Obiang a promettere battaglia per la compagine doriana, facendo partire un destro a giro da fuori che si spegne di poco a lato. Ma quella che sembra rappresentare la prima sferzata di una lunga serie di colpi ai danni della fortezza cagliaritana, si rivela unico ed improvviso tentativo, ingannevole avvisaglia di una successiva ritirata. Col passare dei minuti è il Cagliari ad impadronirsi del pallino del match, rilegando la Samp nella propria metà campo a  giocare di rimessa. I doriani palesano il momento negativo, subendo l’iniziativa degli avversari senza riuscire ad impensierire Agazzi. I rossoblù, dal canto loro, amministrano con pazienza, facendo girare bene la sfera in attesa dell’occasione più propizia per punire. Occasione che giunge al minuto 26, quando Ekdal, liberato dallo scambio nello stretto con Pinilla, buca centralmente la difesa blucerchiata, ritrovandosi a tu per tu con Da Costa e freddandolo con un tocco di collo destro che ne scavalca l’uscita a terra. Palla in rete ed 1-0 Cagliari. La Samp è bestia docile, priva di idee,  tanto che i sardi non incontrano difficoltà nel mantenerla addomesticata. Unico lampo, in un cielo senza altre nuvole, è la realizzazione annullata per posizione di fuorigioco (inesistente) al giovane Wszolek. Troppo poco per indurre Delio Rossi, scuro in volto, a recriminare con veemenza. Pur senza produrre nuovi e pericolosi attacchi, il Cagliari conclude il primo tempo col vantaggio, legittimato dal buon gioco espresso. Al ritorno in campo si registra un nuovo piglio doriano. Ora la Samp ci prova. Il rischio delle ripartenze rossoblù è sempre temibilissimo, ma la voglia di non bissare la sconfitta del derby è più forte di ogni paura. Ciononostante il cronometro scorre veloce per la manovra sterile e compassata dei blucerchiati, sebbene animati dall’atteggiamento più propositivo. La mezz’ora giunge rapida senza vedere consistenti occasioni da goal da una parte e dall’altra. La sfida, pur viva grazie al parziale aperto, scorre inesorabilmente verso il 90°, col Cagliari attento a non concedere spazi e la Samp incapace di creare reali insidie. Proprio quando sembrava che la gara non avesse altre emozioni da offrire, accade l’inverosimile: nell’arco di cinque minuti, tre goal e risultato che si stabilizza definitivamente in parità. Alla “papera” di Agazzi, che favorisce il momentaneo 1-1 all’89°, su un tiro dalla lunetta apparentemente innocuo e centrale di Gabbiadini, risponde due minuti più tardi Conti su punizione, a recupero iniziato, riportando incredibilmente il Cagliari sul 2-1. Sarebbe stato sufficiente a far parlare di finale pirotecnico, ma a scrivere l’ultimo atto di uno spettacolo calcistico ai limiti del credibile, al minuto 93, ci pensa De Silvestri che, ricevendo un rilancio disperato all’interno dell’area rossoblù, aggancia e gira col destro, disegnando una traiettoria potente ed angolata che l’estremo difensore cagliaritano può solo deviare in rete. Ancora parità, con la panchina blucerchiata ad impazzire di gioia. Davanti agli sguardi sbalorditi delle poche migliaia di tifosi sugli spalti, Cagliari-Sampdoria finisce 2-2.

di Mattia Coletti

21 settembre 2013

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