Gubbio ancora ko: al “Barbetti” passa la Reggina

di Luca Bolli

Quarta sconfitta consecutiva per i rosso-blu di Pecchia

Quattro giornate. Zero punti. 14 (quattordici!) goal subiti. Ora il sogno rischia veramente di diventare un incubo per tutti i tifosi del Gubbio. Dopo Grosseto, Ascoli e Sampdoria  è la volta della Reggina che, in rimonta, strappa i tre punti in una trasferta tutt’altro che semplice. Il risultato, forse troppo pesante per gli umbri, viene fissato dalle reti di Mendicino che porta in vantaggio i locali al 34°  minuto, e dai goal dei calabresi che si scatenano nella ripresa con Campanacci (umbro doc) al 67’ e Ceravolo, doppietta per lui, al minuto 82 e 93.

Ora la situazione si fa davvero pesante anche per l’allenatore Fabio Pecchia il quale, oltre a spronare l’ambiente alla vigilia (“ci riscatteremo con la grinta” aveva auspicato), sembra poter fare ben poco contro formazioni meglio attrezzate per gestire la pressione che, inevitabilmente, pervade ogni partita del campionato cadetto: un campionato che inoltre, va ricordato, prevede un percorso tutt’altro che agevole, sia per durata che per società schierate ai nastri di partenza. Di “cenerentole”, nel torneo che è appena iniziato, ce ne sono veramente poche e come ha dimostrato la stagione passata pure una neopromossa dalla Lega-Pro può ambire a posizioni di rilievo. Se si tiene conto della storia, inoltre, la logica porterebbe a pensare che nulla è perduto e se non si potrà lottare per la promozione (nessuno, speriamo, avrà osato sperare tanto in questi tre mesi), certo non ogni speranza è perduta (basti ricordare il campionato del Padova dello scorso anno…). Crescere con un progetto è forse una delle cose più difficili in Italia, dove i risultati immediati sono l’obbligo ed il successo nel breve termine la regola, ma a volte rischiare per creare un’alchimia vincente, a fronte di tante bruciature e delusioni, è la soluzione migliore. Basti ricordare come il Cagliari, squadra non certo devastante, ormai da qualche anno si veda protagonista di partenze orrende, salvo poi affrontare stagioni esaltanti in serie A. Nella serie cadetta gli esempi opposti non mancano: squadre impantanate nelle serie minori per la brama del successo e della promozione sono ormai la regola. Torino, Empoli, Reggina, Verona…nobili decadute che sostano da anni nel “purgatorio” del calcio. Altre addirittura sepolte nei gironi infernali del dilettantismo… Nel “paradiso” il Gubbio c’è arrivato da troppo poco tempo e proprio per questo potrà e dovrà riprendersi dallo shock dell’esordio. Si spera possa farlo con l’intera dirigenza al completo e, quindi, con lo stesso allenatore oramai sotto tiro. Cambiare a 38 giornate dal termine non avrebbe senso se si è creduto nel progetto fino a quattro settimane fa. Ora è tempo di risalire, punto su punto, iniziando dalla prossima sfida, in terra emiliana, contro un Modena non certo inarrestabile.

Forza Gubbio!

 

9 settembre 2011

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