Confederations Cup – Brasile “toda joia”: 3-0 al Giappone.

Confederations Cup – Brasile “toda joia”: 3-0 al Giappone.

neymarComincia dalla capitale Brasilia il cammino sportivo che condurrà  a “Brasile 2014” . Per tale evento ci sarà da attendere, ma proprio qui, sulla stessa terra, negli stessi stadi, va in scena la Confederations Cup, prima vera anticipazione sulle condizioni di parte degli attori e dei palcoscenici che, tra poco meno di 365 giorni, saranno chiamati all’ esame ben più cruciale dei prossimi mondiali. E’ una presentazione all’ insegna dell’ allegria e  dei colori, che notoriamente contraddistinguono questa nazione, quella che precede la gara d’esordio del torneo. Una comunità, la brasiliana,  segnata dall’amore viscerale per calcio e carnevale e che, in occasione di certe ricorrenze, dimentica disagi e povertà, fame e disparità sociali (sebbene non manchino accese proteste proprio nei paraggi dell’ “Estadio Nacional”, impianto costato 1 miliardo di euro circa, in una città, Brasilia, priva di squadre nei massimi campionati nazionali). Finisce la cerimonia d’apertura ed inizia la festa sul terreno di gioco, con la gioia e l’entusiasmo che accompagnano le squadre durante l’inno e nell’ ingresso in campo. Brasile-Giappone, prima sfida del Girone A, completato da Messico e Italia. 4-2-3-1 è la comune scelta di modulo, operata dagli allenatori Scolari e Zaccheroni: due schieramenti speculari, di certo imparagonabili per tasso tecnico, pur senza sottovalutare l’indottrinamento tattico apportato nel tempo dal tecnico italiano alla compagine nipponica, la prima a strappare la qualificazione ufficiale per i campionati internazionali dell’anno venturo. Julio Cesar, Thiago Sliva, Dani Alves, Paulinho, Fred, Neymar sono i nomi illustri dell’undici verdeoro. Nel Giappone spiccano l’interista Nagatomo e i talentuosi Honda e Kagawa. Dirige il cileno Osses.

Passano appena 3 minuti e proprio il neoacquisto blaugrana Neymar, servito dal petto di Fred, insacca al volo dal limite dell’area, con un destro portentoso che si infila all’incrocio dei pali, battendo l’incolpevole Kawashima. 1-0 e match che parte subito in discesa per i padroni di casa. Il colpo è duro, ma il Giappone non ci sta a passare per vittima sacrificale. Gli atleti di Zaccheroni non rinunciano alla fase offensiva, tentando il pareggio con le iniziative di Honda, su calcio da fermo e su azione, al 6°, al 9° e al 19°, ma trovando sempre attento in porta l’estremo difensore brasiliano. I nipponici producono gioco e gestiscono la sfera senza timori, stringendo i denti sulle pericolose ripartenze degli avversari. Nonostante i continui ribaltamenti di fronte, non si registrano evidenti occasioni da rete, fatta eccezione per le conclusioni reiterate di Fred, respinte prontamente dal portiere degli ospiti. La prima frazione di gara si chiude dunque col vantaggio minimo per i fuoriclasse di Scolari. Comincia il secondo tempo e sulla falsa riga del primo: pronti, via e raddoppio Brasile. Stavolta è Paulinho al 48° a realizzare la marcatura. Il pomo della discordia di Inter, Roma, Tottenham e Chelsea in questi giorni di calciomercato è agile ed elegante nello stop dal dischetto, su un preciso traversone dalla destra, e nel tiro da distanza ravvicinata, in verità non potentissimo, che il portiere giapponese riesce solo a deviare: 2-0 per i carioca. I sudamericani sembrano ora aver in mano l’inerzia della partita, con gli orientali a subire le incursioni esaltate dei brasiliani, senza più controbattere. Il cronometro scorre e la gara non viene riaperta, anzi ci pensa il subentrato Jo, su assist di Oscar, a firmare il 3-0, congelando la vittoria brasiliana nell’ultimo dei tre minuti di recupero concessi. Il Brasile agguanta momentaneamente la leadership del girone A della Confederations. Domani Messico-Italia e Spagna-Uruguay (ore 21 e 24 italiane).

di Mattia Coletti

16 giugno 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook