La caduta degli Dei: pazza Coppa America!

di Luca Bolli

La Albirroja, Los Incas, La Celeste, La Vinotinto: non sarà l’Argentina di Messi dunque la favorita alla vittoria finale del torneo continentale sudamericano – e questo lo si sapeva già – ma non sarà neanche la Seleção verde-oro dei campioni strapagati e stravalutati. Ad andare avanti nel freddo luglio argentino sono le piccole e le piccolissime del Sudamerica che, a suon di “catenaccio” e ripartenze, conquistano un posto nella storia della competizione. C’è chi vi torna dopo poco come l’Uruguay (che bissa così la semifinale mondiale del 2010 confermandosi ormai come potenza calcistica), chi dopo molti anni come il Perù ed il Paraguay, ma c’è pure chi passa di livello e da Cenerentola di lungo corso si trasforma in mina vagante terribile ed agguerrita.

L’ultima serata di Coppa America decreta la caduta del Brasile della neo stella Neymar e del Cile del “niño maravilla” Alexis Sanchez. Due partite diverse sotto molti aspetti, primo fra tutti il dominio assoluto dei penta-campioni da una parte e lo scontro alla pari dall’altra, ma ugualmente assurde nell’evolversi delle situazioni. Il Brasile perde una partita stradominata per 120 minuti (nei tempi regolamentari finisce 0-0) riuscendo nell’impresa di sbagliare 4 (quattro!) rigori su 4 durante i penalty finali e così, alla fine, al catenacciaro Paraguay, di italiana memoria verrebbe da dire, basta segnare 2 goal per passare alle semifinali dove incontrerà il Venezuela degli eroi di Chavez, che di certo non si farà attendere nell’elogiare le gesta dei suoi connazionali (come già fatto su Twitter per le precedenti occasioni).

Alla Vinotinto sembrava essere sfuggita di mano una partita giocata onestamente ed ordinatamente, senza strafare. Difatti, dopo essere passata in vantaggio nel primo tempo con Vizcarrondo sugli sviluppi di un calcio piazzato, la squadra meno quotata del lotto delle nazionali approdate ai quarti, si vedeva raggiungere da un goal meritato di Suazo a metà del secondo tempo dopo che, tra l’altro, il Cile aveva colpito due traverse in 3 minuti. Alla fine però lo stesso Cile, forse troppo sicuro della sua superiorità, commetteva lo stesso errore del primo tempo su calcio piazzato e prendeva il goal decisivo a nove minuti dalla fine.

Gli accoppiamenti per le semifinali saranno Uruguay-Perù e Paraguay-Venezuela: erano 10 anni che non si vedevano accoppiamenti tanto “stravaganti”. A questo punto la finale scritta sembra essere Uruguay-Paraguay ma viste le sorprese che riserva l’inverno argentino potrebbe davvero accadere di tutto. Ora che gli Dei del calcio sono fuori sembra avere più senso l’augurio “che vinca il migliore!”.

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