Milan – Udinese 3-2, vittoria al cardiopalma per i rossoneri

Milan – Udinese 3-2, vittoria al cardiopalma per i rossoneri

Il tabellino:

Milan – Udinese 3-2

Milan (4-4-2): Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Castillejo (32′ st Krunic), Kessie, Bennacer, Bonaventura (1′ st Rebic); Leao, Ibrahimovic. A disp.: Begovic, A. Donnarumma, Gabbia, Paquetà, Suso, Piatek. Allenatore: Pioli

Udinese (3-5-2): Musso; Becao, Ekong, Nuytinck (33′ st Nestorovski); Stryger, Fofana, Mandragora, De Paul, Sema (43′ st Ter Avest); Okaka (47′ st De Maio), Lasagna. A disp.: Nicolas, Perisan,, Opoku,, Walace, Jajalo, Barak, Teodorczyk. Allenatore: Gotti

Arbitro: Pairetto di Nichelino

Marcatori: 6′ pt Stryger Larsen (U), 3′ st Rebic (M), 26′ st Hernandez (M), 40′ st Lasagna (U), 48′ st Rebic (M)

Note: Ammoniti: Bennacer, Conti, Ibrahimovic (M); Sema (U). Recupero: 3′ st.

La partita:

Il Milan continua spedito lungo il percorso di crescita. I rossoneri battono 3-2 l’Udinese e salgono all’8° posto in classifica, a quota 28 punti. Una vittoria di carattere, arrivata grazie ad un secondo tempo giocato con grande intensità e determinazione. Rebic, allo scadere, decide le sorti di una gara spettacolare, foriera di molti spunti. Bene l’atteggiamento propositivo del secondo tempo; benissimo l’incisività offensiva sotto porta degli esterni (Castillejo e Rebic da lode). Da rivedere, invece, i meccanismi difensivi.

Pioli deve rinunciare a Calhanoglu, Calabria e Musacchio, ma si consola confermando la coppia offensiva Ibrahimovic-Leao; Gotti punta ancora su Okaka e Lasagna, con Nestorovski pronto a subentrare.

Neanche sei minuti e il Milan è già costretto ad inseguire: Donnarumma esce male dall’area di rigore, Stryger Larsen si avventa sulla palla e insacca a porta vuota. Una rete inaspettata, che spiazza il Diavolo spegnendo l’iniziale entusiasmo per la prima da titolare in casa di Ibra.
I friulani provano a cavalcare l’onda, presentandosi sovente dalle parti di Donnarumma. La reazione del Milan tarda ad arrivare; si presenta solo una volta superato il tramortimento, e lo fa con vesti opache. Ibra osserva immobile il pallone muoversi con lentezza a centrocampo. Leao prova a scuotere la squadra con un paio di accelerazioni, ma è l’unico in grado di incidere arrivando fin sul fondo. Non basta per impensierire l’avversario.

Al rientro in campo Pioli sostituisce un inguardabile Bonaventura con Rebic. Una mossa che paga subito: è proprio il croato a siglare l’1-1 con un destro al volo su cross di Conti.
Riottenuta la parità, i rossoneri ritrovano entusiasmo e aumentano l’intensità. Eppure, Ibra e compagni devono comunque ringraziare Donnarumma, autore di un autentico miracolo su Mandragora e di un tuffo plastico a neutralizzare il destro di Okaka.
Al 69’ prima vera conclusione di Ibrahimovic: lo svedese esce dalla marcatura, riceve palla e scaglia un bolide che termina non lontano dalla porta avversaria.
Sono le prove di 2-1, che arriva due minuti dopo grazie al siluro terra-aria di Theo Hernandez. Un gol di straordinaria bellezza, ma che non mette un punto alle ostilità. Ibra manca il 3-1 e, nell’azione seguente, Lasagna punisce i padroni di casa segnando di testa il 2-2.
I tifosi cominciano a lasciare lo stadio, e fanno male. Pairetto porta il fischietto alle labbra ma non fa in tempo a fischiare la fine: Rebic, con un sinistro preciso, fa venire giù San Siro. 3-2.

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