Roma-Napoli: chi sale su e chi scende giù

Roma-Napoli: chi sale su e chi scende giù

Roma a più quattro sul Napoli

Se qualcuno avesse detto ad inizio stagione che all’undicesima giornata la Roma fosse stata avanti di quattro punti in classifica al Napoli, in molti gli avrebbero riso in faccia; eppure la partita di ieri ha ribadito una Roma che viaggia al di sopra delle aspettative ed un Napoli che, invece, fatica a stare al passo delle altre grandi.

Non è una novità emersa dalla partita di ieri, sono un po’ di gare che entrambe le squadre stanno dimostrando il loro volto: quello della capitale è determinato e affamato, quello partenopeo fragile ed spaventato. La partita di ieri era un test importantissimo sia per gli uomini di Fonseca sia per quelli allenati da Carlo Ancelotti, sostituito all’Olimpico per squalifica dal vice, il figlio Davide. C’erano tutti i presupposti per una bella partita, combattuta. Così è stato, ma la Roma ha nettamente meritato di vincere.

Roma-Napoli: primo tempo

I primi 25 minuti dei giallorossi sono perfetti; la squadra di Fonseca scende in campo decisamente più determinata del Napoli. La pressione organizzata da Fonseca impedisce al Napoli di costruire gioco; la Roma, invece, lo fa con facilità e con una bella azione libera Zaniolo al limite dell’area. Il giovane talento raccoglie l’assist di Spinazzola, attende che Manolas gli chiuda il corridoio per calciare sul secondo palo e lucidamente piazza il pallone sul primo quasi sotto l’incrocio. 19 minuti e giallorossi in vantaggio.

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Non può nulla in questo caso Meret, che, però, pochi minuti dopo salva i partenopei dal 2-0 parando un rigore di Kolarov, concesso per un fallo di mano di Callejon su avviso del VAR. L’errore dagli undici metri ringalluzzisce i napoletani e i giallorossi subiscono il contraccolpo per l’occasione fallita. Esce fuori il Napoli: Fabian Ruiz non è in partita e, così, sale in cattedra Zielinsky. Qualche buono spunto dei partenopei conduce ad una traversa colpita da Milik di testa, dalla cui ribattuta arriva un’altra conclusione dell’altro polacco della squadra: il pallone si stampa sul palo.

Sfortunato in questo frangente il Napoli ma la prestazione dei giallorossi continua ad essere magnifica sia sul fronte offensivo che su quello difensivo. La squadra di Fonseca è sul pezzo. I giocatori romanisti sono concentrati: Smalling con estrema freddezza salva a pochi centimetri dalla linea un pallone colpito da Di Lorenzo; Mancini gioca una partita sensazionale davanti la difesa, Pastore, Kluivert, Zaniolo e Dzeko non sbagliano mai la giocata e così i giallorossi, concesse 3/4 occasioni al Napoli, riprendono il dominio della partita, congelandola fino alla fine del primo tempo, creando anche qualcosa.

 

Roma-Napoli: secondo tempo

E’ nel secondo tempo che sarebbe dovuta arrivare la reazione del Napoli, ma con una Roma così era davvero difficile. Di nuovo i giallorossi ripartono a mille. Se la Roma dal 30esimo minuto in poi aveva un po’ abbassato il baricentro, nel secondo tempo riparte come il primo tempo. Del resto l’aveva detto Veretout all’intervallo, “ci siamo abbassati troppo”; ed è proprio il francese uno dei migliori del secondo tempo, recupera un’infinità di palloni. Pochi minuti dall’inizio della ripresa, di nuovo un rigore assegnato alla Roma. Questa volta il fallo di mano è di Mario Rui ed è così netto che non c’è bisogno neanche dell’ausilio del VAR per sanzionarlo. Dopo l’errore del terzino serbo, dal dischetto va il centrocampista ex viola che segna il suo primo gol coi giallorossi.

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La Roma fa 2-0 e non rallenta. Lo stesso Fonseca continua a chiedere intensità, la stessa che ha permesso alla sua squadra di imporsi in questo modo. Così arriva anche una traversa di Kluivert, colpita al termine di un’azione spettacolare tutta in orizzontale dei giallorossi. Davide Ancellotti capisce che è il momento di cambiare qualcosa, in pochi minuti fuori Callejon e Mertens, per Lozano e Llorente. Cambi che danno i suoi frutti, perché una fuga palla al piede del messicano permette di servire un pallone al centro per Milik, che da lì non può fallire il tap-in.

Il Napoli accorcia le distanze ma in nessun momento della gara sembra in grado di poter mettere in difficoltà gli uomini di Fonseca, i quali, però, iniziano ad avvertire un po’ di stanchezza, visto l’enorme minutaggio che hanno accumulato per i molti infortuni in rosa. Stringono i denti gli uomini di Fonseca e, anche grazie all’espulsione di Cetin, che già ammonito commette fallo su Llorente al limite del l’area per impedirgli di calciare, portano a casa i 3 punti al termine di una partita fantastica.

Più Roma meno Napoli

Questo Roma-Napoli è stato un incontro troppo bello per essere riassunto in poche parole o dalla velocità delle immagini. La Roma ha dimostrato di essere una grande squadra ancora, nonostante tutti gli scetticismi di inizio stagione, e Fonseca un grande allenatore. Il portoghese dopo i pareggi delle prime due giornate e i 2 gol subiti dal Sassuolo, con tutti gli infortuni che sono arrivati, è stato capace di compattare la squadra, accorciare le distanze dei reparti in campo, perdere qualcosa davanti ma guadagno in equilibrio. L’ex Shaktar ha inserito perfettamente i nuovi, sta esaltando le caratteristiche di Zaniolo e di Kluivert, ha resuscitato Pastore. Il lavoro di Fonseca è stato meraviglioso ed ha donato alla Roma un carattere.

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Quel carattere che, invece, sembra aver perso il Napoli rispetto allo scorso anno. 18 punti sono pochi, non è possibile negarlo. Forse è presto per attribuire colpe ad un vincente come Carlo Ancelotti, ma certamente il Napoli non ha punti di riferimento, nel senso che ha un’identità nel gioco, ma non negli uomini… e questo spesso pregiudica il gioco stesso e gli equilibri della squadra.

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