Milan beffato nel finale, con il Lecce è 2-2

Milan beffato nel finale, con il Lecce è 2-2

Il tabellino:

Milan – Lecce 2-2

Milan (4-3-3): G.Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessiè (80′ Rebic), Biglia, Paquetà (66′ Krunic); Suso, Leao (66′ Piatek), Calhanoglu. A disposizione: Bennacer, Borini, Brescianini, A.Donnarumma, Duarte, Gabbia, Reina, Rodriguez. Allenatore: Pioli

Lecce (4-3-2-1): Gabriel; Meccariello, Rossettini, Lucioni, Calderoni; Mancosu, Tachtsidis, Majer (63′ Petriccione); Tabanelli, Falco (46′ Farias); Babacar (82′ Lapadula). A disposizione: Benzar, Dell’Orco, La Mantia, Lo Faso, Riccardi, Rispoli, Shakhov, Vera, Vigorito. Allenatore: Liverani.

Arbitro: Pasqua di Tivoli.

Marcatori: 20′ Calhanoglu (M), 63′ Babacar (L), 81′ Piatek (M), 92′ Calderoni (L)

Note: Al 62′ G.Donnarumma (M) respinge un rigore a Babacar (L). Allontanato Liverani (L) per proteste. Ammoniti Biglia (M); Majer, Rossettini (L). Recupero 0’pt – 6’st.

La partita:

Esordio amaro per Stefano Pioli sulla panchina del Milan. Un gol al 92′ di Calderoni costringe i rossoneri ad un pari casalingo contro un Lecce attento e cinico, capace di soffrire e pungere al momento giusto. Finale beffardo per i rossoneri, in vantaggio due volte con Calhanoglu e Piatek. In caso di vittoria, gli uomini di Pioli avrebbero avvicinato la zona Champions recuperando punti su tre dirette concorrenti.

Il neo allenatore rossonero cerca di dare continuità tattica schierando il Milan con il solito 4-3-3. La collocazione degli uomini dell’attacco e del centrocampo, tuttavia, è differente rispetto a quella della gestione Giampaolo: Leao prima punta al posto di Piatek (che va in panchina), Calhanoglu esterno d’attacco e non mezz’ala e costruzione del gioco a tre, con Kessie e Paquetà invertiti in mezzo al campo.
E, in effetti, è subito un altro Milan, soprattutto nella mentalità. Le due occasioni capitate a inizio gara sul piede acerbo e impreciso di Leao sono il frutto di un dinamismo che appare ritrovato. Se poi anche Calhanoglu, tra i più criticati, riesce a diventare protagonista con prodezze come quella dell’1-0, ecco che gli auspici di ripartenza assumono tratti vivi.
Il Milan gioca con rinnovata determinazione e movimenti offensivi che non si vedevano da tempo, ma è costretto a raccogliere la palla in rete quanto Pasqua concede un rigore per fallo di mano di Conti: Donnarumma para, ma sulla respinta l’attaccante è lestissimo a insaccare.
I frutti del lavoro psicologico di Pioli diventano comunque certezza all’81°, quando Piatek si ricorda di essere un cecchino d’area di rigore e riporta in vantaggio i suoi con un preciso tocco di destro. Il polacco non segnava da maggio.
Il bolide di calderoni, quando tutto sembrava definitivo, spegne gli effimeri entusiasmi rossoneri, ma le indicazioni positive restano: in pochi giorni il nuovo tecnico è riuscito ad avere risposte importanti dai giocatori sui quali occorre fondare la ripartenza. Evidentemente, però, c’è ancora molto, moltissimo a fare.

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