Juve, la vetta è tua: Dybala e Higuain stendono l’Inter

Juve, la vetta è tua: Dybala e Higuain stendono l’Inter

Il tabellino:

Inter – Juventus 1-2

Inter (3-5-2): Handanovic; Godin (54′ Bastoni), De Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Sensi (33′ Vecino), Asamoah; Lukaku, Lautaro Martinez (77′ Politano). A disposizione: Biraghi, Candreva, Dimarco, Esposito, Gagliardini, Lazaro, Padelli, Ranocchia, Valero. Allenatore: Conte.

Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira (62′ Bentancur), Pjanic, Matuidi; Bernardeschi (62′ Higuain); Dybala (71′ Can), Ronaldo. A disposizione: Buffon, Demiral, Pinsoglio, Rabiot, Ramsey, Rugani. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Orsato di Schio.

Marcatori: 4′ Dybala (J), 18′ su rig. Lautaro Martinez (I), 79′ Higuain (J)

Note: Ammoniti Vecino, Barella (I); Alex Sandro, Pjanic, Cuadrado (J). Recuepero 4’pt – 4’st. Calci d’angolo 7-2.

La partita:

Una Juventus cinica e spietata sbanca un San Siro da record (75.923 spettatori e 6,5 mln di incassi) e scavalca l’Inter in testa alla classifica. Prestazione di carattere quella dei bianconeri, che hanno fatto della panchina lunga e di qualità un’arma decisiva. La squadra di Sarri è una delle poche compagini in Europa a poter contare su due squadre titolari, da intercambiare a seconda dell’evenienza. Pjanic e Ronaldo sono gli unici inamovibili di un undici in grado di mutare negli interpreti senza perdere in palleggio, fluidità di manovra e qualità complessiva. Lasciare in panchina gente del calibro di Rabiot, Ramsey, Emre Can e Higuain – solo per citarne alcuni – è un lusso che nessuna squadra in Italia può permettersi.

Contro un Inter galvanizzata da sei vittorie in sei partite di campionato, la Juventus è costretta a mettere in mostra fin da subito grinta feroce e fraseggio veloce. Il credo di Sarri riesce finalmente trovare sfogo in un manovra fluida ed efficace, che si tramuta ben presto nel gol del vantaggio: Dybala, pienamente recuperato dopo un mese di settembre tra panchine e malumori, è bravissimo a finalizzare una verticalizzazione al bacio di Pjanic con un sinistro che buca Handanovic.
L’Inter, però, è una squadra solida e di personalità, già plasmata a immagine e somiglianza del proprio allenatore. I nerazzurri pareggiano con un rigore trasformato da Lautaro Martinez, poi nel secondo tempo sfiorano addirittura il vantaggio con Vecino (palo su conclusione deviata da De Ligt).
La partita va a sprazzi, con l’inerzia che cambi tinte con frequenza cadenzata. Fino a quando, subentrata la fatica, le squadre si allungano e riducono gioco forza l’intensità. E qui la mossa decisiva: fuori Khedira, dentro Bentancur; fuori Bernardeschi, dentro Higuain. Assist di Bentancur, rete di Higuain.
È la legge del più forte.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook