Milan a picco, la Fiorentina si impone 1-3

Milan a picco, la Fiorentina si impone 1-3

Il tabellino

Milan – Fiorentina 1-3

Reti: 13′ rig. Pulgar, 65′ Castrovilli, 77′ Ribery; 80′ Rafael Leao

Milan (4-3-3): Donnarumma, Calabria, Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessie (45′ Krunic), Bennacer, Calhanoglu; Suso (78′ Castillejo), Leão, Piatek (55′ Duarte). A disposizione: Donnarumma A., Bonaventura, Borini, Conti, Rebic, Biglia, Paquetà, Gabbia, Rodriguez. All.: Giampaolo.

Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Cáceres; Lirola, Pulgar, Badelj, Castrovilli (79′ Benassi), Dalbert; Chiesa (83′ Boateng), Ribéry (88′ Ghezzal). A disposizione: Terraciano, Ranieri, Sottil, Cristoforo, Ceccherini, Venuti, Benassi, Zurkowski, Vlahovic, Terzi. All.: Montella

Arbitro: Giacomelli

Ammoniti: 11′ Bennacer, 35′ Milenkovic, 85′ Lirola, 86′ Calabria, 87′ Benassi

Espulso: 54′ Musacchio

La partita

Fischi, volti scuri e panchina a rischio. Ora la crisi del Milan di Giampaolo assume connotati drammatici. I rossoneri crollano in casa 1-3 contro la Fiorentina dell’ex Montella, che si impone con le reti di Pulgar, Castrovilli e dell’eterno Ribery, il migliore in campo. In 10 per tutta la ripresa, il Milan ha mostrato preoccupanti passi indietro nel gioco, prevedibile e sconclusionato, e nell’atteggiamento, senza cattiveria e personalità. Un’involuzione al momento inspiegabile.
Impressionate la classifica attuale dei rossoneri: 6 punti in 6 gare, a una sola lunghezza dalla zona retrocessione. La Fiorentina, invece, sale a quota 8, alle spalle del Torino ottavo.

Giampaolo sceglie lo stesso undici iniziale della sfida contro il Torino, ma senza riuscire a replicare l’ottimo primo tempo di tre giorni fa. Il possesso palla è sterile, l’attacco scarico. I passi indietro rispetto all’ultima uscita (pur persa in rimonta) sono subito evidenti. In una squadra dove la qualità latita, cattiveria e ritmo elevato diventano l’unico modo per creare superiorità numerica e pericoli. E in questo Milan mancano geometrie e intensità a centrocampo. Più di ogni altra cosa.
La Fiorentina, invece, è pimpante e pungente. Chiesa impegna di destro Donnarumma, poi si procura il rigore che Pullar trasforma con freddezza nella rete che sblocca la partita.
Suso prova a scuotere i suoi con un tiro a giro dalla distanza, ma Dragowski risponde presente. Quella dello spagnolo è una fiammata a cui nessuno degli uomini di Giampaolo è in grado di dar seguito. La pioggia di fischi con cui si conclude il primo tempo appare più che meritata.

Ci si aspetterebbe una reazione d’orgoglio da parte del Milan. E invece, nella ripresa, la situazione va addirittura a precipitare. Al 55° Musacchio si fa espellere per un brutto fallo su Ribery, 9’ dopo Castrovilli raddoppia.
La Fiorentina gioca ormai sul velluto, il Milan è affranto e scollato. Chiesa ha addirittura l’opportunità dal dischetto di arrotondare il risultato, ma Donnarumma para in tuffo. Ancora una volta, il portierone della Nazionale si dimostra l’ultimo ad arrendersi, sebbene, otto minuti più tardi, sia costretto a raccogliere ancora la palla in rete: Ribery è bravissimo a crearsi lo spazio in area con un gioco di gambe e prendere il tempo a Gigio incrociando di destro. Una magia che vale l’applauso di tutto il “Meazza”.
Leao risponde al francese dopo appena 2’ con una spettacolare serpentina in area, che però non sortisce l’effetto di addolcire il sentimento del popolo rossonero verso gli uomini in campo e verso la società. Boban e Maldini avranno di che ragionare.

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