La Roma chiude vincendo: 2-1 al Napoli

La Roma chiude vincendo: 2-1 al Napoli

mattia-destro1La 38° giornata, l’ultima della stagione 2012/2013 del campionato di serie A, vede in scena all’Olimpico di Roma il confronto tra due stati d’animo opposti, due realtà contrastanti, prive di una concreta posta in palio da contendersi nei 90 minuti odierni. Da un’estremità, quella più amareggiata, i giallorossi di Andreazzoli, con la testa già proiettata alla finale di Coppa Italia di domenica prossima, ultima spiaggia per un rovesciamento, almeno parziale, delle delusioni dell’annata appena trascorsa. Dall’altra parte, quella festante, i partenopei guidati da Mazzarri, ancora inebriati dalla conquista di un piazzamento utile per la Champions League, acclamati da una tifoseria ormai attenta maggiormente alle molteplici voci di mercato riguardanti il proprio allenatore e l’idolo Cavani, piuttosto che alla sfida con la Roma. Le scelte dei tecnici si orientano, dunque, verso schieramenti spregiudicati e sperimentali, all’insegna dello spettacolo, libero dalla pressione del risultato. Tra i capitolini, orfani dello squalificato Totti, si rivede a centrocampo il greco Tachtsidis. Davanti la coppia Lamela-Destro, con Osvaldo a riposo. Per gli ospiti, formazione al gran completo, col trio offensivo Hamsik-Cavani-Pandev. Dirige Banti di Livorno.

Pronti, via e si infortuna subito Pandev, causa il fortuito contrasto con Burdisso: l’attaccante macedone viene sostituito da El Kaddouri. I ritmi sono blandi e si percepisce immediatamente l’andamento poco combattivo del match. Al minuto 9, Pjanic impegna Rosati su punizione dal limite: è l’unica emozione del primo quarto d’ora.  Al 17° si rende pericoloso anche il Napoli, grazie al suo bomber Cavani. L’argentino è cinico a sfruttare l’errore difensivo della retroguardia romanista, ma impreciso poco dopo a tu per tu con Lobont, calciando a lato non di poco. Sulla scia delle due opportunità descritte, la gara si assopisce inesorabilmente. Gli errori individuali sono molteplici e nessuna delle due compagini sembra trovare il bandolo della matassa. Il cronometro scorre con pigrizia sino a fine primo tempo, scosso unicamente al 47° dal palo improvviso, colto da Destro a porta spalancata, sulla corta respinta dell’estremo difensore napoletano, bravo, in precedenza, ad intercettare la traiettoria a giro del tiro di Marquinho, liberatosi bene all’interno dell’area avversaria. La prima frazione si chiude sullo 0-0. Riprende il gioco e arriva immediato il vantaggio giallorosso, con una vera e propria prodezza di Marquinho: il centrocampista brasiliano si fa artefice di una realizzazione pregevole, scagliando una sassata dalla lunetta con l’esterno del piede destro, su un pallone lasciatogli da Lamela. Al minuto la Roma si porta così sull’1-0. La partita ora guadagna in dinamicità, con i padroni di casa notevolmente più propositivi e rapidi nella circolazione del pallone. Al 13° la firma di Destro sul raddoppio della squadra di casa: il giovane attaccante è bravissimo, a pochi metri dalla linea di porta, ad eludere l’intervento in scivolata di Rolando e a sparare di potenza col sinistro. Rosati tocca, ma non basta: 2-0 all’Olimpico. Gli animi tornano ad acquietarsi e si giunge senza occasioni fino al 40°, minuto corrente sull’errore di Lobont, che su cross di Dzemaili da calcio da fermo, respinge male coi pugni: la palla finisce sui piedi di Cavani che non ci pensa due volte. A porta vuota la spinge in rete e accorcia le distanze. Ne scaturisce un finale ricco di ribaltamenti di fronte che non cambia, però, gli equilibri. La Roma supera di misura un Napoli battagliero fino all’ultimo minuto. Finisce 2-1.

di Mattia Coletti

19 maggio 2013

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