Testa, gambe, cuore e la Roma vince il derby

Testa, gambe, cuore e la Roma vince il derby

E’ il derby delle rivincite, il derby di Di Francesco che ritrova i suoi uomini e non i suoi giocatori, un derby vinto prima con la testa e poi con le gambe. E’ il derby della rinascita di Pellegrini e di Kolarov, il derby che tutta la tifoseria, oggi straordinaria, aspettava e si aspettava. Il derby di una difesa impeccabile, amnesia di Fazio a parte, con Santon in testa, il derby di De Rossi e N’Zonzi finalmente padroni del centrocampo, di Pastore che, fino all’infortunio, svaria sulla tre quarti come nei suoi momenti migliori e di un attacco con El Shaarawy, un po’ sprecone, che fa gli straordinari infilandosi tra le linee dei difensori portando scompiglio e paura.

Tutta la Roma ha girato a mille se si eccettuano i primi venti minuti in cui la Lazio ha tentato di avvicinarsi alla porta avversaria ma senza essere mai veramente pericolosa.

I tre gol, tutti splendidi, hanno riportato serenità e compattezza e sono il punto da cui ricominciare una stagione difficile e piena di impegni.

 

Pelle tacco – La Lazio parte spavalda cercando di perforare il muro della difesa romanista verticalizzando il gioco per cercare l’uomo libero specie sulla fascia sinistra. Ci prova Immobile al 3’ con un destro al volo anticipato da De Rossi in angolo.

La Roma sembra spaccata a metà con De Rossi e N’Zonzi a difendere ma senza inventare trame di gioco pericolose se si eccettuano alcune incursioni di El Shaarawy neutralizzate dalla difesa avversaria.

Al 12’ Milinkovic-Savic verticalizza sulla sinistra per Lulic che crossa all’interno dell’area per Luis Alberto il cui sinistro viene mandato in angolo da Fazio. Doppia occasione per gli ospiti al 18’ con Marusic che aggancia la deviazione di De Rossi sul tiro di Luis Alberto ma la palla finisce di poco a lato. Sull’angolo di Luis Alberto Immobile lascia partire un destro insidioso che Santon manda di nuovo in angolo.

Al 21’ è Rocchi a meritarsi il cartellino rosso. Fischia un fuorigioco a Milinkovic-Savic su rimessa laterale dimenticando alcune pagine del regolamento. E’ un episodio che fa da spartiacque, da qui in poi la Roma innesta la marcia che cambia il volto della partita.

Al 24’Dzeko fa tutto da solo. Dalla sinistra si invola verso l’area avversaria, si accentra beffando sia Lucas Leiva che Acerbi e va al tiro con una palla troppo centrale che non trova il giro giusto. Un minuto dopo è Pastore, sul filo del fuorigioco, a farsi respingere un destro velenoso.

Dopo un’azione magistrale sull’asse El Shaarawy-Dzeko Luiz Felipe chiude in scivolata su Florenzi pronto ad insaccare.

Al 28’ su angolo dalla destra di Pastore N’Zonzi impatta di testa la palla che diventa un assist per De Rossi che, in spaccata, non inquadra la porta.

Al 30’ occasionissima per El Shaarawy che, a due passi dalla porta, non impatta per un centesimo di secondo il cross di De Rossi. Al 35’ Pastore si fa male e chiede il cambio, al suo posto entra Pellegrini uno dei protagonisti di questo derby.

Proprio lui, con tacco destro fulminante, insacca il vantaggio giallorosso. Lo stacco di Dzeko innesca El Shaarawy che lotta con con Luis Felipe, Strakosha esce a vuoto e Caceres ciabatta il rinvio lasciando spazio a Pellegrini che esulta con le mani alle orecchie.

Finisce il primo tempo che lascia la sensazione di una Roma ritrovata, convinta e determinata.

71’ – La ripresa continua sulla falsa riga della fine del primo tempo con la Lazio che cerca ripartenze e la Roma a fare gioco specie sulla destra con Florenzi.

Al 67’ follia di Fazio che cincischia sulla destra tallonato da Immobile che gli ruba palla e, spietatamente, trova il pareggio con un diagonale micidiale per Olsen.

Dura poco la festa biancoceleste, Pellegrini viene atterrato da Badelij centralmente quasi al limite dell’area di rigore. Kolarov guarda trucemente Pellegrini che si allontana velocemente dalla palla e va alla battuta. Parte un missile terra aria che non dà scampo a Strakosha ed è raddoppio giallorosso. Il serbo, emulo di Selmosson, segna il secondo gol in un derby, primo nella Roma ed esulta a braccia aperte davanti alla tribuna Monte Mario esattamente al minuto 71.

La Roma non si ferma più. Inzaghi prova il tutto per tutto con la mossa Caceido al posto di Lulic ma è la Roma a dominare il campo. Arriva anche il terzo gol con Pellegrini ancora protagonista.

Cross dalla destra pennellato per la testa di Fazio che si riscatta alzandosi in cielo e scaraventando la palla alle spalle di Strakosha per il tre a uno finale.

La Roma vince meritatamente una partita considerata da molti un dentro o fuori.

Un aut aut troppo in anticipo per Di Francesco e la sua squadra che ritrova serenità e convinzione, spirito di squadra da coltivare per il prosieguo della stagione.

 

Meritano 2duerighe:

  Pellegrini: Subentra a Pastore nello stesso ruolo da trequartista e spacca il derby: gol di tacco sotto la nord, si prende la punizione da cui nasce il missile di Kolarov e pennella l’assist per la testa di Fazio che sancisce la fine della partita e la sua rinascita. Cuore giallorosso.

Lazio: tentano di impensiere i giallorossi nei primi venti minuti ma hanno paura di affondare. Si arrendono alla macchina perfetta che è stata la Roma di oggi e subiscono la nemesi del minuto 71 capitolando quando vedono esultare a braccia aperte Kolarov. Sparring partners.

 TABELLINO

ROMA – LAZIO 3-1

ROMA (4-2-3-1): Olsen, Kolarov, Fazio, Manolas, Santon, N’Zonzi, De Rossi (74’ Cristante), El Shaarawy, Pastore (37’ Pellegrini), Florenzi (83’ Juan Jesus), Dzeko. All.: Di Francesco.

LAZIO (3-5-2): Strakosha, Luis Felipe, Caceres, Acerbi, Marusic, Parolo (53’ Badelij), Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic (82’ Caceido), Luis Alberto (53’ Correa), Immobile. All.: Inzaghi.

Marcatori: 45’ Pellegrini (R), 67’ Immobile (L), 71’ Kolarov (R), 86’ Fazio (R)

Ammoniti: Olsen, Dzeko, Pellegrini (R), Badelij (L)

Arbitro: Rocchi di Firenze

 

 

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