Cantiere Roma

Cantiere Roma

Negli ultimi anni, quelli della gestione a stelle e strisce, la sessioni di mercato della Roma sono sempre state abbastanza particolari.

Sono sbarcati nella capitale giocatori di spessore come Nainggolan, Kolarov, Pjanic, Dzeko, Salah, Manolas per citarne alcuni, altri arrivati in sordina ma dal talento cristallino come Lamela,  Marquinhos, Alisson, Under ed anche il vivaio giallorosso ha dato i suoi frutti con la conferma di Florenzi, la prospettiva di Luca Pellegrini ed il rientro dopo la breve parentesi fuori le mura di Lorenzo Pellegrini.

Tutto rose e fiori?

Non proprio, ci sono state cessioni tanto importanti quanto discusse (quelle che praticamente dividono la tifoseria), la partenza di Szczęsny dopo un anno da protagonista (non scordiamoci che senza la sua partenza, assai discussa, non sarebbe esploso quel fenomeno di Alisson), quella di Salah verso Liverpool dove si è affermato uno dei giocatori offensivi più forti in circolazione o quella di Pjanic ai rivali della Juventus , insomma Baldini e Sabatini prima e Monchi in questo periodo hanno sempre reso la finestra di mercato uno spettacolo molto interessante.

Spostiamoci sul presente quindi sull’era Monchi e poniamo la nostra lente d’ingrandimento sul mercato estivo in corso, quello che si chiuderà a breve analizzando ogni centimetro di campo.

La speranza tra i pali

Senza girarci intorno, la Roma ha perso uno dei portieri più forti al mondo; trovare spunti positivi alla cessione di Alisson è davvero difficile, il brasiliano è infatti giovanissimo per il suo ruolo ed ha dimostrato di saper difendere la porta in maniera eccellente oltre a saper usare i piedi come pochi.

Le sue buone prestazioni hanno attirato l’attenzione del Real Madrid in primavera, Alisson si è subito mostrato interessato al trasferimento ma dopo l’addio in pancina di Zidane e la partenza di Ronaldo, nella capitale spagnola hanno preferito confermare Navas e risolvere prima altre questioni per rimandare la pratica portiere ad agosto virando magari su Courtois.

Alisson non è sul mercato ma non è nemmeno sicuro di rimanere a Roma, Monchi prende tempo e fissa il prezzo, il brasiliano non è convinto del progetto Roma e dalla Premier arrivano le offerte del Chelsea e del Liverpool, mini asta e per 75 mln Alisson (arrivato a Roma per 8 mln) raggiunge Salah a Livepool.

La Roma fa cassa, plusvalenza riuscita per un giocatore sicuramente di notevole prospettiva ma con una sola stagione alle spalle ed un mondiale senza troppi acuti come del resto tutto il Brasile.

Il mondiale, nonostante l’assenza della nostra nazionale, facilita il lavoro di Monchi, scartata l’ipotesi Areola per 12 mln (compresi bonus) la scelta ricade sull’estremo difensore della Svezia: Robin Olsen.

Lo svedese, ex  København, gioca un ottimo mondiale, ha una quarantina di presenze in Champions, 1.98 di altezza e la giusta esperienza ma con tutto il rispetto l’Alka Superligaen non è proprio la nostra Serie A…attendiamo fiduciosi.

Come se non bastasse Skorupski chiede spazio, vuole giocare ma quella alle porte, specie dopo la cessione di Alisson, non è la stagione giusta per provarlo quindi Monchi sbroglia il nodo mandandolo a Bologna , nella capitale arrivano Mirante (35 anni, esperienza e senza le pretese di un classe 91) e 5 mln, la Roma ha risolto anche il problema secondo.

Lobont chiude la sua carriera e serve anche un terzo portiere, per 500.000 euro Monchi pesca in Brasile: Fuzato, ex Palmeiras classe 97.

Il rinforzo olandese

Movimento tra i terzini, almeno fin adesso, in casa Roma non c’è stato e probabilmente non ci sarà.

Partiamo dalla sinistra, Kolarov sarà il titolare e la speranza è quella di rivederlo in forma come la scorsa stagione ma data l’età anagrafica del serbo, il numero di partite giocate tra campionato, coppa e nazionale la cosa non è così scontata. A far rifiatare il terzino dovrà pensarci uno tra Luca Pellegrini, prodotto del vivaio dalle spiccate qualità per quel poco visto fin ora e Santon in cerca di riscatto dopo le stagioni da dimenticare con l’Inter, un giorno magari capiremo il perché della scelta di Monchi a riguardo.

Sulla destra, almeno inizialmente, ci sarà Florenzi passato da Bello di nonna a 30 denari dopo il tira e molla sulle cifre del rinnovo (una situazione gestita in maniera opinabile).

Gli occhi quest’anno, per quanto riguarda la fascia destra, sono tutti su Rick Karsdorp, arrivato per 14 mln più bonus la scorsa stagione  l’olandese si è visto in una sola a causa dell’infortunio al crociato rotto del ginocchio sinistro.

In Olanda si parlava benissimo di lui, 23 anni e nell’orbita della nazionale maggiore, ci auguriamo di vederlo protagonista.

In uscita, oltre a Castan, Bruno Peres che in due stagioni non è riuscito a confermarsi il terzino visto a Torino quindi la Roma ha accettato la proposta di prestito del San Paolo con diritto di riscatto fissato a 8 mln.

Manolas è la certezza

Lo scorso anno era ad un passo dal trasferimento in Russia, allo Zenit, quest’anno vicino al Chelsea e alla suggestione Premier League ma il futuro di Manolas sembra essere solo giallorosso.

Dopo il goal che ha regalato l’accesso in semifinale di Champions contro il Barcelona di Messi, il greco, con poche dichiarazioni e con veri e propri fatti, ha ribadito la sua volontà di rimanere nella capitale per far coppia insieme a Fazio.

Le situazioni che ballano in uscito sono due, la prima è legata a Juan Jesus: il brasiliano ha dato buoni segni di crescita e discreti di sicurezza ed adattamento (volendo può giocare esterno), vorrebbe rimanere a Roma ma la società non sembra interessato a tenerlo, Mazzarri lo ha messo in cima alla lista dei preferiti, Torino potrebbe essere la città giusta.

Ultimo nodo in difesa, seppur di minor conto, è quello dello slovacco Gyomber con presunto trasferimento in Spagna, direzione Leganes.

I volti nuovi per la retroguardia arrivano dalla Francia e dal Portogallo: dal Porto arriva Marcano, leader difensivo  dei Dragões, preso a parametro zero, buona dose d’esperienza, capace di andare in rete, una buona riserva per i titolari Manolas e Fazio.

In difesa il progetto “linea verde” di Monchi porta il nome di Bianda, diciottenne francese ex Lens,  con solo cinque presenze in Ligue 2, un talento (si spera) tutto da scoprire.

Senza in Ninja

La partenza di Nainggolan è sicuro il tema chiave se si parla di centrocampo Roma, benissimo sotto la guida di Spalletti, molto bene con Di Francesco, giocatore capace di sradicare palloni per poi far ripartire la squadra e come se non bastasse un buon feeling con il goal. Calcisticamente parlando Radja è un giocatore completo, perfetto tolte alcune sbavature, un titolare per gran parte delle squadre europee (tolta la sua nazionale a quanto pare); umanamente il belga ha conquistato la tifoseria con il suo carattere guerriero, il suo “poco amore” per la Juventus e l’attaccamento alla maglia, praticamente un romano adottato.

Venderlo ha spaccato una città, venderlo all’Inter peggio ancora, cederlo a quel prezzo poi non ne parliamo, una catastrofe insomma.

Il perché della cessione è uno di quei dilemmi che più ci pensi più non trovi soluzione quindi rimaniamo sulla tesi più attendibile: i comportamenti extra rettangolo verde di Naingollan minavano equilibrio dello spogliatoio? Qualora i suoi comportamenti non piacevano alla società perché usare la sua immagine per la nuova campagna abbonamenti?

Da pedina inamovibile il belga diventa un problema.

Spalletti lo vuole, le offerte da altri club stranamente non arrivano e la Roma non può permettersi di pagare uno stipendio così alto per tenere un giocatore fuori rosa quindi Radja vola a Milano, sponda nerazzurra.

Monchi dopo aver preso Coric (nella speranza che la generazione di fenomeni croati comprenda anche il ventunenne ex Dinamo Zagabria) e Cristante (spesa di 30 mln per averlo nella capitale) porta a Roma Pastore, non il nome che tutti ci aspettavamo per sostituire Nainggolan ma l’argentino potrebbe in realtà rivelarsi l’arma in più se usato da trequartista, dubbi sul suo impiego da mezz’ala.

Nella zona mediana del campo serve un regista ma Di Francesco è stato chiaro, la rosa va sfoltita prima di prendere un altro giocatore.

De Rossi e Strootman non partiranno da Roma per motivi differenti tra loro, Pellegrini è un bene da tutelare data l’età ed il valore, Gerson è gia stato girato in prestito a Firenze quindi l’unico nome papabile è quello di Gonalons.

Il francese non ha fatto bene con la casacca giallorossa, un giocatore lontanissimo da quello visto a Lione, il perché non è molto chiaro ma di certo c’è il fatto che è sul mercato.

Lo stipendio alto non facilita il lavoro di Monchi, l’interesse del Marsiglia di Garcia non è stato ricambiato da Gonalons che tornerebbe in patria solo per vestire la maglia del suo ex club, una destinazione  probabile potrebbe essere la Premier League ma non è da escludere la sua permanenza a Roma.

Qualora dovesse partire l’ex Lione la Roma tenterebbe l’assalto finale a N’Zonzi, fresco campione del Mondo e con caratteristiche perfette per il ruolo richiesto dal mister: abile nel recuperare palloni, sa impostare il gioco ed un notevole tiro dalla distanza.

Il piano B per Monchi è il ventiduenne maliano Diadie Samassékou del Salisburgo, valutato poco sotto i 20 mln, cercato anche dal Milan ma la tifoseria giallorossa si aspetta giustamente qualcosa di più.

Ne manca uno?

In attacco la certezza è Dzeko, fondamentale nella scorsa stagione con 24 reti tra campionato e coppa il bosniaco ha preso letteralmente per mano la squadra nonostante il siparietto di gennaio che lo vedeva già a Londra con Palmieri alla corte di Conte.

Zaniolo, arrivato dall’Inter nello scambio Nainggolan, si è da poco aggregato alla squadra causa Europei Under 19, l’ex neroazzurro non andrà in prestito nella speranza di assicurarsi una buona fetta di minutaggio dati i tanti impegni della squadra.

Chi è “costretto” a fare bene onde evitare lo spauracchio del flop è Patrik Schick, partito male nella scorsa stagione il ceco al momento rievoca solo il goal divorato sullo scadere del match contro la Juventus a Torino.

Le uscite estive mostrano segni confortanti, tralasciando le reti e gli assist che nelle partite di preparazione non contano molto il ceco sembra in forma e finalmente in sintonia con la squadra ma per un cartellino pagato 42 milioni serve ben altro.

Under deve riconfermare il buon lavoro fatto da gennaio in poi, Verde ha già le valigie pronte per Valldolid e l’unico sostituto naturale al turco sembra essere Florenzi .

Sulla destra manca effettivamente una pedina, tanti nomi accostati alla Roma dopo la telenovela Malcom, si parte dai gioielli della Bundesliga Pulisic e Bailey, si passa per Suso per arrivare al Boca Junior con la nuovissima suggestione Pavon.

Sulla sinistra invece le cose sono completamente differenti, uno potrebbe essere addirittura di troppo; Kluivert è la novità, l’olandese ha un nome pesante sulla maglia, nessun dubbio sulle sue qualità oltretutto l’Ajax solitamente è garanzia di qualità e quindi incrociamo le dita e diamo tempo al diciannovenne di ambientarsi in un campionato non dei più semplici.

Perotti potrebbe essere sacrificabile sul mercato dopo l’evidente voglia di El Shaarawy di non lasciare la capitale ed in questo momento il “faraone” sembra essere addirittura in vantaggio sia sull’argentino sia su Kluivert per un posto da titolare.

Termina, almeno per un anno, la deludente esperienza di Defrel (arrivato a Roma per una cifra assurda di 23 milioni), il francese è stato girato con prestito oneroso alla Samp (1.5 mln con prezzo di riscatto fissato a 18).

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