Doppietta Cancellara: la locomotiva di Berna conquista anche il capolinea della Roubaix!

Altra domenica, stesso risultato: Cancellara mette tutti in fila anche alla Parigi – Roubaix. Se c’è una notizia sorprendente, questa non è certo la sua vittoria, ma il fatto che non sia arrivato in solitaria nel velodromo finale. Sep Vanmarcke – secondo all’arrivo – ha rovinato la passerella finale allo svizzero, incollandosi alla sua ruota. Nei giorni che hanno preceduto la corsa Cancellara aveva dichiarato: “bisogna trovare il giusto feeling con il pavé” e dopo questo terzo sigillo (come Merckx, Museeuw e Moser) vien quasi da pensare che abbia messo l’anello al dito delle scomode pietre del Nord.

I corridori in corsa sapevano bene che bisognava tirar fuori il coniglio dal cilindro per battere lo svizzero. Così, quando si innesca la fuga buona, le formazioni più forti, Sky e Omega Pharma – Quick Step, mandano Hayman e Steegmans in avanscoperta con O’Grady e Koreztky. La RadioShack è consapevole che spetta a lei fare la corsa: gli uomini di Cancellara si mettono in testa al gruppo senza risparmiarsi, proteggendo il loro capitano. I primi tratti di pavé permettono ai corridori di instaurare il giusto feeling con le pietre. Ma ogni tratto è una poesia diversa, una devastante variazione sul tema. Così, quando arriva la foresta di Arenberg, rinomata per un pavé difficilissimo da domare, molti sono costretti a cedere sotto l’azione decisa di Phinney.

A 73 km dall’arrivo Pozzato perde le ruote dei migliori a causa di una caduta (riuscirà a rientrare prima di staccarsi nuovamente). Ma è negli ultimi 60 Km che la corsa si infiamma: scatti e contro-scatti si susseguono per provare ad anticipare Cancellara, per non scortarlo quasi fino all’arrivo come al Fiandre. Lo svizzero rimane senza compagni di squadra e in un tratto di pavé lancia in prima persona una trenata per testare la condizione dei suoi avversari; l’andatura aumenta fatalmente e per i fuggitivi non c’è nulla da fare. Il gruppo si fraziona e la Omega Pharma sembra azzeccare tutte le mosse, ritrovandosi  con Vandenbergh al comando insieme a Vanmarcke; Stybar, con Langeveld, Gaudin, Flecha, Van Avermaet e Paolini subito dietro; infine, Terpstra, con Cancellara, Eisel e Boom. Chavanel rimane indietro.

A 30 Km dall’arrivo Cancellara capisce di dover prendere in mano la situazione: si riporta prima sul gruppodegli immediati inseguitori, e subito dopo sul duo Vandenbergh – Vanmarcke insieme al solo Stybar. A questo punto davanti si ritrovano in quattro, tra cui i 2 della Omega Pharma che vengono (involontariamente) messi fuori gioco dal pubblico. Prima Vandenbergh (pavé della Giustizia), poi Stybar (Carrefour de l’Arbre) si agganciano con uno spettatore perdendo le ruote di Cancellara e Vanmarcke. A 4 km dall’arrivo lo svizzero prova a staccare senza successo il belga, ultimo sopravvissuto. Entrati nel velodromo stracolmo di spettatori, Cancellara si mette a ruota di Vanmarcke, nella posizione ideale per la volata. Ai 200 m conclusivi il belgarompe gli indugi, cerca di costringere la locomotiva di Berna nella parte alta (inclinata) del velodromo, ma deve comunque arrendersi al campionissimo svizzero. Cancellara alza le mani al cielo, mani nere per la polvere, sorriso sul suo volto, smorfia su quello di Vanmarcke. L’immagine della Roubaix 2013 è sicuramente quella di Fabian Cancellara prima disteso sul prato del velodromo, stremato dalla fatica con il volto ridotto ad una maschera di polvere, poi preso sottobraccio fino alla zona premiazione, incapace quasi di camminare sulle proprie gambe, e infine sul podio, sorridente con il trofeo tra le mani. Tre immagini che rappresentano, da sole, il contributo umano alla poesia di più di 50 km di pavé. Manca solo un tocco di rosa al palmares del formidabile Cancellara e per rimediare, infatti, a Maggio sarà alla partenza del Giro d’Italia.    

 

Giacomo Di Valerio

7 aprile 2013

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