Riccardo Riccò: c’eravamo abbastanza amati (Parte Prima)

Giro d’Italia 2008 Gli appassionati di ciclismo imparano a conoscere Riccardo Riccò, scalatore di Formigine che ha tutta l’aria di essere un predestinato. Riccò chiude il Giro d’Italia subito dietro a Contador, dopo aver vinto la seconda (Cefalù – Agrigento) e l’ottava (Rivisondoli – Tivoli) frazione, dimostrando di essere il più forte in salita.

Il Cobra, però, si mette in luce anche per i suoi commenti velenosi. Nella diciannovesima tappa, (al termine della quale arriverà a soli 4” in classifica da Contador), stacca per l’ennesima volta il pistolero spagnoloe nel post gara attacca Sella e Pozzovivo, rei di aver aiutato il rivale in salita: “volevo chiedere a Sella e Pozzovivo se facendo quella tirata vincono il Giro. Contador trova sempre qualcuno che lo aiuta, questa volta mi hanno detto Sella e Pozzovivo. Loro dovevano stare a ruota e sfruttare il lavoro di Contador. Volevo aggiungere che qualcuno ha detto che Contador è il più forte in salita, ma da me si è sempre staccato in questo Giro.” Fatto sta che il pistolero spagnolo, nella cronometro finale (Cesano Maderno – Milano), rifila 1’ 53” al Cobra, vincendo la Corsa Rosa. Sembra chiaro a tutti, comunque, che la vittoria di un grande giro per Riccò sia solo rimandata.      

Tour de France 2008 Il formidabile scalatore di Formigine stupisce tutti anche nella corsa francese, pedalando da protagonista. Primo a Super Besse, il Cobra avvelena d’emozioni i tifosi italiani anche sui Pirenei (nona tappa): sul Col d’Aspin fa letteralmente il vuoto dietro di sé, guadagnando 1’ 20” in soli 3 km di salita, stravincendo la tappa proprio laddove Marco Pantani, nel ’98, iniziò a costruire il vantaggio che lo fece trionfare alla Grande Boucle. I tifosi italiani si innamorano di lui sempre di più, ogni chilometro che passa; ad alcuni le sue movenze ricordano addirittura l’amatissimo Pirata. Il paragone non è avventato, anzi: il Cobra è un incantatore, prima di scattare guarda velenosamente l’avversario, lo sfida (Pantani gettava via la bandana), poi si alza sui pedali con le mani spesso basse sul manubrio (come il Pirata) e altrettanto velenosamente lascia partire l’attacco decisivo, allontanandosi all’orizzonte, avvicinandosi ai cuori dei tifosi. Il sogno degli appassionati, se possibile, diventa ancora più emozionante. Marco aveva avvicinato migliaia di tifosi al mondo della bicicletta e aveva lasciato un vuoto incolmabile quando si era tolto la vita (versione ufficiale dei fatti) il giorno degli innamorati nel 2004. Riccò emoziona e insieme riesce a far rivivere nei tifosi il ricordo del Pirata. Ma una differenza c’è tra i due: Il Cobra viene spesso accusato all’interno del gruppo di non avere alcun rispetto, di essere eccessivamente strafottente e irriverente.

17 Luglio 2008. Dopo il Giro d’Italia, in video chat a Gazzetta.it, Riccò spende qualche parola anche sul doping: “in questo Giro c’erano tutti i migliori, per questo è stata un’edizione livellata. Siamo super controllati. Il ciclismo è uno sport dove si vede la fatica, avete visto anche voi le facce quando arrivavamo, erano segno di grande fatica e di grandi sacrifici.” Purtroppo però, la tempesta è vicina: nella dodicesima tappa del Tour de France Riccardo Riccò viene trovato positivo al CERA, EPO di terza generazione. Lui non si perde d’animo e invita i tifosi a fare lo stesso: “Tornerò, e sarò più forte di prima.” Il 31 Luglio viene sospeso con effetto immediato dalle corse e successivamente inibito per 20 mesi, fino al 18 Marzo 2010. I tifosi, pazientemente, aspettarono il suo ritorno.

 

Giacomo Di Valerio

29 marzo 2013

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