Roland Garros, anche Djokovic si inchina al nuovo re di Parigi: Stan Wawrinka, il trionfo è solo tuo

Roland Garros, anche Djokovic si inchina al nuovo re di Parigi: Stan Wawrinka, il trionfo è solo tuo

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Lo svizzero vince il Roland Garros al termine di una finale stupenda con grandi colpi da entrambe le parti. Il serbo gioca una gran partita ma è costretto a cedere di fronte alla perfezione del suo avversario e deve rimandare l’appuntamento con la vittoria del torneo parigino ancora mancante nel suo ricco palmares

Parigi è testimone del trionfo di Wawrinka, una vittoria che esalta la normalità. Sì, perché Stan è un ragazzo comune, come tanti, senza il fisico di Djokovic, la corsa di Nadal o la tecnica sopraffina di Federer. Stan è un tennista che ha dovuto formarsi con l’impegno e con il sudore perché quando il Dio del tennis fece tappa più volte nella sua Svizzera preferì incontrare altri suoi connazionali che hanno riscritto le pagine del tennis come Roger Federe o la grande Martina Hingis. Stan allora passa in secondo piano ma non demorde, sa che solo il duro lavoro e la forza di volontà permettono di uscire da quel limbo dei top 20 e niente più che è tanto ambito dai tennisti di mezzo mondo ma che non basta a un vincente come lui. Ed ecco allora che alla soglia dei trent’anni arrivano le prime vere soddisfazioni: vince il suo primo Slam, in Australia nel 2014, e diventa il numero 3 al mondo, però manca sempre qualcosa per essere il migliore, manca la costanza. E le malelingue lo fanno notare: “Uno slam lo vinci perché sei bravo, ma i campioni sono altri” si sente dire. E allora Stan ricomincia a sudare, ogni giorno come se fosse il primo di una carriera ancora priva di trofei, e vince una Coppa Davis da protagonista in coppia con quel Federer che spesso gli ha rubato la scena ma che è anche suo grande amico. E poi arriva qui a Parigi, in un torneo dove al massimo si era spinto fino ai quarti, e contro ogni pronostico demolisce proprio il suo amico Roger e giunge in finale, ma sempre da sfavorito, perché anche con Djokovic sembra non esserci storia. Ma la storia viene riscritta da Stan Wawrinka con un match perfetto.

Già dai primi scambi si capisce a che partita di lusso si potrà assistere. Nessuno dei due finalisti si tira indietro, i colpi sono già spettacolari e l’equilibrio prosegue fino al 3 pari. Un momento di distrazione per Wawrinka permette a Djokovic di trovare il break a zero. Il serbo va poi a servire per il set: Stan è sotto 40-15 ma recupera fino ad avere una palla per riaprire il set, il numero uno al mondo però dimostra di esserlo e con freddezza e lucidità vince il parziale per 6-4.

Nel secondo set Wawrinka sembra più in palla ma sbaglia troppo nei momenti decisivi. A quasi ogni turno di servizio dell’avversario ottiene almeno una palla break, ma le spreca tutte malamente. Stan però sul 5-4 con il servizio di Djokovic non sbaglia e si porta a casa il set rimettendo la partita in parità.

Il serbo è nervoso, trova grandi colpi ma Wawrinka è sempre un gradino sopra. Lo svizzero è in grado di indurlo all’errore sempre più spesso e comincia a macinare punti con quel suo rovescio a una mano che l’ha reso famoso, un colpo potente, preciso, imprendibile, da far vedere in tutte le scuole di tennis. Gli errori di Djokovic si fanno sempre più frequenti mentre i vincenti di Wawrinka crescono. Nel terzo set prosegue la tendenza del secondo con lo svizzero che tiene sempre con sicurezza la battuta e il suo avversario che invece fa sempre più fatica. Alla fine è ancora Stan a prevalere, 6-3 e trionfo sempre più vicino.

Ma a inizio quarto set Wawrinka si rilassa, errore che può essere imperdonabile contro Djokovic che infatti si porta sul 3-0. Stan ritrova la concentrazione e pareggia subito e da questo momento ha inizio un finale spettacolare fatto di colpi magistrali e occasioni per chiudere da entrambe le parti. Lo svizzero trova due palle break per il 4-3 ma Djokovic fa il campione, le annulla e tiene la battuta.  Sul servizio di Wawrinka il serbo ha addirittura tre palle per chiudere il game e andare a servire per il match ma non ne sfrutta neanche una e nel turno in battuta successivo perde il servizio al termine di uno scambio infinito che Stan vince con il suo proverbiale rovescio. In un game ricco di tensione Wawrinka va a servire per il titolo, manca il primo match point, annulla la palla del 5-5 e al secondo tentativo la vittoria è solo sua. Stan entra nella storia al termine di una partita perfetta mentre per il serbo il Roland Garros sembra stregato. Tre sconfitte in finale per lui al torneo parigino, l’unico del Grande Slam che ancora gli manca.

Novak Djokovic ci aveva creduto come non mai dopo aver demolito Rafa Nadal nei quarti di finale ma sulla sua strada ha trovato un insuperabile Wawrinka, troppo forte per chiunque quando gioca così. Lo svizzero ha mostrato tutta la sua essenza di guerriero perfettamente riassunta nella frase di Samuel Beckett tatuata con fierezza sul suo avambraccio: Ever tried. Ever failed. No Matter. Try again. Fail again. Fail better. (Hai sempre provato. Hai sempre fallito. Non importa. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.). E da oggi poco importa se non hai il fisico da campione, poco importa se sei spesso sei incostante, poco importa se sei entrato tra i grandi del tennis solo quando eri vicino ai trent’anni. Non ti sei mai arreso e da oggi, caro Stan, il nuovo campione di Parigi sei tu!

Lorenzo Vailati 

9 giugno 2015

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