Tom Boonen: monsieur Roubaix doma “l’inferno del Nord”

Il belga della Quickstep domina l’ultima classica del pavè con un allungo micidiale ai meno 52. Ancora (solo) piazzati gli italiani

Il pavè e il Nord sono cosa sua: quarta Roubaix in bacheca e quarta classica consecutiva in stagione. Dopo la Harelbeke, la Gand Wevelgem e il Fiandre Tom Boonen, idolo dei fiamminghi e del Belgio intero, domina senza discussione l’ultima grande classica del nord, staccando tutti con una progressione che ha dell’eccezionale. In una gara caratterizzata dall’assenza di pioggia e dalla fuga di un buon gruppo già dalle prime battute, il 32enne di Mol stacca tutti gli avversari quando nessuno si sarebbe immaginato un’azione simile e arriva, in solitaria e acclamato, al velodromo di Roubaix con un vantaggio superiore al minuto e mezzo sugli inseguitori.

 

Alle sue spalle si piazzano il francese Turgot e l’italiano Ballan che mancano il momento giusto per colmare il buco creato da una indecisione del gruppeto di testa nel momento in cui Boonen accelera con il compagno Terpstra e segna il punto di svolta della giornata. La titubanza, forse nata da un battibecco tra lo stesso italiano della Bmc e Filippo Pozzato – poi caduto e ritiratosi – permette al belga di guadagnare prima pochi secondi e poi, approfittando della poca convinzione e collaborazione degli inseguitori, di accrescere il vantaggio fino all’incolmabile minuto e mezzo finale. Quello che impressiona dell’azione del campione fiammingo è la convinzione con la quale è riuscito a ottenere un successo che lo inserisce di diritto nell’olimpo del ciclismo: testa bassa, niente guanti, tratti in pavè affrontati con una sfrontatezza che rasenta la pazzia. Non pochi sono stati i corridori “sacrificati” alla causa della corsa e nei 27 tratti di pavè, terribili: ne hanno fatte le spese, tra gli altri, lo stesso Pozzato, Yaroslav Popovich, De Haes e Van Keirsbulk, questi ultimi crollati nella terribile Foresta di Arenberg, affrontata con una foga fin troppo sfrontata.

Ancora una volta, come successo al Fiandre, alla Gand e alla Milano-Sanremo, solo ottimi piazzamenti per gli italiani. La costante di questo anno, se si eccettua la vittoria di Nibali alla “Due Mari”, sembra essere sempre la stessa: ottimo lavoro in corsa che sfuma sempre nel momento decisivo, per diverse ragioni, ma che non permette il salto di qualità ai nostri connazionali. Detto di Pozzato – sfortunatissima la sua caduta in curva – e di Ballan, terzo per un nulla, forse millimetri, c’è da registrare l’ottimo settimo posto per Matteo Tosatto, a 3’31” dal leader.

Con questo successo Boonen raggiunge il connazionale Van Vlaeminck negli annali della corsa con 4 successi e aggiorna il suo palmares eccezionale composto, tra l’altro, di 3 Giri di Fiandre, 5 Harelbeke, 3 Gand Wevelgem, 6 tappe al Tour de France e 2 alla Vuelta, oltre alla classifica a punti al Tour 2007.

E c’è da scommetterci che non sarà l’ultima vittoria…

Luca Bolli

9 aprile 2012

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