Tirreno-Adriatico: un “cielo” magnifico sopra Terni

E fanno due: due tappe, altrettante vittorie. Prima Cavendish, ora Boasson Hagen. È lui il re di Terni. Domina la volata in Corso del Popolo e consegna di fatto il titolo di squadra ammazza corse al Team Sky, vera e propria corazzata del ciclismo moderno: non dominerà i grandi giri, ma nelle classiche e nelle brevi corse a tappe è senz’altro la formazione da battere (domina anche la Parigi-Nizza con Wiggins).

Tappa piatta quella da Indicatore a Terni, con nessuna asperità e solo qualche sali scendi in prossimità della zona del Trasimeno fino ad arrivare a Marsciano, in provincia di Perugia, poi uno strappo a Todi, che non fa la differenza. L’azione del giorno è di Filippo Savini, della Colnago, che scatta fin dai primi chilometri e mantiene, per molto tempo, un vantaggio intorno ai 7′. Al rifornimento di Castiglione della Valle, a due passi da Perugia, il distacco del gruppo compatto è ancora costante. A 30 km dal traguardo l’avventura del giovane italiano finisce sotto i colpi degli inseguitori e a causa di un vento forte, troppo forte per tentare di resistere da solo, senza protezione. Le squadre dei velocisti questa volta non hanno una buona organizzazione e nessuno riesce a formare un “treno” capace di portare un velocista fin sul rettilineo d’arrivo: con questa situazione è tutto in mano all’estro dei singoli. Cavendish lascia via libera a Boasson Hagen, che aveva “scortato” il campione del mondo fin sull’arrivo di Indicatore, nella giornata di giovedì: a lottare con lui ci sono i vari Farrar, Greipel, Modolo, Oss. All’ultima curva Robert Hunter, della Garmin Barracuda, tenta un allungo impossibile e viene puntualmente recuperato dai velocisti più coperti. Sulla linea d’arrivo il ventiquattrenne norvegese vince di forza precedendo Greipel, Sagan e Farrar. Primo degli italiani è il cesenate Manuel Belletti, della AG2R La Mondiale, ancora una volta quinto, come Modolo il giorno prima. Il leader della classifica generale, Matthew Goss, è sesto e mantiene il primato. Oggi prima salita vera della corsa, con l’arrivo di Chieti che presenta pendenza importanti negli ultimi metri: a 2 km dall’arrivo si sale verso il traguardo di Corso Marrucino con strappi che vanno dal 14 al 19% di pendenza. Facile aspettarsi attacchi dagli uomini di classifica. Kreuziger è messo meglio di tutti come distacco; Scarponi, se non dovesse risentire della botta di giovedì alla mano, tenterà l’allungo nel suo “habitat” naturale; Evans potrebbe saggiare la gamba in vista di tappe più appetitose; magari un uomo Euskadi allungherà non appena la strada inizierà a salire, come altre volte ci hanno abituato a vedere. Nibali invece è tutto da scoprire: fin qui coperto e in ombra, si è un po’ lamentato per la modifica (forse decisiva) apportata al percorso di giornata. Via il Passo Lanciano a causa delle proibitive condizioni meteo e della neve ancora presente lungo il percorso e, al suo posto, altri chilometri meno impegnativi ma che comunque non modificano la lunghezza totale della tappa, di ben 252 km.

Luca Bolli

10 marzo 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook