PSG- Inter: vola a Parigi la coppa dalle grandi orecchie
Cala il sipario anche sulla settantesima edizione della Champions League, con una partita destinata ad entrare negli annali, ancora più di quanto non spetti già di diritto ad una finale della prima competizione europea. Nell’immediato pre partita, i pronostici pendevano con fermezza verso Parigi, ma neppur il più grande analista avrebbe potuto prevedere l’esito che si è poi concretizzato nei 90 minuti più lunghi della storia nerazzurra. Parlare di una partita è forse usare un eufemismo, sembrando più opportuno riferirsi ad un allenamento che il PSG ha avuto il piacere di svolgere, contro una squadra mai scesa in campo. Un risultato da far impallidire i meneghini: 5-0 secco, senza mai neppure la parvenza di un’illusione di recupero. L’Inter arriva a Monaco avendo già pagato lo scotto di un campionato regalato al Napoli, ma forte per lo meno dell’entusiasmo della gara contro il Barcellona, che avrebbe se non altro dovuto caricare la squadra verso il completamento di un percorso da sogno. E invece la realtà si mostra in tutto il suo cinismo e i nerazzurri rimangono inermi davanti ad un Paris Saint Germain che sembrava essere anni luce superiore, in tutto: velocità, intensità, agonismo, tattica, tecnica… già dai primissimi secondi i francesi hanno fatto capire che la partita era studiata nei più meticolosi dettagli, mostrando una tecnica quanto meno insolita sui campi da calcio. La scelta di lanciare il pallone, già sul calcio di inizio, in fallo laterale costringendo l’Inter ad impostare dal basso per poter fare pressing alto, è infatti sintomatico della cura e dell’intelligenza tattica di Luis Enrique, che esce da questo incontro con un riconoscimento degno della sua storia. E allora la gara è indirizzata fin dall’inizio, specie considerando il vantaggio di due reti che ha rasserenato i francesi dopo appena venti minuti. A quel punto, blackout totale per l’Inter: la squadra perde la propria identità, non rimane neppur l’ombra del percorso fatto in campionato come in Champions, la solidità e la grinta sfoggiate contro il Barcellona, ormai un lontano ricordo. A fronte di una disfatta pietosa, dall’altra parte la squadra di Luis Enrique dà invece sfoggio del giuoco del calcio in tutte le sue sfaccettature; la sicurezza della partita ha infatti permesso l’emersione di tutte le qualità individuali, a volte inibite in gare così importanti. Dal goal dell’ex Hakimi che ha aperto le danze, al 5-0 siglato dal classe 2006 Mayulu, passando per Doué che, non ancora ventenne, si è imposto con la sicurezza di un veterano. Un piacere allora veder giocare i parigini per gli amanti del calcio, un po’ meno per i rivali meneghini, che escono malconci, ma comunque sulle proprie gambe. Non sarà infatti questa sconfitta a cancellare il percorso di Inzaghi e dei suoi, arrivati a fine campionato senza più benzina, ma certi di aver donato a questa stagione tutto quanto fosse nelle loro possibilità. Per questo gli applausi degli avversari, ed in primis di mister Enrique, non sono solo convenevoli, ma riconoscimento meritato; d’altronde in questo sport bisogna prendere atto della bravura avversaria, bisogna saper riconoscere quando, sia pure in una sera particolare, gli avversari non hanno neppur permesso di giocare la partita, stante la strapotenza esplicatasi in ogni zolla del campo.
Doloroso vedere in lacrime calciatori nella loro ultima possibilità di disputare queste tipologie di partite, ma per lo meno incentivo per la società a rinnovare il progetto, di prendere atto della fine di un ciclo e proiettarsi dunque verso nuovi orizzonti, andando a rinfrescare quella che è la squadra con l’età media più alta di Europa.
Senza ora concentrarsi sulla sconfitta, si celebri la vittoria della prima Champions League del Paris Saint Germain, più che meritata, e si celebri soprattutto il lavoro magistrale di Luis Enrique, che in un biennio è riuscito nell’impresa in cui innumerevoli allenatori e talenti di ogni sorta hanno fallito, entrando a pieno diritto, ancora una volta, nella storia del calcio.




