Dopo mezzo secolo torna il derby a Parigi: Paris FC promosso in Ligue 1
Parigi si prepara a vivere una nuova emozione calcistica, ma non si tratta della finale di Champions League che attende il Paris Saint-Germain, bensì del fatto che, dopo decenni di dominio solitario del PSG, la capitale ritrova finalmente un vero derby cittadino: il Paris FC è tornato in Ligue 1 dopo 46 anni.
Dietro la promozione del Paris FC nella massima serie francese c’è un progetto ambizioso, sostenuto da una nuova e potente proprietà. Dallo scorso anno infatti, il timone del club è passato nelle mani della famiglia Arnault, con Antoine – figlio primogenito del magnate del lusso Bernard Arnault – in prima linea. A rendere il progetto ancora più solido – come se non bastasse, a Parigi, essere Mr. Louis Vuitton – c’è l’alleanza con il gruppo Red Bull e il coinvolgimento di Jürgen Klopp, l’ex allenatore del Liverpool oggi nel ruolo di Head of Football e azionista all’ombra della Torre Eiffel.
Fondato nel 1969, il Paris FC nasce a seguito di uno studio a tavolino pensato proprio per rilanciare il calcio di alto livello nella capitale francese: con la stessa finalità arriva quasi da subito anche la fusione con il PSG, che permette all’ibrido parigino di conquistare la promozione nella massima categoria dell’epoca.
Il sogno di gloria di una Parigi unita dura poco però, infatti già nel 1972 le due squadre si separano, e da quel momento i loro destini sembrano correre paralleli senza la possibilità – e la volontà – di riavvicinarsi. In tal senso, oltre agli ottimi risultati stagionali, ciò che rende il Paris FC davvero interessante è la sua visione a lungo termine. A differenza dei “cugini” del PSG – famosi per i colpi da prima pagina e il potere finanziario dei petroldollari – il nuovo Paris vuole crescere in modo sostenibile, con l’obiettivo di rimanere in Ligue 1 costruendo un’identità forte e valorizzando i giovani. “Vogliamo costruire qualcosa di duraturo, senza follie” ha dichiarato Antoine Arnault, e lo dimostrano le prime mosse: prezzi popolari allo stadio, attenzione allo scouting, investimenti su infrastrutture come il centro sportivo e una mentalità di gioco moderna. Un qualcosa che ricorda molto il modello Atalanta, e, perché no, il modello Como.
Il Paris FC giocherà fino al 2029 allo Stade Jean-Bouin, lo storico impianto da 20.000 posti adiacente al Parco dei Principi del PSG. Una sola strada separa i due stadi, ma molto di più separa i due club in termini di filosofia: “Il PSG è un club bling bling” dicono i tifosi del Paris FC, rivendicando un’anima più popolare, legata al territorio e meno patinata. Certo, è difficile parlare di “anima popolare” se la proprietà è costituita dal mostro sacro del lusso francese, ma sicuramente l’attaccamento al suolo parigino è indiscutibile, in un derby che piuttosto appare tra old money e new money.
Dopo 46 anni allora torna una stracittadina che, nell’ultimo confronto in massima serie finì in pareggio. Stavolta però, a distanza di poche decine di metri, lungo la stessa strada, non si affrontano solo due compagini, ma due idee diverse di calcio.




