Intervista a Luca Pancalli
I Giochi Paralimpici di Parigi 2024 non sono stati solo una competizione sportiva: sono stati una celebrazione di determinazione, talento e spirito di squadra. La delegazione italiana ha raggiunto risultati straordinari, conquistando 71 medaglie e il sesto posto nel medagliere, il miglior risultato degli ultimi 60 anni. Un successo che dimostra la forza del movimento paralimpico italiano, frutto di decenni di lavoro e di una visione strategica chiara.
Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), Luca Pancalli, figura simbolo dello sport paralimpico in Italia e attualmente anche Vicepresidente della Fondazione Milano Cortina 2026. Ecco il racconto di un successo epocale, accompagnato da riflessioni sulle sfide future.
Presidente Pancalli, il successo della Squadra Azzurra ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 è indiscusso. Un’edizione da record con 71 medaglie e il sesto posto nel medagliere, dietro alle grandi potenze dello sport. Come commenta questo risultato?
“Siamo molto soddisfatti. Superare il risultato di Tokyo non era affatto semplice. Avevamo posto l’asticella molto in alto. Siamo andati oltre ogni più rosea previsione e abbiamo scritto un’altra pagina di storia dello sport italiano. Un fatto che ci riempie di orgoglio.
Per l’Italia si tratta del risultato migliore a una Paralimpiade da 60 anni a questa parte. Per trovare così tante medaglie vinte e un piazzamento migliore dobbiamo tornare ai primi Giochi Paralimpici della storia, quelli di Roma 1960. In quell’occasione l’Italia conquistò 80 medaglie e il primo posto nel medagliere, ma stiamo parlando di un’edizione che vide la partecipazione di 400 atleti e di 23 Paesi, rispetto ai 4400 atleti e le 184 Nazioni di oggi”.
Questo risultato non è frutto del caso, ma il coronamento di un percorso iniziato anni fa. Come siete riusciti ad arrivare a tutto ciò?
“I risultati di questi ultimi anni evidenziano non solo una crescita costante del movimento, ma anche la conferma che quella intrapresa dal Comitato Italiano Paralimpico insieme alle Federazioni sportive è la strada giusta. I numeri parlano chiaro: siamo passati dal 27° posto dei Giochi di Pechino nel 2008 al 13° posto di Londra nel 2012. C’è stato quindi un balzo nella top ten con il 9° posto ottenuto alle Paralimpiadi di Rio 2016, posizione confermata a Tokyo nel 2021. A Parigi 2024 abbiamo raggiunto il risultato più alto da 60 anni a questa parte: la 6^ posizione in classifica generale.
Questi traguardi non nascono dal caso, ma sono la dimostrazione di come il lavoro costruito su una visione abbia contribuito alla crescita tecnico-agonistica del mondo paralimpico italiano. A tutto questo va aggiunto un altro dato importante: il movimento paralimpico italiano è un movimento che sa guardare al futuro e lo dimostrano i 52 atleti esordienti a questi Giochi di Parigi, molti dei quali sono stati assoluti protagonisti in gara”.
A Parigi il nuoto paralimpico si è confermato lo sport più vincente, ma abbiamo visto arrivare anche medaglie inaspettate. Quali sono le criticità sulle quali si deve ancora lavorare?
“Il nuoto non ha tradito le attese della vigilia ed è stata la disciplina italiana che ha ottenuto più medaglie, ben 37. Tra l’altro, ha anche espresso i tre atleti italiani più medagliati dei Giochi: Stefano Raimondi, Simone Barlaam, Carlotta Gilli, con Raimondi che alla fine è risultato il secondo atleta più vincente di tutta la Paralimpiade. Non solo nuoto, però, perché delle 17 discipline in cui eravamo presenti, 11 sono andate a podio; tra queste, per la prima volta, il taekwondo e la pesistica. Sicuramente c’è da lavorare, ma la strada è quella giusta. Penso a uno sport come il badminton, in cui i margini di crescita dei nostri atleti sono ampi, o il sitting volley, penalizzato da un girone molto competitivo”.
Lei è anche Vicepresidente della Fondazione Milano Cortina 2026. Quali sono le sfide organizzative per i Giochi Invernali?
“I Giochi di Milano-Cortina 2026 rappresenteranno un’opportunità straordinaria per il movimento paralimpico per dimostrare quanto lo sport possa contribuire alla crescita sociale e civile del nostro Paese. Ogni edizione dei Giochi paralimpici ha sempre lasciato una legacy importante nei Paesi ospitanti. Come comitato organizzatore siamo determinati nel confermare un impegno collettivo che deve andare oltre l’accessibilità delle sedi di gara. I Giochi di Milano Cortina 2026 saranno soprattutto una sfida culturale, con l’obiettivo di offrire una diversa percezione della disabilità e offrire a tutti spunti di riflessione sull’importanza del pieno riconoscimento alle persone con disabilità dei pieni diritti di cittadinanza”.
Articolo a cura di Matteo Di Curzio




