DDR, buona la prima all’Olimpico
“Bentornato a casa, sempre e per sempre dalla nostra parte ci troverai”. Così cantava De Gregori e così viene presentato Daniele De Rossi nella sua prima partita da allenatore della Roma all’Olimpico. Una serata speciale di chi, tempo fa, ammise di avere un unico rimpianto: poter donare soltanto una carriera verso i colori che ha difeso per oltre quindici anni. Eppure, dopo diverso tempo da questa dichiarazione, il volto di Daniele è ancora teso, emozionato a guardare uno stadio pieno che lo saluta, lo omaggia e lo sostiene in questo nuovo capitolo giallorosso. Tanti, moltissimi striscioni ad accogliere colui che dovrà tentare l’impossibile per risollevare le sorti di questo campionato, ma tante, tantissime parole vengono scritte anche per chi ha difeso, lottato, combattuto e portato questa squadra a vincere un trofeo europeo. Jose Mourinho è stato, è e sarà parte della storia della Roma per sempre, i 61.000 sugli spalti riconoscono e ringraziano uno dei più grandi allenatori di questo sport che ha dedicato “sudore, sangue, lacrime, allegria, tristezza, Amor” a questa gente e a questa maglia. Unici bersagliati, sia ad inizio partita che nel finale sono stati i giocatori, fischiati da un popolo deluso dalle ultime prestazioni e amareggiato per quanto successo con l’allenatore portoghese. Il campo rimane l’unico e imparziale metro di giudizio per un allenatore ed ecco che il match di esordio di De Rossi è contro un Hellas Verona disastrato dalle cessioni, costretta a schierare una formazione del tutto inedita. Primo tempo in cui Lukaku e Pellegrini, uno dei più bersagliati durante la contestazione, firmano il 2 a 0 e chiudono un primo tempo in cui si nota la mano di un nuovo arrivo in panchina. Trame e scambi realizzati con maggiore velocità e gestione del pallone fluida e gestita con maggiore fiducia. Secondo tempo, che, nonostante le premesse, getta i padroni di casa nel caos. Rigore sbagliato da Djuric per il Verona e un gran goal di Folorunsho con la complicità di Rui Patricio fanno tremare la squadra giallorossa che soffrirà negli ultimi quindici minuti e riuscirà a portare a casa tre punti fondamentali nonostante le difficoltà nel finale, “alla Mourinho” qualcuno direbbe. Ancora troppo presto per giudicare l’ex capitano della Roma, troppo poco lavoro svolto per impostare una propria idea di gioco e tanta emozione in campo sono riusciti a far emergere poco. Se il primo tempo lascia ben sperare, la ripresa riporta a ombre e situazioni passate e già viste. Fondamentale pensare sfida per sfida e già la prossima partita di campionato, trasferta contro una Salernitana affamata di punti, sarà un test dalla diversa portata e tosto da affrontare per il nuovo ma “vecchio” volto della squadra giallorossa.




