Paglieri, la sostenibilità alla prova dei numeri: industria, persone e trasparenza ESG
Il quarto Bilancio di Sostenibilità del Gruppo Paglieri fotografa la trasformazione dell’azienda alessandrina, legata a Felce Azzurra e oggi attiva, attraverso Paglieri, Selectiva e Agopag, nella cura della persona, della casa e del bucato, e nel packaging. Il documento riguarda il 2025 e descrive un gruppo che cerca di integrare crescita industriale, presidio della filiera, capitale umano e riduzione degli impatti ambientali.
La prima precisazione è metodologica. Il bilancio è redatto su base volontaria, si basa sui GRI Standards 2021 nella modalità “with reference to” e dichiara un’impostazione coerente con alcuni principi della Corporate Sustainability Reporting Directive. Non si tratta, tuttavia, di una rendicontazione certificata secondo gli EuropeanSustainability Reporting Standards né di un documento sottoposto ad assurance indipendente. I dati sono stati raccolti con il coinvolgimento del management e approvati dal consiglio di amministrazione. Il perimetro comprende Paglieri S.p.A., Selectiva S.p.A. e Agopag S.p.A., mentre esclude Paglieri Immobiliare. Il bilancio è quindi una fonte aziendale strutturata, non una verifica esterna delle performance dichiarate.
Sul piano economico, Paglieri indica ricavi netti pari a 227,1 milioni di euro, in aumento dell’1,6% rispetto ai 223,6 milioni del 2024, e un valore economico generato pari a 229,2 milioni. Il documento riporta inoltre 209,7 milioni distribuiti agli stakeholder e 19,5 milioni trattenuti. Resta però un punto da chiarire: nelle pagine di sintesi e nel grafico dedicato all’andamento economico compare un “fatturato netto” di 245 milioni, non immediatamente riconciliabile con i 227,1 milioni di ricavi netti riportati nella tabella GRI. La differenza non invalida il quadro complessivo, ma richiederebbe una nota esplicativa, soprattutto in un documento costruito sulla comparabilità e sulla verificabilità.
Il rafforzamento industriale passa per l’internalizzazione di fasi produttive e per un maggiore controllo lungo la catena del valore. Nel 2025 è entrato in funzione il reparto di mixing cosmetico, mentre è proseguita la progettazione della nuova linea per i detersivi liquidi. In Agopag è stato installato un impianto fotovoltaico da 440 kWp, affiancato da interventi sui silos, sull’automazione del trasporto dei pellet e sulle macchine per la produzione dei flaconi. L’obiettivo industriale non è soltanto aumentare la capacità, ma anche ridurre movimentazioni, trasporti e la dipendenza da fornitori esterni, migliorando al tempo stesso il presidio sulla qualità e sui tempi di produzione.
La dimensione sociale registra una crescita dell’organico da 184 a 196 dipendenti, pari al 6,5%, con 33 nuove assunzioni. Il 95% dei rapporti è a tempo indeterminato. Le donne rappresentano il 40% della forza lavoro, mentre otto dipendenti, pari al 4,1%, appartengono alle categorie protette. Le ore di formazione sono state 4.592, il 15% in più rispetto al 2024, con un incremento particolarmente significativo per il personale operativo.
Il dato è rilevante perché collega la crescita occupazionale all’evoluzione tecnologica degli impianti; resta però necessario leggere con attenzione anche gli indicatori meno favorevoli. Nel 2025 sono stati registrati cinque infortuni lievi e il tasso di infortuni è aumentato rispetto ai due esercizi precedenti. La sostenibilità sociale non può essere valutata soltanto attraverso assunzioni, welfare e formazione, ma anche attraverso la capacità di ridurre in modo stabile gli eventi in materia di salute e sicurezza.
Il rapporto con il territorio completa il profilo sociale. Nel 2025 il gruppo ha rinnovato le collaborazioni con Fondazione Umberto Veronesi, “La Forza e il Sorriso”, UNICEF, il Comune di Alessandria e con iniziative culturali locali, oltre a progetti con università e percorsi formativi in profumeria. Sono attività utili alla licenza sociale dell’impresa, ma il loro impatto dovrebbe essere misurato anche in termini di risorse impegnate, beneficiari raggiunti e risultati verificabili.
Sul fronte ambientale, le emissioni dirette Scope 1 sono scese da 926,13 a 861,55 tonnellate di CO₂ equivalente, per una riduzione del 7%. Le emissioni Scope 2 calcolate con il metodo location-based sono diminuite da 1.961 a 1.804 tonnellate, pari a circa l’8%. Il valore market-based è invece pari a zero, poiché l’elettricità acquistata è coperta da Garanzie di Origine.
Questo dato va interpretato correttamente: non significa che l’energia fisicamente prelevata dalla rete non abbia generato emissioni, ma che, secondo il criterio contabile market-based, il gruppo ha acquistato certificati attestanti una produzione equivalente da fonti rinnovabili. È una distinzione tecnica essenziale per evitare che un indicatore contabile venga trasformato in una dichiarazione assoluta di neutralità ambientale.
Anche il packaging è parte del percorso di trasformazione. Per la nuova linea di detersivi è previsto l’impiego di flaconi con il 50% di HDPE riciclato. Paglieri segnala inoltre una riduzione del 21,65% delle microplastiche intenzionalmente aggiunte rispetto alla base del 2023, con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla loro eliminazione. È importante distinguere tra il risultato ottenuto e il target: la riduzione è misurabile, mentre l’eliminazione completa resta un obiettivo successivo.
L’innovazione di prodotto è rappresentata dalle 123 formule concepite nel 2025. Anche in questo caso, il dato non equivale automaticamente a 123 prodotti lanciati sul mercato: indica l’attività di ricerca e sviluppo, non il numero di referenze commercializzate. Nello stesso perimetro rientra “Azzurra”, l’AI Fragrance Ambassador creata per raccontare il patrimonio olfattivo del gruppo attraverso un’identità digitale.
L’iniziativa segnala la volontà di sperimentare nuovi linguaggi di relazione con il consumatore, ma il suo valore industriale dovrà essere misurato attraverso indicatori concreti: engagement qualificato, capacità di conversione, tutela dei dati, trasparenza sull’impiego dell’intelligenza artificiale e coerenza con il posizionamento dei marchi. In assenza di questi parametri, “Azzurra” rimane principalmente un progetto di comunicazione e brand engagement, non ancora una leva economica misurabile.
Il Bilancio 2025 descrive quindi un’impresa familiare in fase di maggiore managerializzazione, con investimenti produttivi, crescita dell’occupazione e primi risultati ambientali misurabili. Il passaggio successivo dovrà essere più rigoroso: riconciliare le grandezze economiche, indicare target pluriennali quantitativi, rendicontare progressivamente anche le emissioni Scope 3, chiarire gli investimenti attribuibili alla strategia ESG e sottoporre i principali indicatori a verifica indipendente.
È su questo terreno che la sostenibilità smette di essere soltanto comunicazione reputazionale e diventa una disciplina industriale: allocazione del capitale, controllo dei rischi operativi, efficienza energetica, sicurezza del lavoro, innovazione di prodotto e capacità di creare valore nel lungo periodo.
Articolo a cura di David Marini, Senior Business Development Manager e analista di geoeconomia e finanza internazionale.




