Ceuta e Melilla: la storia (e le tensioni infinite) dell’unica frontiera terrestre tra Europa e Africa
Nelle ultime ore Ceuta è tornata al centro della cronaca internazionale per l’ondata di arrivi di migranti dal Marocco. Ma per capire perché queste due piccole città africane finiscano periodicamente al centro delle crisi diplomatiche più delicate d’Europa, bisogna guardare a una storia che affonda le radici in secoli di dominio spagnolo e a uno status giuridico che le rende un caso unico nel continente.
Due città spagnole sulla costa del Marocco
Ceuta e Melilla sono le uniche due porzioni di territorio dell’Unione Europea che si trovano fisicamente sul continente africano, separate dal resto della Spagna da poche decine di chilometri di mare ma circondate su ogni lato di terra dal Marocco. Insieme contano circa 170mila abitanti, su una superficie complessiva di circa 30 chilometri quadrati: comunità composite, in cui convivono popolazione cristiana e musulmana, con presenze storiche ebraiche e, nel caso di Melilla, anche indù.
Chi vi mette piede è a tutti gli effetti in territorio spagnolo, quindi europeo. Ma la geografia inganna: raggiungere le due città non equivale a raggiungere il resto d’Europa, perché entrambe restano fuori dal perimetro pieno dell’area Schengen.
Una sovranità che dura da secoli, mai riconosciuta da Rabat
Melilla è sotto controllo spagnolo dal 1497. Ceuta ha una storia più articolata: fu presa dal Portogallo nel 1415 e passò sotto la Corona spagnola quando le corone di Spagna e Portogallo si unirono, nel 1580, per poi essere confermata definitivamente alla Spagna con un trattato del 1668.
Il Marocco, indipendente dal 1956, non ha mai accettato questa sovranità e considera le due enclave, che Madrid preferisce chiamare “esclavi”, proprio perché appartengono alla Spagna pur trovandosi su suolo straniero, un residuo del colonialismo europeo, di cui rivendica la restituzione. È una frattura mai sanata, che si intreccia con un’altra disputa territoriale di lunga data tra i due Paesi, quella sul Sahara Occidentale, parzialmente ricomposta nel 2022 quando il governo di Pedro Sánchez appoggiò il piano marocchino di autonomia per quel territorio.
Città autonome, ma non del tutto europee
Dal 1995 Ceuta e Melilla hanno lo status di città autonome, con una propria rappresentanza nel Parlamento di Madrid, mentre le competenze su difesa, immigrazione, asilo e controllo delle frontiere restano centralizzate a Madrid. La sicurezza dei confini è affidata a Guardia Civil e Policía Nacional; sul lato marocchino è invece Rabat a gestire l’accesso alle barriere. Questa gestione condivisa, ma asimmetrica, ha reso il confine uno strumento di pressione diplomatica tra i due Paesi, una dinamica che si è ripetuta più volte negli ultimi anni.
Anche sul piano militare le due città restano un’anomalia; pur essendo la Spagna nella NATO dal 1982, l’Alleanza Atlantica non copre Ceuta e Melilla, perché il Trattato di Washington limita la difesa collettiva ai territori situati in Europa, Nord America o nelle isole atlantiche a nord del Tropico del Cancro. Le Canarie rientrano in quella definizione, le due città nordafricane no.
Il regime speciale dentro Schengen
Ceuta e Melilla fanno parte dell’area Schengen, lo spazio di libera circolazione che coinvolge 29 Paesi europei, 25 Stati membri dell’Unione più Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Ma anche qui vale un’eccezione: il Codice Frontiere Schengen prevede per le due città un regime derogatorio, per cui chiunque voglia lasciarle per raggiungere la Spagna peninsulare o un altro Paese dell’area di libera circolazione deve sottoporsi a un controllo documentale al momento della partenza, tramite traghetto o aereo, le uniche vie di collegamento possibili, non esistendo strade dirette verso il resto della Spagna.
In pratica, arrivare a Ceuta o Melilla significa mettere piede in Europa, ma non significa automaticamente potersi muovere liberamente al suo interno. Chi viene intercettato prima di entrare nel perimetro cittadino può essere oggetto di un rimpatrio immediato verso il Marocco, i cosiddetti respingimenti “a caldo”. Chi invece riesce a entrare nel territorio delle due città accede alle procedure ordinarie: i minori non accompagnati vengono affidati ai servizi sociali locali e non possono essere espulsi automaticamente, mentre gli adulti vengono generalmente accolti nei centri di permanenza temporanea, dove parte l’iter di identificazione e l’eventuale richiesta di asilo.
Una storia di crisi ricorrenti
Le due enclave sono teatro di episodi drammatici da decenni. Nel 2005 migliaia di persone tentarono di scavalcare le barriere di Ceuta e Melilla; negli scontri con le forze dell’ordine spagnole e marocchine morirono almeno 13 migranti. Il 6 febbraio 2014, circa 400 persone provarono a raggiungere a nuoto la spiaggia del Tarajal, a Ceuta; l’intervento della Guardia Civil causò la morte di almeno 14 persone.
Il 24 giugno 2022, al valico di Barrio Chino, a Melilla, quasi duemila persone tentarono un ingresso collettivo: nella calca che ne seguì morirono decine di persone.
La crisi del 2026 e la sentenza che ha cambiato le regole
L’episodio di fine luglio 2026 ha una causa specifica e recente. L’8 luglio, il Tribunale Supremo spagnolo – l’equivalente della Cassazione italiana- ha stabilito che i respingimenti “a caldo” non possono essere applicati a chi tenta di raggiungere Ceuta o Melilla a nuoto: secondo la Corte, questa procedura sommaria è legittima solo per chi cerca di superare fisicamente le barriere di contenimento della frontiera terrestre, non per chi arriva dal mare. Chi entra a nuoto ha quindi diritto alla procedura di rimpatrio ordinaria, prevista dalla legge organica spagnola sui diritti degli stranieri, con le relative garanzie procedurali.
È in questo vuoto interpretativo, secondo le autorità spagnole, che si sarebbe inserita l’azione di reti di trafficanti, capaci di mobilitare rapidamente migliaia di persone verso la rotta marittima proprio nei giorni immediatamente successivi alla sentenza. Il risultato è stata la crisi più grave degli ultimi cinque anni per Ceuta.




