Crik Crok, la fine di un nome e l’incertezza su un futuro che nessuno riesce a scrivere

Lo storico marchio delle patatine italiane ha cessato di esistere nella sua forma societaria. Con una determinazione firmata l’8 aprile dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, la denominazione CrikCrok S.r.l. è stata ufficialmente sostituita da N.L. Distribuzione S.r.l., con effetto retroattivo al 15 febbraio 2026. L’atto, che aggiorna l’autorizzazione unica ambientale rilasciata nel 2019, sancisce la scomparsa del nome dagli atti pubblici dello stabilimento situato al km 27,650 della via Pontina, a Pomezia, dove per oltre settant’anni si sono prodotti alcuni degli snack salati più riconoscibili del mercato italiano. Fondato nel 1949 da Carlo Finestauri con la ragione sociale Ica Foods, il marchio nacque dall’intuizione di replicare le chips americane che i marines sbarcati ad Anzio avevano portato con sé. Fra gli anni Ottanta e Novanta il successo fu travolgente, con prodotti diventati autentici oggetti di culto come le Puff e le patatine a forma di cuore, e con campagne pubblicitarie rimaste nell’immaginario collettivo grazie a testimonial come Lillo e Greg e allo slogan indimenticabile “Fanno Crik o fanno Crok?”. Eppure la parabola discendente era già cominciata nei primi anni Duemila, quando il calo dei consumi e la crisi della distribuzione tradizionale iniziarono a erodere le basi dell’azienda. Un primo concordato preventivo risale al 2015, seguito nel 2019 dal passaggio di proprietà a Francesca Ossani e dall’ingresso, nel luglio 2023, del gruppo Ligea come socio di maggioranza. Il piano di rilancio presentato nel dicembre di quell’anno, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e della sindaca di Pomezia Veronica Felici, prometteva investimenti, innovazione e apertura ai mercati esteri, ma la realtà ha smentito rapidamente quegli annunci. La produzione si è progressivamente fermata, i 96 dipendenti hanno affrontato mesi di precarietà economica e umana, e la Regione Lazio ha dovuto istituire un tavolo di crisi riconoscendo il valore strategico dell’azienda per il tessuto industriale del territorio, già duramente segnato dalla deindustrializzazione. La cassa integrazione straordinaria per i circa 70 lavoratori rimasti è in scadenza, e la vera svolta è attesa dal Tribunale di Velletri, che dovrebbe ufficializzare il nuovo investitore nell’ambito della procedura concordataria. Tra le offerte, quella ritenuta più solida porta la firma di Snack Italia, società riconducibile al gruppo Casillo e già proprietaria del Pastificio Liguori, che nel dicembre 2024 ha acquisito all’asta le mura dello stabilimento puntando ora al controllo complessivo del marchio. Il passaggio da Crik Crok a N.L. Distribuzione potrebbe dunque rappresentare un tassello intermedio di una riorganizzazione più ampia, il cui esito resta tuttavia sospeso fra la speranza di una ripartenza produttiva e il timore di un definitivo svuotamento industriale. Per Pomezia, per i lavoratori e per chiunque abbia un ricordo legato a quel sacchetto di patatine, la domanda resta la stessa da mesi, senza che nessuno sia ancora riuscito a fornire una risposta credibile.




