Tamerlano: il conquistatore spietato che inconsciamente aiutò l’Europa

Tamerlano, o Timur Lang(Timur lo Zoppo), fu il nome di un guerriero d’origine transoxiana: nacque nel 1336 a Kesh (O Kish) in Uzbekistan: la città che, ad oggi, porta il nome di Shar i Sabz.
D’etnia turco mongola, fu il restauratore dei domini appartenuti a Gengis Khan: il signore della guerra orientale che riuscì, molto tempo prima, a conciliare la tribù mongola con quella turca.
Iniziò la sua vera e propria carriera da condottiero dopo aver liberato la Transoxiana, sua regione d’origine, divenendone il Khan e aggiogando tutti i khanati circostanti. Successivamente, riuscì persino a sconfiggere l’Impero Persiano, sfruttando l’indebolimento dovuto dalle divisioni interne del regno. Molte delle sue straordinarie campagne militari, ebbero luogo in India fino all’area Mediterranea: queste sue spedizioni, lo resero noto in molte zone continentali diverse tra loro.
Ebbe l’opportunità di abbracciare una carriera militare già dai 16 anni, quando gli fu consegnato un contingente di cavalleria dall’emiro Khazgan: di certo, il suo precoce impegno, lo forgiò nel combattimento e nell’acquisizione rapida delle esperienze belliche.
Nell’arco di circa trent’anni riuscì a conquistare diversi territori come la Siria, la Russia Meridionale, la Georgia, la Mesopotamia, l’Anatolia, L’Armenia e, come specificato precedentemente, anche una parte dell’India.
Una sua impresa estremamente importante, è quella presso la contemporanea Turchia, precisamente ad Angora (oggi Ankara), in cui riuscì a vincere contro il Sultano Bayazid I, prendendolo in ostaggio e complicando l’avanzata ottomana nell’acquisizione dei territori europei: probabilmente Tamerlano, non avrà compreso l’importanza delle sue azioni in ambito internazionale. In un periodo in cui il termine Geopolitica era totalmente inesistente, l’erede di Gengis Khan cambiò in parte gli equilibri di un conflitto che si sarebbe ripetuto anche negli anni successivi, dando un aiuto alla civiltà europea.
Durante il suo percorso, depredò e saccheggiò moltissimi territori, imponendo il suo dominio con la forza: viene prevalentemente descritto, nella storiografia, come un uomo spietato, da qui il parallelismo con il predecessore mongolo Gengiz Khan, anch’egli noto per astuzia e spregiudicatezza.
Dopo l’ultima impresa contro gli Ottomani, forte delle sue convinzioni, decise di organizzare un campagna militare verso la Cina, che non riuscì a conquistare. Si ammalò e morì nel 1405 ad Otrar, che attualmente è una città di cui rimangono soltanto le rovine e divenuta un sito archeologico.
Una vita rocambolesca, vissuta tra un bottino di guerra ed i “sogni di gloria” che lo portarono ad essere considerato come ferocissimo condottiero dell’Asia Centrale. Sunnita praticante ed imperialista dei tempi perduti, la sua eredità rimarrà indelebile nelle memorie degli appassionati di storia mediorientale.
Articolo a cura di Gabriele Caramelli




