“Una trama dai fili colorati”: il fil rouge del destino
In assenza di un’unica storia principale, non è facile trovare un romanzo corale, in grado di cogliere e tenere viva l’attenzione del lettore, senza incappare nel rischio di annoiare facilmente. Non è facile, certo, ma non è nemmeno impossibile. Ed è senz’altro questo il caso di Una trama dai fili colorati, di Whitney Otto, edito da Minimum Fax.
Finn, una giovane donna, presa dall’ansia prematrimoniale, decide di staccare la spina, trascorrendo un breve periodo in compagnia di sua nonna, a Grasse, cittadina degli Stati Uniti. La casa della nonna di Finn ospita un raduno di sette donne, dedite alla realizzazione di un quilt.
Leggendo il romanzo, si comprende come quello del quilt non sia un semplice hobby al pari degli altri: rappresenta un elemento chiave nella storia dell’emancipazione femminile americana. Al riguardo, fanno da sfondo alla narrazione sentimenti di associazione, empatia e voglia di condivisione.
Il quilting divenne popolare in America nel periodo coloniale: venivano riciclate le parti degli indumenti meglio conservati per la realizzazione di coperte imbottite. Le donne americane – fin dai tempi del colonialismo – potevano riunirsi a ricamare il quilt, dando vita ad un momento di aggregazione e di scambio di idee. Queste riunioni divennero cruciali, ad esempio, nella prima metà dell‘800, quando iniziarono a diffondersi le prime ondate femministe, e nei primi anni del ‘900, fino alla ratifica del XX emendamento, che portò le donne ad ottenere i il diritto al voto nel 1920.
Sprovvista della presunzione di narrare in maniera asettica lo scottante argomento del femminismo, la penna di Whitney Otto – in un modo o nell’altro – ruota intorno al tema, sfiorandone, un ricamo di quilt dopo l’altro, gli aspetti cruciali. La tematica ricorrente nei primi capitoli, infatti, è quella del matrimonio, inteso come un inevitabile compromesso per le donne della generazione della nonna di Finn.
Sul tema, colpisce l’evoluzione di una delle protagoniste del romanzo. Sprezzante verso i consigli della madre per trovare marito e incerta nei riguardi dell’unione matrimoniale in età adolescenziale, Sophia cambia drasticamente idea dopo l’inizio della relazione con il suo futuro marito. La sua disincantata ribellione sarà costretta a sfumare verso un’amara rassegnazione alla vita matrimoniale ed i suoi vincoli. Se, in un primo momento, riponeva nel matrimonio le speranze di essere libera di viaggiare, Sophia dovrà poi ricredersi: la società tollera che siano solo gli uomini ad avere la libertà di viaggiare e il lusso di sentirsi appagati dalla carriera.
Le donne americane, in quegli anni, giocano dietro le quinte della casa, in cucina, e sono personaggi secondari, sconfinati nell’ombra dei propri mariti. I pensieri della madre iniziano a innescarsi sorprendentemente in Sophia, aggiudicandosi, anno dopo anno, un posto nella sua personalità: la protagonista di Otto si troverà, a sua volta, a rivolgere gli stessi consigli per trovare marito alle proprie figlie.
Diversa, invece, è la storia delle due sorelle vedove, Glady Joe ed Hy, coinvolte in due matrimoni molto diversi, che si intrecceranno, dando vita ad un vero e proprio scandalo.
Nel corso della narrazione, Whitney Otto – con le storie di Corinna e Marianna – ci pone due temi caldi della storia americana: la guerra in Vietnam e la questione razziale. Se Corinna si trova ad affrontare il dolore della perdita del figlio in Vietnam, Marianna – nel corso della sua vita – deve fare i conti con il disagio di essere per metà bianca e per metà di colore, senza mai sentirsi parte integrante di nessuna delle due etnie. Ricamo dopo ricamo, vengono alla luce gli stati d’animo delle protagoniste.
Ed è in questo modo che la trama dai fili colorati riesce a far affezionare il lettore ai personaggi del romanzo. Questi ultimi, infatti, vengono messi a nudo dalla Otto ed è facile riconoscere e provare empatia verso i sentimenti, i timori e le speranze di queste donne. Nel calore della sessione di quilting nessuno viene giudicato, e non ci si sente soli nell’esporre le proprie paure.
Nonostante il peso storico-culturale delle tematiche affrontate, in questo particolare momento dell’anno, la lettura di un romanzo del genere non può che considerarsi consigliabile per percepire ulteriormente la piacevole sensazione dell’amicizia.
L’amicizia – sentimento spesso sottovalutato – funge da luogo nel quale nessuno dovrebbe mai sentirsi a disagio nel mettersi a nudo: è il filo colorato più importante sia nella trama di questo imperdibile ed unico romanzo, che nella vita.




