Berlusconi: “Salvini goleador ma io regista”. “Il Patto del Nazareno non è rotto”. E striglia i suoi: “Basta divisioni”.

Berlusconi: “Salvini goleador ma io regista”. “Il Patto del Nazareno non è rotto”. E striglia i suoi: “Basta divisioni”.

silvio-berlusconi-fiROMA – Lo vede come un bomber di razza, di quelli che nel corso di una stagione la palla la buttano dentro tante volte. Un goleador. E lui si vedrebbe bene a fare il regista alle sue spalle, per fornirgli gli assist giusti. Lui è Silvio Berlusconi e l’altro, il bomber, è Matteo Salvini, il segretario del Lega Nord. Il Cavaliere ha elogiato ieri, durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa, il risultato elettorale del Carroccio in Emilia Romagna e lo ha fatto utilizzando una metafora dello sport che preferisce “È un goleador, credo che vorrebbe fare il vicepresidente del Milan”, ha esordito. “Lui fa il centravanti fa i gol, è bravissimo, è molto concreto, parla bene alla gente ma anche se è bravo come attaccante e come marcatore, ha bisogno del centrocampo. Ha la struttura per fare gol ma attaccante e goleador non significa fare il capitano della squadra…”, ha proseguito, di fatto investendo il nuovo leader leghista come possibile ariete di un centrodestra unito alle prossime elezioni. Unito perché, come lo stesso Berlusconi aveva avuto modo di sottolineare ai suoi nel corso del primo round dell’ufficio di presidenza di Forza Italia, che si è tenuto ieri, “le elezioni in Emilia Romagna e in Calabria confermano che il centrodestra può vincere solo se si presenta unito. Quindi, basta divisioni: dobbiamo puntare a siglare alleanze con tutti i partiti dell’area di centrodestra, anche se allearsi con alcuni di loro può provocare malumori”.

Oltre alla benedizione pubblica impartita a Salvini, Berlusconi quindi si è affrettato a tendere la mano anche ad Angelino Alfano e al suo partito Ncd: “Quando c’è di mezzo la libertà del Paese, allora credo sia un dovere per ciascuno buttarsi i tradimenti alle spalle e pensare positivamente alla libertà del Paese e dei cittadini”. La logica del perdono non convince il ministro dell’Interno che ospite di Porta a Porta replica al Cavaliere: “Berlusconi dice che è pronto a perdonarmi, ma sbaglia parabola. Non c’è un figliol prodigo e io, da timorato di Dio, l’unico giudizio che attendo è quello divino. Gli ho impedito un errore fatale, non voglio un ringraziamento ma nemmeno ho bisogno di perdono”.

Nemmeno l’investitura di Salvini piace troppo al Nuovo Centrodestra che con Fabrizio Cicchitto commenta così la fuga in avanti dell’ex premier: “Berlusconi, lanciando Salvini come leader del centrodestra sancisce da un lato la sostanziale fine di Forza Italia, dall’altro l’impossibilità dell’alleanza con Ncd. In effetti Salvini è un ottimo goleador per una Lega lepenista ed estremista, ma sarebbe solo un autogol per un centrodestra che volesse vincere perché consegnerebbe tutta l’area di centro a Renzi”.

Il tentativo di ricompattare le fila del centrodestra, in primis quelle di Forza Italia in preda a fibrillazioni notevoli, non deve lasciar intendere una rottura del Patto del Nazareno. È lo stesso Berlusconi a dirlo spiegando che “il Patto del Nazareno non è rotto”, e la motivazione sta nel fatto che “il patto non è tanto con Renzi, ma per il Paese che ha bisogno di modernizzarsi”. E con Renzi, ha assicurato l’ex premier “siamo insieme a cercare di modernizzare il Paese, a cambiare gli assetti istituzionali”.

Ovviamente questo stare insieme, a detta di Berlusconi, avrà come evoluzione naturale “un accordo anche sull’elezione del presidente della Repubblica”. Ruolo a proposito del quale il Cavaliere dice: “Ho la profonda convinzione che sarei il migliore presidente della Repubblica, ma non se ne parla nemmeno, ma penso ad uno come me”.

Donato Notarachille
26 novembre 2014

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