Berlusconi sfida Alfano, cancella il Pdl e rilancia Forza Italia

Berlusconi sfida Alfano, cancella il Pdl e rilancia Forza Italia

Lealisti sicuri della vittoria del Cav nel Consiglio Nazionale. Ma Cicchitto frena: “non ci sono i numeri”

Berlusconi Forza ItaliaUna nuova Forza italia rinascerà dalle ceneri del Pdl e da questo nulla erediterà. Silvio Berlusconi ha annunciato ieri lo scioglimento del Pdl e il rilancio di un nuovo partito con un nuovo organigramma che verrà deciso definitivamente l’8 dicembre da un Consiglio Nazionale.

La decisione del Cavaliere di azzerrare le cariche e di ridefinire la leadership del centrodestra ha generato una ulteriore frattura all’interno del Pdl, una frattura diventata insanabile nonostante le continue parole di stima reciproca e che vede schierati da una parte i fedelissimi di Berlusconi e dall’altra i sostenitori di Angelino Alfano.

Sull’esistenza di diversi e contrastanti intenti politici tra i due leader, il ministro Quagliariello ha espresso la convinzione di essere arrivati ad un evidente punto di non ritorno: “Il fatto che membri dellufficio di presidenza, come Alfano, non siano stati presenti ieri non è un caso: indica una distanza nel metodo e nella linea politica”, ha ammesso il ministro Gaetano Quagliariello in una intervista a Skytg24, spiegando che la divisione del partito risiede nel sostegno all’esecutivo che non è una questione di secondo ordine ma centrale, “perché alcuni pensano che debba andare avanti perché una crisi sarebbe devastante. Altri, invece, pensano che questo governo non stia facendo i bisogni del Paese”.

Anche Nunzia DeGirolamo ha dimostrato la sua fedeltà al Cav, considerandolo ancora un leader incontrastato del centrodestra:”Berlusconi è il numero uno e resta il numero uno. È in discussione tutto ciò che viene dopo il numero uno“, ha sottolineato il ministro delle Politiche agricole, rinviando la resa dei conti all’8 dicembre quando il partito discuterà “su chi veramente vuole bene a Silvio Berlusconi, come vuole bene a Silvio Berlusconi e come proteggerlo in una fase come questa, così complessa per la sua vita politica e personale”.

Non tutti però hanno espresso lo stesso parere in merito all’esito della sfida: Cicchitto ha infatti ricordato che “Per sciogliere il Pdl servono i due terzi del Consiglio nazionale e non è detto che ci siano”, mentre per Formigoni la dichiarazione di Berlusconi è “solo una proposta che non ha valore esecutivo”.

Lo strappo tra berlusconiani e filo-governativi sembra ormai inevitabile, ma il ministro dei trasporti Maurizio Lupi ha tentato di ricucire un partito lacerato dalle lotte interne per evitare il fallimento del centrodestra.”Non ci sarà nessuna scissione», ha dichiarato Lupi. “Noi lavoriamo da sempre per un partito unito intorno al suo leader Berlusconi e ad Alfano che lo stesso presidente ha confermato. Una divisione del partito indebolirebbe tutta larea dei moderati e consegnerebbe definitivamente il Paese alle sinistre“.

Benedetta Cucchiara
26 Ottobre 2013

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