Quante possibilità ha il nuovo governo?

Quante possibilità ha il nuovo governo?

Dopo giorni di trattative ed incertezze siamo ormai alla fase finale del processo di creazione del nuovo governo M5S-PD. L’inaspettato, insomma, sta per prendere forma, ciò che nessuno avrebbe mai immaginato nell’attuale scenario politico italiano sta per diventare reale. Il nuovo governo sarà formato da due partiti che, almeno a livello teorico, sono diametralmente opposti, o per lo meno lo erano fino a qualche settimana fa. I pentastellati, dal giorno della loro nascita, si sono fin dal primo momento identificati come forza anti sistema e tale sistema era perfettamente rappresentato, nella loro visione, dal Partito Democratico. Il PD, invece, dal canto suo, ha sempre rinnegato ogni similitudine con il movimento fondato da Beppe Grillo. Allora come è stato possibile arrivare a questo punto, ovvero ad un governo giallo-rosso?

Proviamo ad osservare le cose da una prospettiva più ampia. Viviamo in tempi incerti, senza dubbio, in cui ogni cosa è soggetta alla precarietà ed alla crisi. Non ci sono più le mezze stagioni e con esse nemmeno la stabilità che era alla base della vita dei nostri nonni. Tale caducità ha pervaso anche la politica, sfera che inevitabilmente rispecchia la dimensione del quotidiano. Abbiamo quindi visto Renzi che è passato dal grande leader pronto alla rinascita della sinistra (almeno a parole) italiana, perdere ogni forma di consenso nel giro di soli tre anni. Anche Salvini, attualmente, è in calo nei sondaggi e pare che anche il consenso degli italiani nei suoi confronti, escludendo il partito intero, stia diminuendo di giorno in giorno (prendiamo atto di ciò tenendo sempre bene a mente che i sondaggi spesso non riescono a carpire il reale andamento politico del Paese). Dunque non c’è forse da stupirsi se chi fino a ieri si è insultato in ogni modo e maniera possibile tra poco siederà alle poltrone dello stesso governo.

Da quanto sta accadendo nei palazzi in cui risiedono gli organi della nostra democrazia, comunque, emergono spunti di riflessione, forse più importanti per il futuro che per il presente. Ad esempio si dovrebbe ragionare sulle probabili possibilità di questo governo, sul comportamento tanto dei grillini quanto dei dem, oppure sui rischi di regalare il potere a Salvini alle prossime elezioni.

Il Partito Democratico, come già anticipato prima, non è mai stato in grado di prendere “sul serio” i pentastellati. Tutti ricordano perfettamente quando il carismatico Renzi, forte dell’ennesima sconfitta giuntagli dalle urne, lanciò persino un hashtag, d’altronde si è sempre voluto dimostrare giovane, per comunicare il suo totale rifiuto ad un possibile governo con i cinque stelle: #senzadime. Oggi possiamo valutare i risultati di questa grande mossa politica: Salvini ha letteralmente cannibalizzato l’elettorato grillino, facendo il bello e soprattutto il cattivo tempo di questo governo del “cambiamento”. Matteo ha perso la segretaria del partito lasciandola nelle mani di Zingaretti ed ora il suo stesso partito sta per ritornare nelle fila della maggioranza, ma a quale costo? Siamo veramente sicuri al cento per cento che sia la mossa migliore? Va infatti evidenziato che per evitare l’ennesimo litigio con i cinque stelle il PD ha dovuto far finta di niente su alcuni aspetti che sembravano vitali all’inizio delle trattative, mossa comunque obbligata dalle cifre restituite dalle ultime votazioni, dalle quale il M5S è uscito nettamente più forte rispetto ai dem. Ecco allora che Conte sarà nuovamente il Presidente del Consiglio e forse i ritocchi ai decreti sicurezza non sono più necessari, se ne potrà discutere in futuro insomma. Tutto l’elettorato sarà realmente contento di questa nuova alleanza? E poi perché dopo aver perso le primarie Renzi continua, consapevolmente, ad agire da protagonista all’interno del proprio partito, mettendo anche i bastoni tra le ruote di Zingaretti quando serve? Guardando indietro nel tempo, poi, ritorna costantemente la previsione del mago Fassino, nell’ormai remoto 2009: «Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende». A quanto pare Grillo ora è anche al governo, ma la miopia di questa classe politica non ci è certo nuova.

Definire i vantaggi e le perdite del Movimento 5 Stelle, invece, non è affatto facile, a causa soprattutto del suo elettorato, perfettamente rispecchiato dai dirigenti del movimento, o possiamo ormai chiamarlo partito? L’incoerenza ed i dietrofront del Movimento non sono una cosa nuova, eppure, in un certo senso, la base elettorale è riuscita a passare abbastanza agevolmente sopra ai vaccini ed al rapporto con l’Europa, oppure ancora ai riguardi nei confronti dell’attuale Presidente della Repubblica, ma il PD? Quello stesso partito che fino a pochi giorni fa era il male assoluto ora è il nuovo “alleato di governo”, gli elettori saranno ancora così ciecamente fedeli? Il punto più alto, o più basso in base alla prospettiva, degli attacchi tra i due partiti era sicuramente stato toccato quando Di Maio definì i dem “il partito di Bibbiano”. Tralasciando qualsiasi ragionamento nel merito della dichiarazione, dando dunque per scontato che chiunque legga sia perfettamente in grado di comprendere da sé, leggendo le cronache giudiziarie, quanto questa affermazione sia totalmente priva di fondamento, potremmo comunque dire che il Movimento 5 Stelle si appresta a governare con il partito di Bibbiano? Sono allora forse peggiori? Possiamo inoltre ricordare le dichiarazioni di Di Battista, che con il suo solito tono ironico da bravo ragazzo un po’ sbruffone dichiarava che se il Movimento si fosse mai alleato con i partiti che hanno distrutto l’Italia si sarebbe dimesso, oppure della rabbia di Paola Taverna, che ad oggi dichiara con grande aplomb: «Io non chiedo scusa al Pd per tutto quello che ho detto in passato perché lo pensavo. E oggi? Oggi è un altro momento e al Pd stiamo proponendo un contratto, non mi ci devo fidanzare».

Infine, come premesso in precedenza, c’è da riflettere sulle concrete possibilità di questo governo di sopravvivere più del precedente. Ovviamente dipende dal comportamento dei due protagonisti, dalle cui mosse dipende anche il futuro politico della Lega, che aspetta con calma all’angolino sperando di poter cogliere il momento giusto per tornare sulle scene nazionali, dopo aver sbagliato il precedente. Matteo Salvini, infatti, nonostante sia uno dei politici più abili degli ultimi anni (inteso come individuo capace di raccogliere consensi), ha sbagliato totalmente fase storica della legislatura per far cadere il governo, sperando di andare ad elezioni poiché certo dell’odio da PD e M5S. I compiti da superare sono molteplici, a partire dalla non facile manovra finanziaria che va approvata e dalla poca simpatia che i due partiti nutrono nei confronti l’uno dell’altro.

Fare delle previsioni oggi, in ogni caso, non è per niente facile. Questo per il ribaltamento dei fronti avvenuto nei giorni scorsi che, come già detto, nessuno prevedeva, ma anche a causa di quella bozza di programma che è stata pubblicata e da cui, diciamocelo in tutta sincerità, non si capisce niente sulle concrete volontà del prossimo governo. Rispondere dunque a chi ora chiede quali possibilità concrete abbia questo governo è praticamente impossibile, ma almeno sappiamo con che occhi guardare a ciò che succederà, perché probabilmente la nuova maggioranza cambierà per sempre i partiti che la compongono fin dai primi giorni.
Ad esempio siamo certi che l’elettorato del PD non riderà più tanto dei congiuntivi sbagliati dai dirigenti 5 stelle.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook