I profili di alcuni dei ministri del nuovo governo Conte

I profili di alcuni dei ministri del nuovo governo Conte
© Il Messaggero

Ora che finalmente si è insediato un governo andiamo a vedere chi sono i ministri da poco incaricati nei ministeri maggiormente importanti.

Ministro degli Interni: Matteo Salvini non ha bisogno certo di presentazioni. Nella Lega da moltissimi anni, ne ha preso il controllo nel 2013 e l’ha portata, in 5 anni, al governo. Politico italiano più seguito sui social network, mezzo che sfrutta moltissimo per comunicare direttamente con i propri elettori, è proprio grazie alla propria comunicazione che è arrivato dove è oggi, con urla, slogan, felpe e ruspe. Dopo aver rottamato Bossi Salvini ha abbandonato anche le lotte esclusive per il nord, assumendo un profilo nazionalista e di destra sull’esempio di Marine Le Pen o di Orban. Sostiene la revisione dei patti con l’Unione Europea, la revisione delle sanzioni contro Putin, di cui è grande estimatore come di Trump, la Flat Tax da cui, secondo lui, guadagnerebbero tutti, l’espulsione dei clandestini e anche la reintroduzione della leva obbligatoria.

Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro: Luigi di Maio. Il giovane napoletano infrange continui record per quanto riguarda gli anni: vicepresidente della Camera a soli 25 anni e a 31 vicepremier in un governo di cui è cardine grazie alla maggioranza di voti presi rispetto alla Lega. Il suo curriculum politico è meno folto di quello salviniano: dopo essersi iscritto senza laurearsi ad ingegneria prima e a giurisprudenza poi, ha svolto diversi lavori, come lo steward allo stadio San Paolo. Delineare una sua linea politica è abbastanza difficile poiché queste cambiano in continuazione, ma va comunque osservato che da qualche mese si sta affievolendo la fiamma rivoluzionaria dei cinque stelle, dai vaccini all’Europa. Nei primi giorni di vita di questo governo ha già annunciato di voler migliorare la situazione lavorativa dei giovani rider e da tempo richiede un autoriforma dei sindacati, onde evitare che sia il governo a doversene interessare. Per il suo lavoro, in particolare, sostiene l’abolizione della riforma Fornero, la reintroduzione dell’articolo 18 eliminato dal Job’s Act e una revisione dei voucher.

Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede è l’avvocato che ha avvicinato Conte al Movimento. Nel Movimento dal 2006 con “Gli Amici di Beppe” è entrato in Parlamento nella scorsa legislatura dove ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della commissione Giustizia. Nella precedente legislatura ha sostenuto una legge sulla class action. Per il suo nuovo ruolo ha dichiarato «’La riforma delle intercettazioni è una follia. La prescrizione? Servono più magistrati. Serve un nuovo piano carceri». All’interno del Movimento è conosciuto come mister Wolf, il celebre personaggio di Pulp Fiction che “risolve problemi”, infatti ha fatto da mediatore tra il movimento e la giunta capitolina in più di una vicenda turbolenta.

Ministro della Salute: Giulia Grillo. Grillina della prima ora che non ha alcuna parentela con il comico genovese, è stata già deputata nella precedente legislatura, in cui ha anche fatto approvare 3 mozioni di cui è stata la prima firmataria che riguardano governance farmaceutica, sblocco turn-over del personale sanitario, revisione della disciplina sull’intramoenia e governo delle liste d’attesa. Inoltre ha sostenuto leggi sul “giusto” prezzo dei farmaci innovativi. Lei stessa ha dichiarato di avere “ambiziosi intenti” sulla piattaforma Rousseau, ed ha aggiunto che i suoi obbiettivi sono «ridurre le disuguaglianze di cura e assistenza fra cittadini e lavorare per una sanità pubblica giusta, efficiente e accessibile attraverso un adeguato finanziamento, una seria programmazione, una revisione della governance farmaceutica, un potenziamento dell’assistenza territoriale, un adeguato piano assunzioni e un aggiornamento dei corsi di Laurea e formazione». Sui vaccini, tema caldo della campagna elettorale e degli ultimi atti della precedente legislatura, si è detta non contraria all’obbligo, ma intenzionata a far riacquistare la fiducia ai cittadini.

Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture: Danilo Toninelli è anche lui un pentastellato da sempre, come da lui stesso dichiarato «Posso dire orgogliosamente di aver partecipato in prima linea, prima in Commissione e in Aula e poi tra la gente e nelle piazze, alla battaglia contro la riforma Renzi-Boschi e alla storica e fondamentale vittoria del 4 dicembre». Fin da subito è stato chiamato a prendere posizione sulle grandi opere, in particolare sulla TAV, della quale ha affermato «Le opere che saranno necessarie e buone per i cittadini dovranno essere finite, soprattutto quelle già iniziate. Quelle che invece non saranno un vantaggio dovremo analizzarle nel dettaglio e valutare come agire, sempre nell’interesse dei cittadini». Si è “presentato” subito dopo il celebre scambio di battute con il presidente della regione Piemonte che aveva risposto così ad una domanda sull’ipotetico stop ai lavori per la TAV «Dovranno passare sul mio corpo!», al quale aveva risposto che potrebbe non esserci alcun treno a passare sul suo corpo (se dovessero interrompere i lavori).

Ministro dell’Istruzione: Marco Bussetti è, oltre ad un fedele della Lega, insegnante di educazione fisica ed è stato anche allenatore di basket. Ha un titolo di studio preso presso l’istituto Isef di Milano con una specializzazione per soggetti portatori di handicap. In passato si è dichiarato a favore dell’alternanza scuola lavoro «È un buon modo per dare significato al proprio studio, la competenza la acquisisci solo associando la teoria al fare», anche se paradossalmente è colui che dovrebbe proprio superare la riforma della Buona Scuola portata avanti da Renzi nella scorsa legislatura.

Ministro della Difesa: Elisabetta Trenta. Laureata in scienze politiche indirizzo economico e con due master, ha un curriculum di tutto rispetto: parla quattro lingue, italiano, inglese, francese e russo, tra 2005 e 2009 è stata esperto senior per la Farnesina nella Task Force a Nassirya, nel 2012 ha coordinato un progetto per ridurre gli armamenti illegali in Libia. È anche impegnata nel sociale, essendo vicepresidente di due associazioni “I bambini di Nassiriya Onlus” ed “Il Flauto Magico”. Nella ricerca “L’utilizzo duale delle capacità della Difesa per scopi non militari”, ha scritto «Le sfide nel settore della sicurezza oggi chiamano in causa il ruolo contemporaneo di attori sia civili, pubblici e privati, sia militari, ed è sempre più necessario creare sinergie operative e collaborazioni istituzionali al servizio dello Stato. Dalla sistematizzazione di tali collaborazioni, oggi frammentarie, possono derivare sinergie operative, riduzione delle duplicazioni di ruoli e, quindi, risparmi per il bilancio statale, a vantaggio di migliori e più efficienti servizi per la collettività».

 

 

 

 

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