I Rolling Stones si uniscono alla lista degli artisti contro Trump

I Rolling Stones si uniscono alla lista degli artisti contro Trump

Il nuovo candidato alla presidenza degli Stati Uniti non va molto a genio a tanti musicisti. Dopo aver ricevuto una diffida da parte di Neil Young, Adele e R.E.M., anche i Rolling Stones ammoniscono Donald Trump per aver utilizzato alcuni dei loro brani durante i comizi.

Anche Mick Jagger e soci si aggiungono alla lista dei musicisti che hanno che hanno impedito al magnate americano di utilizzare le proprie canzoni durante i suoi comizi, viste le differenti ideologie politiche. Le canzoni utilizzate da Trump, ultimamente rimasto solo tra i repubblicani per la corsa alla presidenza visto il ritiro di John Kasich, sono state due tra le più famose della band, più specificatamente “Start me up” e “You can’t always get what you want”. Già a febbraio gli Stones avevano avvertito Trump di non utilizzare le loro canzoni, ma lo scorso martedì durante un discorso il candidato ha ignorato questo suggerimento includendo i due brani durante il suo discorso. La reazione di Jagger e soci non ha tardato ad arrivare. Stando a quanto detto dalla CBS i musicisti britannici avrebbero inviato una diffida al candidato, in cui affermavano di non aver dato il permesso per utilizzare i loro brani e se questo si fosse ripetuto si sarebbero mossi per vie legali. La schermaglia tra la band inglese e il miliardario americano non è la prima che si verifica, infatti, il 19 dicembre 1989 si erano già scontrati a causa dell’apparizione di Trump ad una conferenza stampa durante la quale la band avrebbe dovuto presentare la diretta televisiva di uno dei loro live a Las Vegas. L’evento era previsto al Convention Center, di cui Donald Trump era proprietario, gli Stones accettarono a patto che il loro nome non fosse stato collegato a quello di Trump, ma durante la conferenza stampa di presentazione il magnate si concesse ai giornalisti creando così tensioni con il gruppo.

Un’altra diffida mossa dal mondo della musica verso Trump, che va ad accrescere il numero di artisti che non condividono le idee del candidato alla guida degli States.

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