I Mokadelic raccontano Apocalysm: “Noi siamo solo ospiti di passaggio”
Musica
6 Novembre 2021

I Mokadelic raccontano Apocalysm: “Noi siamo solo ospiti di passaggio”

Il 26 novembre esce "Apocalysm", il nuovo progetto musicale dei Mokadelic. Il disco è un focus sul mondo che ci circonda e sull'impatto che ha l'uomo sulla Terra.

Mokadelic

di Rosella Maiorana

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Lettore, stà senz pensier, che la quinta stagione di Gomorra sta arrivando e con lei anche i Mokadelic con la loro iconica colonna sonora.

Formatisi a Roma all’inizio degli anni 2000, i Mokadelic sono Maurizio Mazzenga, Alessio Mecozzi, Cristian Marras, Alberto Broccatelli e Luca Novelli. La loro musica è l’armonica combinazione tra atmosfere post-rock e neo-psichedeliche, in equilibrio perfetto con suggestioni ambient/elettroniche e distorsioni analogiche.

Noti ai più per le colonne sonore di Gomorra – La serie, L’Immortale, Sulla mia pelle e Romulus, oggi sono pronti a presentare un evocativo concept album di inediti slegato dal mondo delle OST, una riflessione interiore intitolata Apocalysm.

Con una lente di ingrandimento sensoriale, i Mokadelic cercano di comprendere ciò che è cambiato negli anni e ciò che oggi ancora subisce stravolgimenti. L’uomo è un ospite invadente immerso in una natura in continua evoluzione climatica, culturale e sociale.

In un memorandum onirico di suggestioni si compie un viaggio sonoro alla ricerca di ciò che si nasconde dietro ogni grande cambiamento. Il primo capitolo è Würm. Abbiamo parlato del singolo e di tanto altro con Maurizio Mazzenga. Ecco la nostra intervista.

Ciao! Iniziamo subito da Würm. Parlaci del singolo.

Sì, il brano si rifà a un periodo glaciale, l’ultimo che ha interessato il nostro pianeta. L’idea è quella di creare una sorta di cortocircuito tra la nostra situazione ambientale e climatica e ciò che è successo nella glaciazione di Würm. Abbiamo cercato di sonorizzare lo scioglimento dei ghiacciai, evento che ancora oggi continua a verificarsi in alcuni luoghi del nostro pianeta, come nei Poli. Questo è un segnale d’allarme, ma è anche un cambiamento terrestre abituale che ci aiuta a ridimensionare il ruolo dell’essere umano. Noi siamo solo ospiti di passaggio.

Il 19 novembre uscirà la quinta stagione di Gomorra. In questi anni siete cambiati anche voi insieme ai personaggi?

Siamo invecchiati, in un certo senso (ride, ndr). Potremmo dire che la nostra colonna sonora, a parte qualche rinnovamento che durante le nuove stagioni c’è stato, è il collante sempre presente nella serie, un tratto identitario che rimane e che ritorna uguale. Noi siamo sicuramente cambiati, ma dal punto di vista musicale abbiamo mantenuto le nostre sonorità e peculiarità originali.

Riascoltate mai, invece, il vostro primo EP Moka? Che effetto vi fa?

La prima reazione è sicuramente ridere, però non è una risata di scherno, fa molta tenerezza. È bello riascoltarsi dopo vent’anni e percepire che alcune cose persistono in noi ancora oggi, sono diventate nostri tratti distintivi che convivono accanto ai cambiamenti avvenuti nel corso del tempo.

Negli anni avete tracciato una precisa linea musicale politico-sociale. Vi capita spesso di riflettere sul mondo che stiamo lasciando ai posteri?

È una domanda molto interessante. Sì, ci pensiamo tantissime volte e la risposta è, infatti, un po’ sia nel singolo Würm sia nel concept che ha guidato la produzione del nuovo album in uscita, Apocalysm. Abbiamo cercato di sonorizzare una serie di luoghi, eventi, comportamenti umani che sono dannosi non solo per l’ambiente ma anche a livello sociale, danneggiando l’interazione tra gli uomini. Apocalysm è un neologismo, una parola inventata, ma il suono ci fa pensare direttamente all’idea di un grandissimo cambiamento globale, un’Apocalisse, appunto. L’album è il frutto proprio di questa riflessione sull’età contemporanea, un riassunto dei nostri pensieri.