Nuova capitale all’orizzonte per l’Iran: Pezeshkian guarda al Makran

Passano gli anni, cambiano i governi e si succedono visioni politiche, ma possiamo individuare un filo che attraversa la più recente storia dell’Iran, immutabile e costante che lega la Rivoluzione del 1979 all’attuale presidente Masoud Pezeshkian, passando per la presidenza conservatrice di Ahmadinejad e quella moderata-riformatrice di Rouhani: la scottante questione circa lo spostamento della capitale iraniana.
I limiti di Teheran
Ad oggi, sappiamo essere Teheran la capitale dell’Iran, centro della vita economica e sociale del Paese; ma è proprio questa centralità che ha nel tempo portato a superare ogni soglia di capienza per la vivibilità della capitale. Non è certamente nuovo il problema, ma dalla Rivoluzione iraniana ad oggi possiamo con agevolezza prendere atto di una sicura degenerazione della problematica; basti pensare all’attuale popolazione iraniana che sfiora i 14 milioni di abitanti se si prende in considerazione l’intera area urbana.
La capitale è certamente centro di gravità per la popolazione che viene da essa attratta per le possibilità di sviluppo in termini economici, ma siamo ormai di fronte ad una impossibilità di espansione della città, bloccata a nord dalle pendici dei Monti Elburz, mentre a Sud c’è il Dasht-e Kavir, il deserto che caratterizza l’altopiano iraniano. La saturazione non investe, inoltre, il solo aspetto demografico, ma anche la capacità di fronteggiare l’elevatissima richiesta di servizi, con particolare rilievo di quello idrico e dei trasporti, punti critici per lo stanziamento della spesa pubblica.
Makran: una scelta strategica
Dinnanzi ad una situazione di tale tenore, non stupisce la volontà del presidente iraniano Masoud Pezeshkian di riprendere questo progetto negli anni accantonato, come ha riportato la portavoce del governo della Repubblica islamica, Fatemeh Mohajerani, nel corso di una conferenza stampa conseguente ad una riunione esecutiva sul punto. Lo sguardo viene rivolto a sud, nel Makran, regione che affaccia sul Golfo dell’Oman e non lontana dal confine con il Pakistan. La scelta non è certo casuale, data la posizione strategica che, in virtù dell’affaccio sul Golfo, è oggetto di grande attenzione nelle dinamiche internazionali, a partire dalla Cina che ha investito diversi miliardi di dollari già sul versante pakistano. Un tale spostamento darebbe quindi all’Iran la possibilità di giocare un ruolo decisivo circa le tratte commerciali internazionali, con la vicinanza di possibili investitori (a partire dall’India), nonché restituirebbe benefici in termini di sicurezza, data l’assenza di attività sismica nella regione, che caratterizza ad oggi, invece, l’attuale capitale.




