E se il Grinch moderno fosse l’ONU? Il fallimento del multilateralismo diplomatico che ha rubato le festività a milioni di bambini
Le guerre che da due anni stanno insanguinando i territori dell’Ucraina, di Gaza della Cisgiordania e del Libano ci lasciano come eredità morti, feriti e la consapevolezza che il multilateralismo diplomatico, creatosi a seguito della fine della II guerra mondiale e rappresentato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ha fallito.
In questi giorni di festa, sulle piattaforme streaming e nelle televisioni è stato trasmesso il film il Grinch, tratto dal romanzo del Dr.Seuss, dove questo essere cinico che odia le festività con le sue ipocrisie nonché tutti coloro che le festeggiano, il Grinch per l’appunto, vive isolato in una grotta in cima al paese di Chinonso e per evitare che i cittadini del paesino, i Nonsochì, lo festeggino ruba loro i regali e l’albero di Natale del paese attendendo le loro tristi grida. I Nonsochi, privati dei loro regali, invece che essere tristi cominciano gioiosamente a cantare canzoni di Natale, dimostrando al Grinch che per loro, nonostante la privazione dei regali, lo spirito natalizio e l’importanza dell’evento prescinde dall’aspetto strettamente materialista della ricorrenza, facendo redimere il Grinch stesso e insegnando lui quanto siano importanti alcuni momenti nella vita delle persone.
Se oggigiorno il Dr. Seuss scrivesse il romanzo, probabilmente non criticherebbe tanto la commercializzazione del Natale e il suo consumismo, quanto l’ipocrisia del Multilateralismo diplomatico e l’abbrutimento delle Comunità internazionale costituitasi a seguito della II guerra mondiale, nonché la sua massima espressione, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU),che anche durante questo periodo di festività, rimane impotente nell’affrontare e nel risolvere i conflitti internazionali ancora oggi in atto.
Il modello ONU ha fallito e con lui hanno fallito quei cinque grandi vincitori, Stati Uniti, Unione Sovietica oggi Federazione russa, Francia, Cina e Inghilterra, che, a seguito delle barbarie del II conflitto mondiale, si impegnarono dapprima a istituire un nuovo sistema diplomatico multilaterale, per poi “dimenticarsi” ai giorni nostri della brutalità della guerra finendo per svuotare, sembrerebbe così, l’ONU della sua funzione principale, ovvero risolvere le controversie con la via della diplomazia e del sostegno della comunità internazionale. Oggigiorno, il modello ONU è un fallimento perché non è in grado di difendere, dall’irragionevolezza umana, gli esseri umani più deboli e privi di qualsiasi colpa per i conflitti in corso, ovvero i bambini e le giovani generazioni, che, in molti teatri di guerra, sono costretti a dover sopravvivere alle bombe, al freddo, alla malnutrizione, alla miseria e alla perdita degli affetti famigliari.
E’ il caso dei bambini Ucraini, che da due anni vivono, quando riescono a vivere, sotto le bombe russe e con i vestiti indosso durante la notte per poter, quando risuonano gli allarmi, fuggire nei bunker antiaerei, costretti a vivere in una condizione di sopravvivenza animale a causa di una “operazione speciale”.
E’ il caso dei bambini Palestinesi, che dal 7 ottobre 2023, a Gaza cercano di sopravvivere, alle barbarie di un governo che li considera semplici “ostacoli da rimuovere per il conseguimento della sicurezza interna”, governo, tuttavia, espressione di un popolo che poco più di ottant’anni fa fu “considerato esso stesso un ostacolo per il perseguimento della razza pura ”subendo un genocidio sulla sua pelle e che, oggi, si dimostra insensibile, assuefatto all’idea di uccidere uomini, donne e per l’appunto bambini che anche durante queste ore di “festa” muoiono per ipotermia, per ferite, per malnutrizione privi di una qualsivoglia protezione internazionale.
I numeri sono impietosi e proprio perché sono tali, non vengono mai citati, perché sbatterebbero in faccia a tutti coloro che sostengono le “guerre giuste o umanitarie” la realtà dei fatti oltre ogni retorica politicamente corretta.
Ebbene per dare contezza della realtà dei fatti, l’Agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione dei palestinesi (UNWRA) ha registrato che dall’inizio del conflitto del 7 ottobre 2023, sono stati uccisi per mano diretta o indiretta dell’esercito israeliano 14.500 bambini palestinesi.14.500 vite senza colpe spazzate via non solo per mano dell’esercito israeliano, esecutore materiale, ma anche per mano dell’ONU stessa e dei suoi paesi membri rimasti impotente e complici di fronte al massacro di vite innocenti.
Giovani vite spazzate vie la cui unica colpa è stata quella di nascere dalla parte sbagliata del mondo, o per meglio dalla parte sbagliata della comunità internazionale, quella dei paesi che pur formalmente esistenti non hanno nulla da “offrire” e pertanto privi di una qualsivoglia attenzione internazionale da parte dei “grandi protettori” dell’ordine internazionale, un ordine internazionale divenuto ordine di potenza che sta implodendo su sé stesso figlio dell’immobilismo diplomatico.
14.500 vite palestinesi che, se sommate ai 2.406 bambini ucraini uccisi dall’inizio dell’operazione speciale russa, ci danno contezza del fallimento del modello multilaterale, annichilito dalla brutalità dell’essere umano e dagli egoismi nazionalisti degli Stati nazione.
Oggigiorno, la sconcertante realtà è che l’ONU, ovvero il luogo che sarebbe dovuto diventare il centro deputato della risoluzione delle controversie tra gli Stati al fine di evitare nuovi conflitti armati, è finito per diventare il Grinch del Dr. Seuss, da strumento che avrebbe dovuto osteggiare le ipocrisie di una Comunità internazionale in guerra e sull’orlo dell’annientamento proponendo un nuovo modello diplomatico è finito per rappresentare l’ipocrisia della Comunità stessa, seguendone le stesse logiche e dinamiche unendosi, analogamente a quanto accaduto al Grinch e alla comunità dei Nonsochì.
L’ONU oggi, è una meravigliosa “idea” divenuta, tuttavia, anacronistica, che non è riuscita a farsi realtà fattuale non riuscendo a ricongiungersi alla comunità d’intenti per il quale fu sviluppata, lasciando il passo alle logiche di potenza dei singoli Stati in una pericolosissima dialettica del più forte contro il più debole, che sta lasciando in questi anni vittime troppo spesso innocenti e colpevoli solo di essere nati nella parte sbagliata del mondo.
“I bambini mi hanno dimostrato i loro disegni: le dita del calco delle loro mani indicavano i loro sogni che sono identici a quelli dei loro coetanei italiani, salvo che per una differenza, con un dito della loro mano, ogni bambino ucraino ha indicato come suo desiderio quello di riuscire a dormire senza dover continuamente scappare nei bunker a causa dei bombardamenti. Se per un bambino uno dei suoi sogni è quello di dormire, significa che noi adulti abbiamo fallito” queste parole pronunciate dal portavoce UNICEF Andrea Iacomini racchiudono tutta la cruda realtà dell’impotenza della comunità internazionale e l’abbrutimento a cui stiamo assistendo impassibili, segno che, forse, per il nostro Grinch moderno, l’ONU, rispetto quanto accaduto al Grinch del romanzo del Dott. Seuss, il lieto fine è ben lontano dall’essere raggiunto.




